Quattro militari italiani sono morti nell’incidente che ha coinvolto un elicottero dell’Esercito in Bosnia-Erzegovina. Le vittime sono Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Laura Procacci e Franco Adriano Zecchillo. I primi due erano in servizio al Comando Aviazione dell’Esercito (Aves) di Viterbo, mentre gli altri due appartenevano al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana.
Secondo quanto riportato da Il Messaggero, a bordo del velivolo si trovavano complessivamente 15 persone. Oltre alle quattro vittime, undici persone sono rimaste ferite e stavano ricevendo le cure necessarie. Al momento della pubblicazione della notizia, nessuno dei feriti risultava in pericolo di vita.
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Simone Ruggia e Claudio Marchesi, militari dell’Aviazione dell’Esercito
Simone Ruggia e Claudio Marchesi erano entrambi in servizio al primo reggimento “Antares” del Centro Addestrativo dell’Aviazione dell’Esercito, con sede a Viterbo. La struttura si occupa della formazione e dell’addestramento di piloti e tecnici, oltre che dello sviluppo delle tecniche di impiego degli aeromobili.
Il centro contribuisce inoltre a fornire alle Forze Operative Terrestri le capacità necessarie per le attività sul territorio nazionale e nei teatri operativi all’estero.
Claudio Marchesi aveva 35 anni ed era originario di Orvieto, dove vive la sua famiglia. Tra le sue passioni c’erano lo sci e il calcio, sport che aveva praticato da ragazzo. Sui social aveva condiviso una fotografia sulla neve accompagnata da una frase che raccontava il suo amore per il movimento: «Da quando ho cominciato a camminare mi piace correre».
Laura Procacci e Franco Adriano Zecchillo, le vittime della Croce Rossa

Le altre due vittime erano Laura Procacci e Franco Adriano Zecchillo, appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. Secondo le informazioni riportate dalla stampa, Procacci era sergente e Zecchillo tenente.
I due ricoprivano ruoli sanitari: erano rispettivamente un’infermiera e un medico. Nell’incidente è rimasto ferito anche un altro operatore della Croce Rossa, componente del team di evacuazione medica presente a bordo dell’elicottero.
La dinamica dell’incidente in Bosnia-Erzegovina
Stando alla prima ricostruzione pubblicata da Il Messaggero, l’elicottero sarebbe partito da Viterbo nella mattinata precedente, avrebbe effettuato uno scalo all’aeroporto militare di Pratica di Mare e avrebbe poi raggiunto la Bosnia-Erzegovina.
Il velivolo coinvolto era un CH-47 Chinook, impiegato nell’ambito dell’operazione europea EUFOR Althea. L’incidente sarebbe avvenuto durante una delle attività addestrative quotidiane. Le cause dello schianto, tuttavia, erano ancora da accertare al momento della diffusione delle prime informazioni.
A bordo si trovavano 15 persone. Gli undici feriti stavano ricevendo assistenza medica e, secondo quanto riportato inizialmente, nessuno sarebbe stato in pericolo di vita. Le autorità competenti dovranno chiarire le circostanze dell’incidente e ricostruire quanto accaduto durante il volo.
Le indagini sulle cause dello schianto
La tragedia ha coinvolto personale militare impegnato in una missione internazionale e operatori sanitari della Croce Rossa. Le prime informazioni disponibili delineano il profilo delle quattro vittime e il contesto operativo del volo, ma non consentono ancora di stabilire le cause della caduta dell’elicottero.
Saranno gli accertamenti delle autorità competenti a chiarire la dinamica dell’incidente. Nel frattempo, il ricordo di Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Laura Procacci e Franco Adriano Zecchillo resta al centro di una tragedia che ha colpito quattro famiglie e il personale impegnato nelle attività in Bosnia-Erzegovina.