L’ultimo sondaggio dell’Istituto Piepoli, presentato il 25 settembre a Omnibus su La7, fotografa un panorama politico dove Fratelli d’Italia e Futuro Nazionale perdono consensi, mentre crescono il Partito Democratico e l’area progressista. FdI resta il primo partito con il 27%, in calo di 0,5 punti, mentre Vannacci registra il primo arretramento rilevato da Piepoli dalla nascita della sua formazione, scendendo al 7,5%.
È un dato che segnala un possibile turning point nel panorama politico italiano. Non tanto una caduta drammatica, quanto un primo segnale di stabilizzazione e consolidamento di consensi dopo mesi di crescita continua per Futuro Nazionale. Allo stesso tempo, la perdita di FdI suggerisce che la coalizione di governo potrebbe essere entrata in una fase di assestamento.
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Nel complesso, l’area di centrodestra si colloca al 41,5%, mentre il cosiddetto Campo Largo progressista raggiunge il 43%, mezzo punto in più rispetto alla rilevazione precedente. È il primo sorpasso del centrosinistra rispetto al centrodestra in questa serie di sondaggi Piepoli.
FdI scende al 27%, il primo partito italiano resta saldo ma indebolito
Fratelli d’Italia perde lo 0,5% e si attesta al 27%, mantenendo comunque la posizione di primo partito italiano
. È una perdita marginale, ma significativa nel contesto di una campagna politica dove ogni punto percentuale conta enormemente.
Nel dettaglio della coalizione di centrodestra, Forza Italia resta al 7,5%, la Lega al 5,5% e Noi Moderati all’1,5%. La distribuzione dei consensi all’interno del centrodestra mostra una concentrazione molto forte su FdI, con gli alleati che faticano a mantenere rilevanza propria.
Questo dato ha implicazioni strategiche importanti. Una coalizione dove un solo partito raccoglie il 27% e gli alleati sommati arrivano a soli 14,5% è una coalizione squilibrata. Se FdI dovesse continuare a perdere consensi, il centrodestra potrebbe trovarsi in difficoltà ancora maggiori.
Vannacci e Futuro Nazionale: il primo calo e la stabilizzazione
Uno dei dati più interessanti della rilevazione Piepoli riguarda Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, che perde lo 0,5% e si ferma al 7,5%, registrando il primo arretramento dalla nascita della formazione
.
Livio Gigliuto dell’Istituto Piepoli ha interpretato il dato come un possibile segnale di stabilizzazione tra il 7 e l’8%, più che come la prova di una tendenza consolidata al ribasso. In altre parole, il partito avrebbe raggiunto un plateau naturale di consenso, intorno all’8%, e starebbe oscillando leggermente intorno a questo valore.
Tuttavia, il dato Piepoli non coincide completamente con altre rilevazioni dello stesso periodo: alcuni istituti hanno collocato Futuro Nazionale su percentuali leggermente differenti e, in certi casi, ancora in crescita. È un promemoria importante che i sondaggi fotografano la situazione in un momento specifico e non rappresentano una verità assoluta.
Per Vannacci, il primo calo è comunque un momento di consolidamento. Il partito era in crescita continua dagli ultimi mesi del 2025 fino a settembre 2026, e questo dato suggerisce che la crescita esponenziale potrebbe essersi arrestata, almeno temporaneamente.
Il Partito Democratico sale al 20%, il centrosinistra accelera
Il Partito Democratico sale dello 0,5% e raggiunge il 20%, un risultato che sottolinea la capacità del partito di Elly Schlein di mantenere una base solida di consenso
.
Nel campo progressista, il Movimento 5 Stelle resta al 12,5% e Alleanza Verdi e Sinistra arriva al 7%, mentre +Europa è all’1,5%. Nel complesso, il cosiddetto Campo Largo viene stimato al 43%, mezzo punto in più rispetto alla rilevazione precedente.
È il primo sorpasso del centrosinistra sul centrodestra in questo ciclo di sondaggi Piepoli. Anche se i margini rimangono stretti (1,5 punti percentuali), il trend è significativo. Suggerisce che l’area progressista sta acquisendo terreno gradualmente, mentre il centrodestra attraversa una fase di assestamento.
Vannacci in coalizione? Il 52% dice no
Piepoli ha sottoposto agli intervistati una domanda cruciale: cosa pensano di un eventuale ingresso di Futuro Nazionale nella coalizione di centrodestra?Il 48% ritiene che si dovrebbe lavorare per allargare l’alleanza anche a Vannacci, mentre il 52% è contrario
.
