Una battaglia legale senza precedenti per una vincita record. Un uomo che vive e lavora a Lecco ha vinto al Superenalotto la straordinaria somma di 223,2 milioni di euro, ma sua moglie, che vive a Frosinone e da cui è separato solo di fatto (non legalmente), ha deciso di non rinunciare a ciò che ritiene essere suo diritto: 80 milioni di euro, ossia il 50% della vincita al netto delle tasse.
Non è una questione di avidità, ma di diritto matrimoniale. Secondo la Cassazione italiana, le vincite delle lotterie rientrano nella comunione legale dei coniugi, indipendentemente da chi ha fatto la giocata e da chi paga i biglietti. La separazione di fatto non ha validità legale, il che significa che il matrimonio continua a sussistere fino alla chiusura definitiva dell’iter giudiziale della separazione.
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È una situazione che solleva interrogativi importanti sulla proprietà, sul diritto matrimoniale e sulla giustizia in Italia. Nel frattempo, il fortunato vincitore di Lecco rimane silenzioso, e i suoi avvocati non hanno ancora risposto alle diffide della moglie.
Come è avvenuta la vincita: una schedina da 5 euro a Oggiono

La vincita risale al 11 settembre scorso, quando al Superenalotto la sestina 8-13-16-52-64-70 ha assegnato il premio record di 223,2 milioni di euro. La scommessa era stata fatta presso la ricevitoria del bar “Al Chicherin” di via Milano, a Oggiono (Lecco), ed era una semplice schedina da 5 euro.
Una schedina da 5 euro che ha trasformato la vita di un uomo, complicandola in modo imprevisto. Perché l’uomo si è vantato della vincita con degli amici, e nel giro di pochi giorni la confidenza è giunta alla moglie, che ha riflettuto: “Metà sono anche soldi miei”.
La moglie scopre la vincita: la decisione di intraprendere una battaglia legale
La donna, 48 anni, impiegata di Frosinone, ha deciso di intraprendere una battaglia legale e non intende rinunciare a quello che ritiene essere il suo diritto. I suoi legali, Alessandro Romanò e Chiara Messori dell’Associazione Italia, hanno subito inviato una diffida al fortunato scommettitore ricordandogli un dettaglio cruciale:
“In data 25 aprile del 2023, contraeva matrimonio civile, nel regime di comunione legale” con la signora. Non è una questione di chi ha fatto la giocata, è una questione di diritto matrimoniale. Nel regime di comunione legale, i beni acquisiti durante il matrimonio appartengono a entrambi i coniugi.
La separazione di fatto vs. la separazione legale: il nodo giuridico
E la separazione? Per i legali della donna, essendo solo di fatto — ma non chiusa legalmente — non ha validità legale. Anche se lui vive a Lecco e la moglie a Frosinone, anche se vivono vite completamente separate, il matrimonio sussiste formalmente fino a quando non sia stato completato l’iter legale della separazione.
È un punto di diritto fondamentale che la moglie intende sfruttare. La sua intenzione è chiara: “La signora è intenzionata a formalizzare la separazione legale, con negoziazione assistita, essendo totalmente venuto meno il rapporto affettivo che era stato sotteso al matrimonio stesso”, scrivono gli avvocati.
La richiesta: 8 mila euro al mese o 80 milioni una tantum
Ma la formalizzazione della separazione non è priva di condizioni. Gli avvocati della donna pongono chiaramente le loro pretese: “Un mantenimento mensile di 8 mila euro, ovvero la corresponsione, una tantum, di una somma unica nella misura di 80 milioni di euro”.
Come spiegano gli avvocati Romanò e Messori: “La nostra richiesta scaturisce dalla considerazione che la vincita, fra tasse e spese, al netto sarà del 50%. Dunque, la nostra richiesta è ben al di sotto della metà della cifra che sarà intascata”.
