Stando a Report, dopo quella visita l’orientamento di Ghiglia sarebbe cambiato, allineandosi alla linea più dura sostenuta dalla vicepresidente Ginevra Cerrina Ferroni e poi condivisa dal presidente Pasquale Stanzione.
La difesa di Ghiglia
Ghiglia ha respinto ogni accusa, sostenendo di essersi recato nella sede del partito solo per incontrare Italo Bocchino e parlargli del suo nuovo libro. Aggiunge di aver visto Arianna Meloni “solo per un saluto”, scambiando “qualche parola sulle rispettive famiglie” e di non aver “mai discusso di questioni d’ufficio fuori dall’ufficio”.
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Ma per Ranucci e la redazione di Report, restano incongruenze nei tempi e nelle versioni.
In particolare, il messaggio interno “Domani vado da Arianna Meloni” è ritenuto un elemento cruciale che smentirebbe la narrazione ufficiale.
Le opposizioni chiedono chiarimenti immediati e invocano un’indagine parlamentare.
Nel frattempo, il mondo dell’informazione e le associazioni per la libertà di stampa si schierano con Ranucci, parlando di “atto di resistenza giornalistica”.
Nonostante la diffida e le minacce di azioni legali, la trasmissione ha chiuso la puntata ribadendo la propria missione: “Continuare a raccontare ciò che il potere vorrebbe tenere nascosto”.