È un dato che fotografa una divisione sostanziale nel campione sul futuro assetto dell’area politica. Il margine è stretto — soltanto 4 punti percentuali — ma favore ai contrari. Questo significa che una eventuale ingresso formale di Vannacci nella coalizione di centrodestra resterebbe controverso agli occhi del pubblico.
Dal punto di vista strategico, questo sondaggio offre munizioni a chi sostiene che l’ingresso di Vannacci nella coalizione potrebbe alienare una parte significativa dell’elettorato moderato, mentre al contrario potrebbe rafforzare la coesione dell’ala destra del centrodestra. È un calcolo delicato che i vertici di FdI e dei suoi alleati continuano a valutare.
Le politiche pubbliche: bollo auto, burqa a scuola, limite stranieri
Su altre questioni sottoposte agli intervistati, il 53% si dichiara favorevole all’abolizione del bollo auto per un anno, annunciata dal governo
. È una misura che raccoglie maggioranza tra gli intervistati, anche se non unanimità.
Sul tema della scuola, il 47% esprime un giudizio favorevole sull’introduzione di un limite alla presenza di studenti stranieri in ciascuna classe, mentre il 55% si dichiara favorevole al divieto di indossare il burqa a scuola.
Quest’ultimo dato è particolarmente rilevante nel contesto del dibattito politico italiano. Il divieto del burqa a scuola raccoglie consenso maggioritario tra gli intervistati, anche superando la soglia del 50%. È un tema su cui il governo ha premuto con insistenza, e il sondaggio suggerisce che la posizione del governo su questo fronte gode di ampio supporto pubblico.
La fiducia nei leader internazionali: Trump, Zelensky, Putin, Netanyahu
La rilevazione Piepoli ha misurato la fiducia dichiarata dagli italiani in alcuni leader internazionali
. I dati sono significativi per comprendere come l’opinione pubblica italiana percepisce le principali figure della politica mondiale.
Per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il 24% esprime un giudizio positivo in termini di fiducia, mentre il 29% dichiara di averne poca e il 40% nessuna. Zelensky gode quindi di una fiducia modesta e divisa tra gli italiani. Questo dato riflette la fatica che la causa ucraina sta affrontando nel mantenere il supporto pubblico internazionale dopo mesi di conflitto.
Per il presidente russo Vladimir Putin, la quota positiva è del 15%, contro il 16% che dichiara poca fiducia e il 65% nessuna. Putin è largamente ripudiato dall’opinione pubblica italiana, il che non sorprende dato il contesto della guerra in Ucraina.
Il presidente statunitense Donald Trump raccoglie il 14% di valutazioni positive sulla fiducia, mentre il 65% esprime un giudizio negativo. Trump, come Putin, è largamente rigettato dall’opinione pubblica italiana, anche se la percentuale di rifiuto è leggermente inferiore rispetto a Putin.
Per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, la quota di fiducia indicata dalla rilevazione è del 9%, mentre quella negativa raggiunge il 64%. Netanyahu è il leader con il grado di fiducia più basso tra quelli misurati nel sondaggio.
Una polarizzazione stabile, una coalizione di governo indebolita
Nel complesso, il sondaggio Piepoli del 25 settembre 2026 fotografa una situazione dove la polarizzazione tra centrosinistra e centrodestra rimane strutturale, ma i margini di vantaggio si stanno restringendo. Il centrodestra mantiene ancora una posizione di forza con il 41,5%, ma il centrosinistra è a soli 1,5 punti di distanza con il 43%.
La perdita contemporanea di FdI e Vannacci, sebbene modesta in termini percentuali, suggerisce che la coalizione di governo potrebbe stare entrando in una fase di consolidamento, dopo mesi di crescita. Se il trend dovesse invertirsi e il centrosinistra continuasse a guadagnare terreno, le implicazioni per le prossime elezioni potrebbero essere significative.
Sul piano delle politiche pubbliche, il governo gode di supporto pubblico per alcune delle sue misure di punta — bollo auto, burqa a scuola — anche se la questione dell’ingresso di Vannacci nella coalizione rimane divisiva. Nel contesto internazionale, l’opinione pubblica italiana si mostra largamente ostile ai leader dei paesi non-occidentali, mentre rimane divisa su Zelensky.
Questi numeri restituiscono una fotografia di un paese politicamente polarizzato ma potenzialmente in transizione, dove il vantaggio della coalizione di governo rimane reale ma non più sembrare scontato come poteva sembrare mesi fa.