sabato, Ottobre 3

Roberto Benigni a Propaganda Live: “Fermatevi, la guerra è insopportabile all’animo umano”

Roberto Benigni urla contro la guerra a Propaganda Live: “È insopportabile all’animo umano”

 

Un monologo che ha lasciato il segno, un grido di pace e umanità in un momento in cui il mondo sembra sprofondare sempre di più nel buio dei conflitti. Roberto Benigni è stato l’ospite d’onore dell’ultima puntata stagionale di Propaganda Live, andata in onda venerdì 13 giugno su La7, e dal palco del programma condotto da Diego Bianchi ha lanciato un appello potente contro la guerra, in particolare contro l’orrore della strage di civili e bambini a Gaza.

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«Si devono fermare, è insopportabile»: la rabbia di Benigni per Gaza

L’attore premio Oscar, visibilmente emotivamente coinvolto, ha denunciato senza mezzi termini l’ennesimo massacro di innocenti, con parole cariche di dolore e indignazione: «Quando i bambini giocano alla guerra da piccoli, e uno si graffia, il gioco si ferma. Ma perché questi continuano a uccidere bambini? Che vigliaccheria è questa?».

Con la voce spezzata, ha proseguito: «Si devono fermare, è insopportabile all’animo umano. Non sentono il grido di dolore che si leva da ogni parte del mondo?». Un silenzio carico di emozione ha attraversato lo studio, interrotto solo da un applauso lunghissimo, quasi liberatorio. «Siamo tutti lo stesso corpo. Se non sentono il dolore, non sono uomini», ha aggiunto, lasciando il pubblico con il fiato sospeso.

La denuncia all’Europa e il richiamo a Ventotene

Benigni non si è limitato a Gaza. Ha esteso la sua riflessione alla responsabilità politica e morale dell’Europa: «Non c’è una vera Unione Europea. Se i Paesi fossero davvero uniti, forse questa guerra si sarebbe potuta prevenire». Parole dure, che riportano l’attenzione su un’Europa spesso spettatrice silenziosa, incapace di agire all’unisono nei momenti di crisi globale.

Non ha mancato di evocare uno dei simboli dell’integrazione europea, il Manifesto di Ventotene di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, ricordandone la visione profetica di un’Europa federale, unita non solo economicamente ma anche spiritualmente. «Siete la prima generazione transnazionale della storia», ha detto rivolgendosi ai giovani, «non dimenticate la libertà, la democrazia e la pace».

Un grido universale per tutte le guerre del mondo

Nel suo discorso, Benigni ha voluto abbracciare tutte le tragedie contemporanee: «Pace per Gaza, per l’Ucraina, per le vite perdute nel Mediterraneo». Una frase che ha toccato corde profonde e che ha voluto ricordare come ogni conflitto, ogni morte, ogni silenzio complice, sia una ferita all’umanità intera.

Ha poi citato anche le parole del presidente americano Joe Biden all’indomani dell’attacco del 7 ottobre 2023 da parte di Hamas: «Biden disse a Netanyahu di non rispondere all’orrore con altro orrore». Una richiesta che, secondo Benigni, è rimasta inascoltata: «Invece così è stato, purtroppo».

Benigni ha portato al centro l’urgenza morale di chiamare la guerra con il suo vero nome. Ha ricordato che non può esserci neutralità davanti ai crimini contro i bambini, che non si può restare in silenzio mentre si consuma l’ennesima catastrofe umanitaria.