Ore di attesa per Papa Leone XIV, arrivato al Policlinico Gemelli di Roma nella giornata di martedì 13 ottobre per sottoporsi all’intervento chirurgico di rimozione del nodulo al polmone individuato nei giorni scorsi. Secondo gli aggiornamenti diffusi dall’ospedale, alle 18:25 l’operazione risultava ancora in corso.
Il Pontefice ha lasciato il Vaticano intorno alle 13, partendo in auto da Porta del Perugino, ed è arrivato in ospedale circa quindici minuti dopo. L’intervento viene eseguito dall’équipe guidata da Stefano Margaritora, direttore della Chirurgia toracica, con il coinvolgimento del medico personale del Papa, Luigi Carbone.
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Il ricovero e la degenza prevista

Per accogliere il Pontefice è stata predisposta un’area al decimo piano del Gemelli, con accessi riservati al personale autorizzato. L’intero piano era stato liberato in precedenza anche in vista di alcuni lavori di ristrutturazione nell’area destinata al ricovero.
La degenza dovrebbe durare circa una settimana. La Prefettura della Casa Pontificia ha infatti sospeso le udienze fino al 20 ottobre, così da consentire al Papa di affrontare il periodo di convalescenza dopo l’intervento.
La diagnosi precisa del nodulo sarà stabilita attraverso una biopsia sul tessuto prelevato. Domenica, dopo l’Angelus, Leone XIV aveva spiegato di avere un nodulo al polmone in fase molto iniziale e ben localizzato, annunciando la decisione di sottoporsi all’operazione.
Parolin: «Siamo fiduciosi»
Tra le prime reazioni c’è quella del cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, che ha raccontato di aver parlato con il Pontefice anche la sera precedente al ricovero. Il Papa, ha riferito, si era mostrato sereno nonostante l’imminente intervento.
«È stato un fulmine a ciel sereno? Sì certo, perché nessuno se lo aspettava», ha dichiarato Parolin, aggiungendo però che il problema è stato individuato tempestivamente. Il cardinale ha ammesso la propria preoccupazione, sottolineando allo stesso tempo la fiducia e la speranza che l’operazione possa risolvere la situazione.
Parolin ha inoltre raccontato di essere rimasto colpito dalla serenità con cui Leone XIV ha comunicato la necessità dell’intervento. «Siamo fiduciosi ma ovviamente lo accompagniamo con la nostra preghiera», ha aggiunto.
L’équipe medica e le misure di sicurezza
A seguire il percorso terapeutico è Luigi Carbone, medico personale di Leone XIV e già referente per Papa Francesco, che dirige la sanità e l’igiene dello Stato della Città del Vaticano. A guidare l’équipe chirurgica è Stefano Margaritora, specialista in Chirurgia toracica con esperienza nelle tecniche mininvasive e robotiche.
Nell’équipe è presente anche Massimiliano Strappetti, infermiere che ha assistito Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. Intorno al ricovero sono state predisposte misure di sicurezza rafforzate: il decimo piano è stato isolato, gli ingressi sono sottoposti a controlli e sono previste verifiche anche per prevenire l’utilizzo di droni non autorizzati.
Particolare attenzione è stata riservata inoltre alla gestione di analisi, referti e campioni biologici, con procedure specifiche per limitare il rischio di fughe di notizie.
Il Papa continua a lavorare nonostante il ricovero
Nella stessa giornata del ricovero, Leone XIV ha provveduto anche alla nomina di due vescovi: monsignor Francisco Cota de Oliveira per la diocesi brasiliana di Itabira e monsignor Miguel Ángel Martínez Méndez per quella guatemalteca di Huehuetenango.
Le nomine rappresentano un segnale della continuità dell’attività di governo del Vaticano anche mentre il Pontefice si prepara ad affrontare l’intervento. Per il momento, l’attenzione resta concentrata sull’operazione al Gemelli e sulle informazioni che arriveranno nelle prossime ore.
La durata prevista del ricovero è di circa una settimana, ma saranno gli esiti dell’intervento e gli accertamenti sul nodulo a chiarire i prossimi passaggi. Nel frattempo, dal Vaticano prevalgono fiducia e prudenza, in attesa di aggiornamenti sulle condizioni di Leone XIV.