Nuovi equilibri tra le forze politiche italiane secondo l’ultimo sondaggio Swg realizzato per il Tg La7. Al centro della rilevazione c’è l’accordo tra Giorgia Meloni e Cateno De Luca: l’ingresso di Sud Chiama Nord nell’area del centrodestra porterebbe la coalizione al 42,4% dei consensi, superando il campo largo secondo i calcoli riportati da Libero Quotidiano.
La rilevazione, ripresa anche da Open, fotografa una situazione in cui le alleanze possono fare la differenza. Il centrodestra raggiungerebbe infatti questa percentuale anche senza considerare Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci. Sul fronte opposto, invece, il centrosinistra potrebbe recuperare terreno includendo Italia Viva di Matteo Renzi, a condizione che le diverse forze politiche riescano a trovare un’intesa.
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Sondaggio Swg, come si compone il 42,4% del centrodestra
La percentuale attribuita al centrodestra deriva dalla somma dei consensi stimati per i partiti della coalizione e per Sud Chiama Nord. Nel dettaglio, Fratelli d’Italia si attesterebbe al 27,7%, Forza Italia al 7,3%, la Lega al 5,4% e Noi Moderati all’1%.
A questi numeri si aggiunge Sud Chiama Nord, anch’esso indicato all’1%. La somma porta il totale al 42,4%, secondo i dati riportati nell’articolo.
L’accordo tra Giorgia Meloni e Cateno De Luca era stato annunciato nei giorni precedenti e ufficializzato il 12 ottobre. L’intesa riguarda però il quadro politico nazionale: De Luca ha precisato che in Sicilia il suo movimento continuerà a muoversi autonomamente.
Campo largo, possibile il recupero con Italia Viva
La partita delle alleanze resta aperta anche per il centrosinistra. Secondo l’analisi riportata, l’inclusione di Italia Viva, il partito guidato da Matteo Renzi, potrebbe modificare i rapporti di forza tra i due schieramenti.
Un’eventuale intesa richiederebbe però un accordo tra le diverse componenti del campo largo, da Elly Schlein e Giuseppe Conte fino ad Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Le distanze politiche e le difficoltà già emerse nei precedenti tentativi di collaborazione rappresentano un ostacolo da superare.
I numeri della rilevazione, da soli, non indicano quindi un risultato elettorale certo: delineano uno scenario legato alle intenzioni di voto e alle possibili configurazioni delle coalizioni.
Vannacci e Futuro Nazionale scendono al 7,6%
Un altro dato riguarda Roberto Vannacci. Futuro Nazionale, la formazione politica guidata dall’ex generale, viene indicata al 7,6%, in calo rispetto all’8% attribuito al movimento il 28 settembre.
La variazione riportata è di 0,4 punti percentuali in circa due settimane. Nonostante la flessione, Futuro Nazionale resterebbe, secondo l’articolo, la quarta forza politica italiana, davanti a Forza Italia e Lega.
Il dato assume rilievo anche perché il centrodestra, nel calcolo presentato, raggiungerebbe il 42,4% senza includere i consensi di Futuro Nazionale. La rilevazione mette così in evidenza il peso potenziale degli accordi con formazioni più piccole e la possibilità che le alleanze incidano sugli equilibri complessivi.
Le percentuali vanno comunque lette come stime attribuite al sondaggio citato, non come una previsione certa dell’esito di future elezioni. Il quadro potrebbe cambiare in funzione dell’evoluzione delle intenzioni di voto e degli accordi tra i partiti.