Un’Aula quasi deserta, la discussione sulla manovra economica che slitta e una situazione internazionale che continua a mettere sotto pressione i conti pubblici. È stata una giornata complicata per il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenuto alla Camera mentre tra i parlamentari presenti si contavano appena 18 deputati.
Nei banchi della maggioranza sedevano sei parlamentari, mentre quelli del centrosinistra ospitavano il doppio dei presenti. Una partecipazione decisamente ridotta che non è passata inosservata al ministro, protagonista qualche ora dopo di una battuta polemica rivolta agli assenti.
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«Questi non vogliono lavorare di lunedì. Ma mi sembra che nemmeno il martedì abbiano tanta voglia», avrebbe commentato Giorgetti, criticando la scarsa presenza in Aula proprio mentre il governo è impegnato nel confronto sulla prossima manovra finanziaria.
Manovra, Giorgetti invita alla prudenza
Dietro la stoccata ai deputati c’è un quadro economico che il ministro considera particolarmente delicato. Giorgetti non ha nascosto le difficoltà legate alle richieste di modifiche e aggiustamenti alla manovra che arrivano anche dai colleghi, mentre le risorse disponibili restano limitate.
«È inutile negarlo, le nubi all’orizzonte consigliano prudenza. Difficile anche programmare», ha ribadito il titolare del dicastero dell’Economia nel suo intervento alla Camera.
Nel frattempo, lo scostamento di bilancio ha ottenuto il via libera a Montecitorio con 219 voti favorevoli e 210 contrari. Il provvedimento è passato anche al Senato, mentre prosegue il confronto sulle risorse necessarie per affrontare le spese legate alla difesa e all’emergenza energetica.
Fondo monetario, riviste al rialzo le stime per l’Italia
Nonostante le preoccupazioni, dai dati del Fondo monetario internazionale arriva un segnale positivo per l’economia italiana. Le nuove stime indicano una crescita dello 0,8% nel 2026, rispetto al precedente +0,5%. Per il 2027 la previsione sale invece di un decimale, raggiungendo lo 0,6%.
Si tratta di un miglioramento delle prospettive, che resta tuttavia inserito in uno scenario internazionale complesso, segnato dai conflitti, dalle tensioni sulle forniture energetiche e dal rischio di nuove pressioni sui prezzi.
Proprio l’aumento dei costi dell’energia e le conseguenze sull’inflazione rendono centrale il tema della flessibilità di bilancio. Il governo italiano punta a ottenere margini maggiori per finanziare gli interventi necessari, ma la questione divide i Paesi europei, tra chi chiede maggiore prudenza nella gestione dei conti e chi ritiene indispensabili nuove risorse.
Bruxelles, via libera al piano SAFE da otto miliardi
Sul fronte europeo, la Commissione ha dato il via libera al piano SAFE per l’Italia, del valore di otto miliardi di euro destinati alla sicurezza e alla difesa. La decisione dovrà ora essere approvata in via definitiva dal Consiglio europeo.
Parallelamente, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inviato una lettera al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, sottoscritta anche dal cancelliere tedesco Friedrich Merz e dal premier belga Bart De Wever. L’obiettivo è sostenere la richiesta di risposte comuni sul fronte dei costi energetici.
Nei giorni scorsi, parlando agli imprenditori di Assolombarda, Meloni aveva avvertito che, senza «risposte strutturali e di lungo periodo» da parte dell’Europa, il rischio è quello di restare «in balia dell’emergenza». La premier ha inoltre rivendicato la tenuta dell’economia italiana, pur riconoscendo la debolezza della crescita.
Il confronto europeo è atteso a Bruxelles giovedì e venerdì. Per il governo sarà un passaggio importante per cercare di ottenere maggiore flessibilità e individuare strumenti per contenere gli effetti del caro energia, mentre la definizione della manovra resta condizionata dall’incertezza economica e dalla necessità di mantenere sotto controllo i conti pubblici.