È durata appena cinque giorni l’esperienza di Katie Zacharia alla guida della comunicazione con la stampa della Casa Bianca. Secondo quanto riportato dal New York Times, citando alcune fonti, la portavoce ha lasciato l’incarico dopo un debutto difficile e le polemiche sulle sue qualifiche professionali.
La vicenda è emersa venerdì 16 ottobre, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva raccontato di aver invitato Zacharia a riflettere sull’opportunità di proseguire nel ruolo. Parlando con i giornalisti sul prato meridionale della Casa Bianca, prima di partire a bordo del Marine One, Trump ha riferito di aver affrontato la questione con lei poco prima dell’incontro con la stampa.
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Il suggerimento di Trump alla portavoce

Secondo il resoconto di Fox News, il presidente avrebbe detto a Zacharia: «Non devi farlo se non vuoi… Penso che dovresti ripensarci». Trump ha poi ammesso che forse l’incarico «non fa per lei», sostenendo anche che la collaboratrice fosse stata sottoposta a forti attacchi da parte dei media.
La permanenza di Zacharia alla Casa Bianca si è quindi conclusa in tempi molto brevi. La sua nomina era stata annunciata il 9 ottobre, mentre il primo briefing ufficiale con i giornalisti si era svolto il 13 ottobre.
Il primo briefing e le difficoltà con i giornalisti
La prima conferenza stampa della portavoce era durata circa 14 minuti e si era conclusa dopo appena tre domande. L’incontro aveva attirato critiche sulla preparazione di Zacharia e sulla sua capacità di gestire il confronto con i rappresentanti dei media. Durante il briefing si erano verificati anche alcuni inciampi verbali, tra cui un lapsus in cui aveva indicato per errore il marito come «il mio presidente», prima di correggersi.
Giovedì sera, durante un’intervista alla trasmissione statunitense Hannity, Zacharia aveva difeso il proprio operato, spiegando di aver avuto pochissimo tempo per prepararsi. Aveva dichiarato di essere stata al lavoro da meno di otto ore e di aver ricevuto il materiale preparatorio soltanto quella mattina.
Le polemiche sulle qualifiche legali
Alle critiche per il debutto si erano aggiunte le domande sulle credenziali professionali della portavoce. Nel corso della stessa intervista televisiva, Zacharia aveva riconosciuto di non aver superato l’esame di abilitazione e di non aver mai ottenuto una licenza per esercitare la professione forense negli Stati Uniti.
La collaboratrice aveva spiegato di essersi preiscritta all’esame, ma di aver saputo durante l’estate che avrebbe vissuto in Cina. Secondo la sua ricostruzione, questa circostanza avrebbe reso il risultato privo di conseguenze pratiche. Aveva aggiunto di essersi comunque presentata alla prova per evitare che la sua posizione risultasse come un ritiro.
La questione aveva assunto ulteriore rilievo perché, al momento dell’annuncio della nomina, Trump aveva descritto Zacharia come un’avvocata. Le domande sulle sue qualifiche si erano così sommate alle critiche per la prima conferenza stampa.
Una permanenza di soli cinque giorni
La breve esperienza di Katie Zacharia alla Casa Bianca si è dunque conclusa dopo una sequenza di polemiche legate sia alla gestione del primo briefing sia al suo percorso professionale. Il caso ha attirato l’attenzione dei media statunitensi anche per la rapidità con cui si è arrivati alla fine dell’incarico.
Secondo le informazioni riportate, Trump aveva invitato la portavoce a valutare se continuare, arrivando a mettere in dubbio che il ruolo fosse adatto a lei. Il New York Times ha riferito che Zacharia ha poi lasciato l’incarico, dopo appena cinque giorni alla guida della comunicazione con la stampa dell’amministrazione.