domenica, Luglio 5

Incidente aereo in India, il Boeing 787 precipita dopo il decollo: “Spinta non raggiunta, precipitiamo”

India, disastro aereo dopo il decollo: le ultime parole del pilota sono agghiaccianti

«Spinta non raggiunta, precipitiamo, mayday, mayday». Sono queste le ultime drammatiche parole registrate tra la cabina di pilotaggio del Boeing 787 Dreamliner di Air India e la torre di controllo dell’aeroporto di Ahmedabad, in India. Il volo era appena decollato in direzione Londra Gatwick, quando qualcosa è andato storto e l’aereo è precipitato a pochi chilometri dallo scalo.

Secondo quanto riportato da India Today TV, il pilota Sumeet Sabharwal, esperto comandante prossimo alla pensione, ha tentato fino all’ultimo di evitare la tragedia, comunicando in modo chiaro che la spinta necessaria al decollo non era stata raggiunta. Pochi istanti dopo, il velivolo si è schiantato contro uno studentato medico nei pressi del molo urbano, provocando 270 vittime.

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Una sola persona sopravvissuta tra i 242 a bordo

A bordo dell’aereo viaggiavano 230 passeggeri, 10 membri dell’equipaggio e 2 piloti. Solo uno è sopravvissuto: un cittadino britannico di origine indiana, ora ricoverato in condizioni gravi ma stabili. Il disastro rappresenta il primo incidente mortale che coinvolge un Boeing 787 dal suo debutto nel 2011.

La scatola nera recuperata: via alle indagini

L’Aircraft Accident Investigation Bureau ha annunciato di aver recuperato la scatola nera del velivolo 28 ore dopo lo schianto. Il dispositivo, trovato nei pressi della coda dell’aereo, è ora in fase di decodificazione. Le autorità hanno già ordinato ispezioni approfondite su tutta la flotta Boeing 787-8/9 di Air India.

Secondo il ministro dell’Aviazione civile Ram Mohan Naidu, l’indagine si concentrerà sui sistemi di carburante, motore e idraulico. L’obiettivo è chiarire perché il carrello non si fosse ancora ritratto e cosa abbia impedito al motore di sviluppare la spinta necessaria.

Chi era il comandante: un veterano dell’aria

Il comandante Sabharwal era considerato un formatore di giovani piloti e uno dei veterani della compagnia. Era vicino alla pensione e conosceva perfettamente i protocolli di emergenza. La sua lucidità nelle comunicazioni con la torre ha permesso di raccogliere dati preziosi per la ricostruzione della dinamica, nonostante il tragico esito.

L’impatto con lo studentato ha provocato diverse vittime anche a terra. La zona resta transennata, mentre il governo indiano ha dichiarato due giorni di lutto nazionale. Le operazioni di identificazione delle vittime sono ancora in corso.