lunedì, Ottobre 19

Papa Leone XIV, operato al polmone: l’oncologa spiega cosa può succedere ora

Papa Leone XIV

è tornato in Vaticano dopo le dimissioni dal Policlinico Gemelli di Roma, dove è stato sottoposto a un intervento per rimuovere un nodulo polmonare maligno. Il Pontefice sta affrontando la convalescenza e, secondo quanto riportato, dovrebbe tenere mercoledì l’udienza generale in piazza San Pietro.

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Il recupero procede, ma per capire quali saranno i prossimi passi bisognerà attendere gli esiti degli esami. A fare chiarezza sui possibili scenari è stata Serena Ricciardi, pneumoncologa e dirigente medica dell’Unità operativa di Broncopneumologia dell’Azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma, intervistata da Adnkronos Salute.

Il ritorno in Vaticano e il messaggio ai fedeli

Dopo l’intervento, Leone XIV ha lasciato il Gemelli ed è rientrato in Vaticano per proseguire la convalescenza. Durante l’Angelus di domenica ha ringraziato i fedeli per la vicinanza ricevuta, spiegando che, una volta superata la fase più delicata, riprenderà gradualmente le proprie attività.

La ripresa, tuttavia, dovrà tenere conto delle indicazioni dei medici e dei risultati degli accertamenti. Tra gli appuntamenti in programma c’è l’udienza generale di mercoledì, mentre resta da valutare anche la possibilità di affrontare il viaggio in Sud America previsto per novembre.

I due possibili scenari dopo l’intervento

Secondo la pneumoncologa Ricciardi, se il nodulo era effettivamente piccolo e circoscritto e non ci fosse un interessamento dei linfonodi, potrebbe non essere necessaria un’ulteriore terapia. In questo caso, il percorso prevederebbe controlli periodici per monitorare nel tempo le condizioni del paziente.

La specialista ha precisato che queste valutazioni dipendono dagli esami: al momento, quindi, non è possibile stabilire quale sarà il percorso definitivo del Pontefice.

Il secondo scenario riguarda invece l’eventualità che la malattia risulti più estesa o che siano coinvolti i linfonodi. In quel caso, l’esame istologico e ulteriori test, tra cui quello per l’espressione della proteina PD-L1, aiuterebbero a caratterizzare la malattia e a individuare il trattamento più appropriato. Le eventuali mutazioni riscontrate potrebbero contribuire alle decisioni terapeutiche.

Tra le possibilità indicate dall’oncologa c’è una terapia adiuvante, cioè un trattamento successivo all’intervento che, quando indicato, mira a ridurre il rischio di recidiva. Si tratta però di uno scenario ipotetico: saranno i risultati clinici e le valutazioni degli specialisti a determinare se sia necessario.

Esame istologico, quanto bisognerà aspettare

Come spiegato da Ricciardi ad Adnkronos Salute, per conoscere i risultati dell’esame istologico potrebbero essere necessari 10-20 giorni. Solo dopo aver ricevuto queste informazioni sarà possibile delineare con maggiore precisione i prossimi passi.

L’oncologa ha inoltre sottolineato che, in assenza di complicazioni, una persona operata al polmone può tornare alle attività quotidiane. Ogni caso, però, è diverso e il recupero deve essere valutato dai medici che conoscono la situazione clinica del paziente.

Per quanto riguarda il viaggio in Sud America previsto a novembre, dunque, non c’è ancora una certezza definitiva: la decisione dipenderà dall’andamento della convalescenza e dal parere dell’équipe che segue il Papa.

La diagnosi precoce può fare la differenza

Nel suo intervento, Ricciardi ha richiamato anche l’importanza della diagnosi precoce nelle patologie tumorali del polmone, evidenziando come individuare la malattia nelle fasi iniziali possa migliorare le prospettive di trattamento.

L’Azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini sta portando avanti un progetto di screening con tomografia computerizzata del torace a basso dosaggio. Secondo i dati riportati, su 939 persone senza sintomi sottoposte all’esame, 28 presentavano un tumore polmonare, pari a circa il 3%, mentre in altri cinque casi sono state individuate neoplasie in altre sedi. La quasi totalità dei tumori polmonari individuati era ancora in uno stadio trattabile localmente.

Per Papa Leone XIV, la priorità resta ora il recupero dopo l’operazione. Saranno l’esame istologico e le indicazioni dei medici a chiarire se saranno sufficienti i controlli nel tempo oppure se occorrerà valutare ulteriori trattamenti.