La devastazione verrebbe provocata soprattutto dall’impatto cinetico sviluppato dalle testate lanciate a velocità ipersonica.
I precedenti attacchi e la nuova escalation
Non sarebbe la prima volta che la Russia utilizza l’Oreshnik nel conflitto ucraino. Secondo le ricostruzioni emerse nei mesi scorsi, il missile sarebbe già stato utilizzato contro obiettivi industriali nella zona di Dnipro e contro infrastrutture energetiche vicino a Leopoli, a poca distanza dal confine con la Polonia.
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Questa volta però il bersaglio si sarebbe avvicinato molto di più all’area di Kiev, aumentando ulteriormente la tensione internazionale attorno all’impiego di armi strategiche di questo livello.
Droni, Kinzhal e bombardieri strategici
L’attacco russo della notte ha coinvolto praticamente ogni componente offensiva dell’aviazione e delle forze missilistiche di Mosca. Secondo fonti ucraine, quattro bombardieri strategici Tu-95 avrebbero lanciato decine di missili cruise contro obiettivi nel Paese. Dal Mar Nero sarebbero invece partiti missili Kalibr, mentre i caccia Mig-31K avrebbero utilizzato i missili ipersonici Kinzhal diretti verso la capitale.
Parallelamente diverse ondate di droni kamikaze Shahed si sarebbero abbattute contro almeno quindici centri urbani ucraini.
La risposta promessa da Putin
L’offensiva arriva pochi giorni dopo le dichiarazioni di Vladimir Putin, che aveva accusato Kiev di avere colpito il dormitorio universitario di Starobilsk provocando la morte di 21 persone.
Il presidente russo aveva promesso una risposta molto dura contro l’Ucraina. Dal canto suo, il governo di Kiev continua a negare di avere preso di mira civili, sostenendo che gli obiettivi colpiti fossero strutture utilizzate per il coordinamento dei droni russi.
Nel frattempo cresce la preoccupazione internazionale per l’utilizzo sempre più frequente di missili strategici e armamenti ipersonici che rischiano di alzare ulteriormente il livello dello scontro tra Mosca e l’Occidente.