È una posizione ragionevole dal punto di vista legale. Non stanno chiedendo il 50% lordo della vincita, ma circa il 50% al netto delle tasse. Se la vincita netta sarà di circa 160 milioni (ipotizzando un’aliquota fiscale del 30%), allora 80 milioni rappresentano esattamente la metà.
La sentenza della Cassazione: un precedente chiaro
Gli avvocati della donna si basano su una sentenza della Cassazione che è del tutto chiara sulla questione. Le vincite delle lotterie e dei giochi nazionali (totocalcio, superenalotto, gratta e vinci, Lotteria Italia ecc.) rientrano nella comunione legale dei coniugi anche se la giocata è stata effettuata con il denaro personale di uno solo dei due.
Non importa che sia stata la carta di credito del marito, non importa che lui abbia comprato il biglietto. Se il biglietto è stato acquistato durante il matrimonio, in regime di comunione legale, la vincita appartiene a entrambi i coniugi.
Inoltre, la validità della separazione decorre dal momento della chiusura dell’iter giudiziale. Fino a quel momento, il matrimonio sussiste formalmente, e la comunione legale rimane in vigore.
Il termine per l’incasso: 180 giorni
Una cosa è certa: nonostante la super vincita, la somma non è stata ancora incassata. L’uomo ha 180 giorni per incassarla, presso un notaio o presso gli uffici del Monopolio. Nel frattempo, la battaglia legale continua.
Il bancario ha 10 giorni per opporsi alla diffida, ma fino ad oggi non si è fatto vivo. Come osservano gli avvocati della donna: “Sicuramente si opporrà sostenendo la separazione dalla moglie. Ma la Cassazione, a tal proposito, è chiara”.
La situazione di vita: dove vive ora la moglie
Dopo la separazione (legata anche alla mancanza di figli), la donna è tornata a vivere dai genitori, a Frosinone. Vive una vita ordinaria, mentre suo marito si prepara a incassare una vincita record. Non ha beneficiato di alcun vantaggio dalla vincita, mentre legalmente ha diritto a una parte significativa di essa.
Rimane in attesa di una risposta da Lecco. Il silenzio del fortunato vincitore è eloquente: sa che sta perdendo questa battaglia legale, e probabilmente consulta con i suoi avvocati su come affrontare la situazione.
Il precedente simile: il camionista di Lodi e la nuova moglie
Non è la prima volta che una vincita massiccia al Superenalotto scatena battaglie legali complesse. Una vincita simile, di 220 milioni, è stata al centro di un’altra vicenda giudiziaria, a Lodi, nell’agosto del 2019.
In quel caso, il vincitore era un camionista di 59 anni che aveva comprato una schedina da 2 euro. Dopo quella vittoria cambiò vita completamente, comprando una nuova casa e una nuova macchina. Poi, nel 2025, si è risposato con un’altra donna.
Il suo sogno si è però interrotto lo scorso giugno quando è morto, lasciando tutti i suoi soldi alla nuova compagna. La ex moglie, a quel punto, si è fatta avanti ed ora chiede un assegno di mantenimento pari a 5 mila euro al mese.
Il caso di Lodi mostra come le vincite massicce possono innescare cascate di complicazioni legali che vanno ben oltre la semplice gioia di aver vinto.
Le implicazioni più ampie: il diritto matrimoniale in Italia
Questa battaglia legale solleva interrogativi importanti sul diritto matrimoniale italiano. Se la Cassazione è chiara che le vincite rientrano nella comunione legale, allora il matrimonio sussiste con tutte le sue implicazioni legali fino a quando non sia stato completato l’iter della separazione.
Questo crea una situazione dove due persone che vivono vite completamente separate, che non hanno alcun rapporto affettivo, rimangono legalmente coniugi con diritti e doveri reciproci.
La battaglia tra l’uomo di Lecco e la moglie di Frosinone è solo l’inizio di quello che sarà probabilmente un lungo processo legale. Nel frattempo, i 223 milioni rimangono in attesa, una risorsa contesa che avrà proprietari solo quando i tribunali avranno detto la loro parola definitiva.