mercoledì, Ottobre 7

Campo largo, Conte accelera sulle primarie: Schlein dice no al federatore

Il nodo della leadership continua a pesare sul futuro del campo largo. Giuseppe Conte torna a spingere per accelerare sulle primarie del centrosinistra, mentre Elly Schlein conferma la sua contrarietà all’ipotesi di affidare la guida della coalizione a un terzo nome.

La questione è tornata al centro del confronto tra il leader del Movimento 5 Stelle e la segretaria del Partito democratico. Conte ha raccontato di aver proposto nuovamente l’idea di un federatore, ricevendo però un nuovo rifiuto da parte di Schlein. Anche fonti e ricostruzioni pubblicate nelle ultime ore indicano nelle primarie uno dei principali punti di confronto tra Pd e M5S.

Leggi anche:Tajani contro Schifani, tensione in Forza Italia: scontro sulla ricandidatura in Sicilia

Leggi anche:Legge elettorale, primo sì alla fiducia: 226 voti favorevoli

Leggi anche:Legge elettorale, Donzelli: “Se il governo va sotto, Meloni sale al Colle a dimettersi”

Conte chiede di accelerare

Ospite di Coffee Break su La7, Conte ha invitato il centrosinistra ad affrettare i tempi per arrivare ai gazebo. «Quando si sceglie una via va perseguita», ha spiegato successivamente da Montecitorio, sostenendo che non sia possibile restare «a tempo indeterminato nella totale incertezza».

Il tema non riguarda quindi soltanto se fare o meno le primarie, ma soprattutto quando organizzarle. Il Movimento 5 Stelle sembra spingere per una consultazione anticipata, mentre nel Pd prevale l’idea di evitare che la scelta del candidato arrivi troppo presto rispetto alla campagna elettorale.

Il no di Schlein al terzo nome

Fratoianni posta la foto del campo largo con Conte, Schlein e Bonelli: pioggia di sfottò

Nel loro recente confronto, secondo quanto riferito dallo stesso Conte, Schlein avrebbe ribadito di non essere disponibile a valutare un candidato esterno alla sfida tra i principali leader della coalizione.

L’ipotesi del cosiddetto federatore era stata pensata come possibile soluzione per evitare lo scontro diretto tra Schlein e Conte. Ma la segretaria dem ha già espresso la sua contrarietà a questa strada, mentre il leader M5S continua a considerare le primarie uno strumento centrale per definire la leadership.

Nel Pd cresce il dubbio sul Movimento

È proprio sull’accelerazione chiesta da Conte che, secondo la ricostruzione del Messaggero, si concentrano ora alcune preoccupazioni dentro il Pd. Il ragionamento è legato soprattutto alla possibilità che il Movimento possa mantenere aperte diverse opzioni fino a quando non sarà definita la candidatura alla guida della coalizione.

Nel centrosinistra c’è chi teme che arrivare alle primarie molto presto possa lasciare a Conte, in caso di mancata vittoria, spazio sufficiente per valutare una strategia alternativa. Una lettura che dal Pd viene considerata poco conveniente anche per lo stesso M5S, soprattutto alla luce della necessità di mantenere una coalizione unita in vista delle elezioni.

Conte, dal canto suo, ha più volte assicurato che il Movimento sosterrà il fronte progressista anche nel caso in cui non fosse lui a guidarlo. Ma il calendario delle primarie resta uno dei punti sui quali l’intesa non è ancora stata raggiunta.

La variabile della Corte costituzionale

Un’altra questione riguarda i tempi della nuova legge elettorale e l’eventuale pronunciamento della Corte costituzionale. Secondo le ricostruzioni pubblicate in queste ore, nel Pd viene considerata anche la possibilità di attendere il verdetto della Consulta prima di avviare definitivamente il percorso delle primarie.

La tempistica, però, resta incerta. Proprio per questo nel Movimento 5 Stelle non viene considerato sufficiente rinviare la discussione sulla leadership in attesa della Consulta: prima del voto sarà comunque necessario chiarire chi guiderà la coalizione.

Il campo largo cerca una difficile mediazione

Le tensioni sulle primarie si intrecciano anche con la discussione sulla legge elettorale. Nel frattempo, nel centrosinistra prosegue il confronto tra i diversi partiti, mentre restano da definire tempi, programma e modalità con cui arrivare a una candidatura condivisa.

Il problema, dunque, non è soltanto scegliere il candidato premier. Pd e M5S devono trovare un equilibrio sul calendario, sul programma e sulla struttura della coalizione. Conte continua a chiedere di accelerare, Schlein mantiene la linea sulle primarie e il confronto resta aperto.

La partita dei gazebo, almeno per ora, non è ancora chiusa. E proprio il calendario potrebbe diventare il prossimo terreno decisivo del confronto tra i due principali protagonisti del campo largo.