lunedì, Ottobre 5

Garlasco, Luongo al Tg1: «Se qualcuno dell’Arma ha sbagliato pagherà»

Il caso Garlasco torna a interrogarsi anche sul lavoro svolto nelle prime fasi dell’indagine sull’omicidio di Chiara Poggi. A intervenire è il comandante generale dei Carabinieri, Salvatore Luongo, che in un’intervista al Tg1 ha parlato degli eventuali errori o delle responsabilità individuali che potrebbero emergere dagli accertamenti della magistratura.

Il messaggio di Luongo è netto: se qualcuno ha sbagliato, dovrà risponderne. Allo stesso tempo, però, il comandante invita a distinguere le eventuali responsabilità personali dal lavoro dell’intera Arma e, in particolare, dal ruolo del Ris.

Leggi anche:Alessandra Moneti morta a 60 anni dopo un malore: addio alla giornalista ANSA

Leggi anche:Garlasco, spunta una perizia psicologica su Stasi: «Freddo, manipolatore e senza emozioni»

Leggi anche:“Mamma, è vero: è mia”. Garlasco, intercettazione choc sui Sempio sull’impronta 33

«Se qualcuno ha sbagliato ne risponderà»

«Se la magistratura accerterà irregolarità o responsabilità individuali nel passato, la risposta dell’Arma sarà di totale collaborazione, di massima trasparenza e anche assoluta fermezza», ha dichiarato Luongo al Tg1.

Il comandante generale ha quindi sottolineato che eventuali condotte illecite o errori commessi da singoli non possono essere automaticamente attribuiti all’intera istituzione. «Eventuali errori o condotte illecite dei singoli non devono intaccare l’onorabilità di migliaia di Carabinieri, né tantomeno il valore del Ris», ha spiegato.

Una posizione che arriva mentre le nuove indagini sul delitto di Garlasco hanno riportato l’attenzione anche sulle attività investigative e scientifiche svolte negli anni successivi all’omicidio di Chiara Poggi.

La difesa del Ris

Nel suo intervento, Luongo ha difeso in modo particolare il ruolo del Ris dei Carabinieri, definendolo «un’eccellenza scientifica a livello internazionale».

Per il comandante, eventuali responsabilità individuali non devono mettere in discussione automaticamente il valore dell’intero apparato investigativo. La fiducia nell’Arma, ha spiegato, deve poggiare sulla professionalità, sulla capacità di autocritica e sul rispetto dei protocolli scientifici.

Il punto, dunque, non sarebbe quello di considerare infallibili le persone che hanno lavorato sulle indagini, ma di garantire che ogni eventuale errore venga accertato e, se necessario, sanzionato nelle sedi competenti.

«Massima trasparenza» nelle nuove indagini

Luongo ha inoltre ribadito che l’Arma dei Carabinieri continua a collaborare con la magistratura nell’ambito degli approfondimenti sul caso Garlasco.

«L’Arma dei Carabinieri opera sempre nella massima trasparenza e nel rispetto della legge e della giustizia», ha affermato il comandante, sottolineando anche la «totale e piena collaborazione» tra il Ris e l’autorità giudiziaria.

Un passaggio particolarmente importante in una vicenda che, a distanza di anni dall’omicidio di Chiara Poggi, continua a essere al centro dell’attenzione pubblica e giudiziaria.

Il principio: responsabilità individuali, non dell’intera Arma

Il comandante generale ha quindi cercato di tracciare una linea precisa: da una parte la disponibilità dell’Arma a collaborare con la magistratura e ad accertare eventuali responsabilità; dall’altra la necessità di non trasformare possibili errori dei singoli in un giudizio generalizzato sull’istituzione.

«Chi ha sbagliato ne risponderà in ogni sede», ha ribadito Luongo, aggiungendo che la tutela della «regalità» viene prima di ogni cosa.

Per il comandante, la scienza forense e il lavoro dell’Arma devono continuare a rappresentare strumenti imparziali nella ricerca della verità, al di là del clamore mediatico e di quelle che ha definito «inutili manipolazioni».

Le eventuali responsabilità sulle attività svolte nelle prime fasi dell’indagine, tuttavia, dovranno essere stabilite dalla magistratura. Per ora, il messaggio del vertice dell’Arma è quello di una piena disponibilità a collaborare e di fermezza nei confronti di chi dovesse essere ritenuto responsabile di irregolarità.