mercoledì, Ottobre 14

Meloni contro il Pd: «Non sono arrivata fin qui con carezze e moine». Poi l’accusa di misoginia

Nuovo scontro politico alla Camera, dove Giorgia Meloni ha risposto duramente alle critiche del Partito Democratico durante la replica alle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre. Al centro del confronto, le osservazioni del deputato dem Giuseppe Provenzano sui rapporti tra la presidente del Consiglio e Donald Trump.

La premier ha contestato il riferimento alle presunte «carezze e moine» del presidente americano, rivendicando il proprio percorso politico e accusando il suo interlocutore di utilizzare un tono che, a suo giudizio, non riserverebbe a un collega uomo.

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La replica a Provenzano: «Non sono arrivata qui con carezze e moine»

«Cosa intendeva quando ha detto che non sono andata a non so quale vertice perché Trump non mi vezzeggiava?», ha domandato Meloni rivolgendosi al deputato del Pd. La presidente del Consiglio ha poi precisato il significato del termine utilizzato nel confronto: «Vezzeggiare significa trattare qualcuno con carezze e moine».

La premier ha quindi rivendicato la propria esperienza: «Faccio politica da 35 anni, non sono arrivata dove sono arrivata con carezze e moine, ma combattendo, con le mie idee, dimostrando il mio valore e con il consenso dei cittadini».

Meloni ha contestato anche il modo in cui Provenzano si è rivolto a lei, sostenendo che non avrebbe usato lo stesso tono nei confronti di un collega maschio. La questione si è così spostata dal merito delle relazioni internazionali al confronto sul linguaggio utilizzato nel dibattito politico.

L’affondo a Laura Boldrini: «Una certa misoginia a sinistra»

Nel suo intervento, la presidente del Consiglio si è rivolta anche a Laura Boldrini, ex presidente della Camera, chiamando in causa il tema della disparità di trattamento tra uomini e donne in politica.

«Collega Boldrini, mi sembra il caso che cominciamo a fare i conti con una certa misoginia che a sinistra ha impedito di consentire alle donne di arrivare dove meritavano», ha dichiarato Meloni.

Si tratta di un’accusa politica pronunciata nel corso di un confronto parlamentare acceso. La premier ha collegato le critiche ricevute al modo in cui, secondo la sua valutazione, vengono giudicate le donne che ricoprono ruoli di potere, sostenendo di aver raggiunto la propria posizione attraverso il lavoro politico, le proprie idee e il consenso elettorale.

Il confronto in vista del Consiglio europeo

Le dichiarazioni sono arrivate durante le comunicazioni della presidente del Consiglio in vista del prossimo Consiglio europeo, in programma il 15 e 16 ottobre. Sul tavolo ci sono i principali dossier internazionali ed europei, mentre il confronto tra maggioranza e opposizione resta particolarmente acceso sulla politica estera e sul rapporto con gli Stati Uniti.

Il passaggio con Provenzano ha messo in evidenza la tensione tra Meloni e il Pd anche sul piano personale e comunicativo. La presidente del Consiglio ha scelto di rispondere direttamente alle critiche, trasformando il riferimento a Trump in una rivendicazione della propria storia politica e in un’accusa alla sinistra sul tema della misoginia.

Il botta e risposta si inserisce dunque in una giornata parlamentare caratterizzata da scontri sulle strategie internazionali del governo e sulle posizioni delle opposizioni. Le parole della premier hanno aggiunto un nuovo elemento al confronto politico, spostando l’attenzione anche sul linguaggio e sul trattamento riservato alle donne che ricoprono incarichi istituzionali.