mercoledì, Ottobre 21

Milano, identificato il bambino di 11 anni ripreso durante gli scontri: aveva vestiti rubati

Ha 11 anni, frequenta la seconda media e vive nel quartiere della Barona, a Milano. È il bambino identificato dai carabinieri dopo la diffusione sui social dei video che lo mostrerebbero durante i disordini avvenuti in città. Le immagini, diventate virali, lo riprenderebbero mentre esce da un negozio di abbigliamento di via Dante con vestiti e cinture che sarebbero stati appena rubati.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera il 21 ottobre 2026, il ragazzino sarebbe comparso anche in altri filmati girati durante gli scontri, in uno dei quali si troverebbe vicino a un cestino incendiato. Le indagini si sono concentrate sulle immagini e sui contenuti pubblicati online, che hanno consentito agli investigatori di risalire alla sua identità.

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Ha 11 anni e non è imputabile

Il bambino è il più giovane tra i manifestanti identificati in relazione ai disordini del fine settimana a Milano. Avendo meno di 14 anni, non è imputabile secondo la legge italiana. Nei suoi confronti potrebbe tuttavia essere trasmessa una segnalazione alla Procura per i minorenni e ai servizi sociali, come riferito dal quotidiano.

L’identificazione rappresenta un passaggio delle indagini, ma la posizione del minore deve essere valutata tenendo conto della sua età e delle norme applicabili. Le immagini diffuse sui social sono al centro degli accertamenti per ricostruire quanto accaduto durante le razzie nei negozi e gli episodi di violenza.

Identificato anche un 16enne a Desio

Le verifiche dei carabinieri hanno riguardato anche un secondo minorenne. A Desio, in provincia di Monza e Brianza, è stato rintracciato un ragazzo di 16 anni, di origine marocchina, diventato riconoscibile attraverso alcuni video pubblicati su TikTok.

Le immagini lo avrebbero ripreso durante i disordini di sabato 17 ottobre in piazza Duomo, a Milano. Il ragazzo avrebbe avuto in testa il cappellino sottratto a un carabiniere della stazione di Crescenzago. Il furto sarebbe avvenuto durante gli episodi ripresi nei filmati circolati in rete.

Le accuse contestate al ragazzo di 16 anni

Per il sedicenne la situazione è diversa rispetto a quella del bambino di 11 anni, perché ha superato la soglia dei 14 anni prevista per l’imputabilità. Secondo il Corriere della Sera, il ragazzo è stato denunciato a piede libero per devastazione e saccheggio, furto e vilipendio alle forze armate.

Il quotidiano riferisce che, al momento del suo rintraccio, erano scaduti i termini per procedere con la flagranza differita. La denuncia a piede libero non equivale a una condanna: le eventuali responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi competenti.

Video e fotografie al centro delle indagini

I filmati condivisi sui social stanno assumendo un ruolo importante nella ricostruzione degli episodi avvenuti a Milano. Le immagini possono aiutare gli investigatori a identificare le persone presenti, verificare i comportamenti ripresi e ricostruire le singole fasi dei disordini.

Il caso dei due minorenni mostra come i contenuti pubblicati online possano diventare elementi utili alle indagini. Resta necessario distinguere quanto documentato dalle immagini dalle responsabilità che potranno essere eventualmente riconosciute attraverso gli accertamenti e i procedimenti previsti dalla legge.