Kimi Antonelli ha scelto San Marino come residenza fiscale. Il pilota italiano di Formula 1, così come il padre Marco, vive sul Titano, dove il sistema fiscale prevede regole diverse da quelle italiane. Una scelta che, secondo quanto ricostruito da Il Fatto Quotidiano, può tradursi in un risparmio fiscale significativo, soprattutto considerando anche le società riconducibili al campione.
Antonelli, tuttavia, non avrebbe aderito al regime agevolato con aliquota al 7% previsto per alcuni nuovi residenti. Per sé e per le proprie aziende avrebbe scelto il regime ordinario dell’Imposta generale sui redditi (Igr).
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Perché Kimi Antonelli risiede a San Marino

Il padre Marco è diventato cittadino sammarinese nel 2019, mentre Kimi lo avrebbe raggiunto nel 2024 attraverso il ricongiungimento familiare. La residenza sul Titano consente di accedere a un sistema fiscale differente da quello italiano, sia per le persone fisiche sia per le società.
Tra le possibilità previste dalla normativa sammarinese c’è anche un regime agevolato per i nuovi residenti, con un’imposta sostitutiva del 7% e un tetto massimo di 100mila euro all’anno. Secondo la ricostruzione pubblicata dal Fatto Quotidiano, Antonelli non avrebbe però scelto questa opzione, rimanendo nel regime ordinario Igr.
Le società di Kimi Antonelli a San Marino e in Italia
Una parte rilevante della sua attività economica passa attraverso società legate al motorsport e alla gestione dei diritti d’immagine. La principale è Akm Motorsport, con sede a San Marino, che nel 2025 avrebbe registrato ricavi per 4,72 milioni di euro e un utile netto di 424.559 euro. Nel 2024 i ricavi erano stati pari a 5,27 milioni, con un utile di 1,25 milioni. Il patrimonio indicato è di 2,31 milioni di euro.
A Sala Bolognese opera invece Antonelli Motorsport Srl, che nel 2025 avrebbe registrato una produzione di 966.845 euro e un utile di 22.852 euro.
Nel novembre 2024 è stata inoltre costituita a San Marino Aka Srl, con un capitale iniziale di 26mila euro. La società gestisce i diritti d’immagine, le sponsorizzazioni e il marchio depositato nell’aprile successivo. Nel 2025 avrebbe realizzato 3,39 milioni di euro di ricavi e 2,70 milioni di utile netto. Nello stesso esercizio risultano 300mila euro di dividendi distribuiti a Kimi Antonelli e 2,4 milioni accantonati a riserva.
Le differenze tra le tasse a San Marino e in Italia
Per le persone fisiche, il sistema ordinario sammarinese prevede aliquote Igr progressive dal 9% al 35% per i redditi superiori a 80mila euro, con una no-tax area indicata a 13mila euro.
In Italia, invece, l’Irpef prevede aliquote dal 23% al 43% per i redditi superiori a 50mila euro, a cui si aggiungono le addizionali regionali e comunali. Nel confronto riportato dalla fonte, la differenza tra le aliquote massime è di otto punti percentuali, mentre il risparmio indicato considerando anche le addizionali può arrivare a circa 11,5 punti.
Le differenze riguardano anche la tassazione delle società. A San Marino l’Igr applicata alle imprese è indicata al 17%, con una riduzione del 50% nei primi cinque anni di attività e una ritenuta del 5% sui dividendi.
In Italia l’Ires è pari al 24% e l’Irap viene indicata al 3,9%. La fonte confronta inoltre la ritenuta del 26% sui dividendi italiani con quella sammarinese del 5%, evidenziando una differenza rilevante nel trattamento degli utili distribuiti.
Quanto potrebbe risparmiare il pilota
Il vantaggio fiscale potenziale deriva quindi da più elementi: la tassazione dei redditi personali, quella degli utili societari e il trattamento dei dividendi. Secondo il confronto pubblicato, per le aziende del pilota il risparmio sui profitti distribuiti potrebbe superare i 25 punti percentuali rispetto al sistema italiano.
Non è però possibile ricavare da queste sole aliquote l’ammontare esatto delle imposte risparmiate da Antonelli. Il risultato effettivo dipende dai redditi personali, dagli utili imponibili, dalle somme effettivamente distribuite e dalle regole applicabili alle singole società.
La residenza a San Marino e la scelta del regime ordinario, dunque, delineano un quadro fiscale diverso da quello italiano. Un sistema che, secondo i dati riportati, può offrire vantaggi economici significativi, senza che ciò significhi necessariamente un’adesione alla flat tax riservata ai nuovi residenti.