Un faccia a faccia destinato a fare rumore. Nel corso della sessione plenaria del Parlamento Europeo, il generale Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale e recentemente passato al gruppo europeo ESN, ha preso la parola davanti alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen con un intervento diretto, provocatorio e costruito attorno a una frase che è già rimbalzata su tutti i social: “Evidentemente non è la signora von der Leyen che fa il pieno alla sua auto.”
Il contesto è quello della crisi energetica esplosa con la guerra in Iran: lo Stretto di Hormuz praticamente chiuso, il petrolio sopra i 119 dollari al barile, i prezzi dei carburanti in verticale in tutta Europa. Von der Leyen aveva appena respinto con un secco “no” l’ipotesi di tornare al gas russo, definendola un “errore strategico” e ricordando che solo dieci giorni di guerra hanno già costato ai contribuenti europei 3 miliardi di euro in più per le importazioni di combustibili fossili. Vannacci ha risposto attaccando frontalmente la presidente su tutto: dalla gestione della crisi al Green Deal, dal silenzio con Putin alla dipendenza energetica dell’Europa.
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Il risultato è uno scontro che fotografa con brutalità la frattura sempre più profonda tra chi governa l’Europa e chi la critica dall’interno delle sue stesse istituzioni.