Papa Leone XIV ha avuto un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin mentre si trova ancora ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma, dove è stato sottoposto a un intervento di lobectomia polmonare. Al centro della conversazione, la situazione umanitaria nella città ucraina di Oleshky, nella regione di Kherson.
Secondo quanto comunicato dalla sala stampa della Santa Sede, il Pontefice ha espresso forte preoccupazione per le condizioni della popolazione e ha chiesto una tregua che permetta di far arrivare aiuti alimentari e sanitari. La richiesta comprende anche la possibilità di procedere all’evacuazione volontaria e sicura dei civili.
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La richiesta del Papa per la popolazione di Oleshky

Nel resoconto ufficiale, il Vaticano ha spiegato che Leone XIV ha richiamato l’attenzione sulla «grave situazione umanitaria» nella città. L’obiettivo della tregua richiesta è consentire l’ingresso dei beni di prima necessità e favorire l’evacuazione della popolazione civile in condizioni di sicurezza.
Al termine della conversazione, il Pontefice ha ribadito l’impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace. La nota vaticana non ha fornito ulteriori dettagli sulle possibili conseguenze operative della telefonata o su eventuali accordi raggiunti tra le parti.
La risposta di Putin secondo il Cremlino
Anche il Cremlino ha diffuso un resoconto del colloquio. Secondo le autorità russe, Putin ha sottolineato l’importanza della cooperazione tra la Federazione Russa e il Vaticano e ha ringraziato il Papa per la disponibilità a contribuire alla risoluzione del conflitto in Ucraina.
Mosca ha attribuito alle autorità ucraine la responsabilità della situazione umanitaria a Oleshky. Il presidente russo, secondo la comunicazione del Cremlino, ha inoltre espresso sostegno all’intenzione del Vaticano di contribuire a creare condizioni di sicurezza per la popolazione locale e a facilitare l’invio di beni essenziali.
Nel resoconto russo è stato richiamato anche il ruolo della cooperazione tra Mosca e la Santa Sede nella promozione di valori spirituali e morali condivisi e nella protezione dei cristiani e dei luoghi di culto in diverse aree del mondo. Si tratta della versione diffusa dal Cremlino, distinta da quella pubblicata dalla sala stampa vaticana.
Il precedente contatto tra Leone XIV e Putin
La telefonata del 16 ottobre non è il primo contatto diretto tra i due leader. Papa Leone XIV e Vladimir Putin avevano già parlato il 4 giugno 2025, meno di un mese dopo l’elezione di Robert Francis Prevost al soglio pontificio.
In quell’occasione, il Pontefice aveva chiesto alla Russia di compiere un gesto favorevole alla pace. Il Cremlino aveva descritto la conversazione come costruttiva, confermando la disponibilità a una soluzione diplomatica. Quel primo colloquio aveva alimentato aspettative sulla possibilità di avviare negoziati tra Russia e Ucraina, senza che ciò si traducesse automaticamente in un accordo.
Le iniziative diplomatiche del Vaticano
Il nuovo contatto telefonico arriva dopo le missioni diplomatiche a Mosca di monsignor Paul Richard Gallagher, responsabile dei rapporti con gli Stati, ad agosto, e del cardinale Matteo Zuppi, a fine settembre.
La richiesta di una tregua per Oleshky si inserisce quindi nell’impegno diplomatico della Santa Sede sul conflitto ucraino. Al momento, sulla base delle comunicazioni riportate, non sono stati annunciati accordi concreti o una tregua confermata per la città.