sabato, Settembre 26

Sondaggio Ipsos Doxa: Vannacci stacca PD e M5s, il nuovo scenario politico italiano per le elezioni 2026

Secondo il sondaggio di Ipsos Doxa per il Corriere della sera, il Partito democratico è sceso sotto la soglia simbolica del 20 per cento, attestandosi al 19,5%. È un momento critico per il partito guidato da Elly Schlein, che vede il suo posizionamento eroso sia dalla sinistra che dal centro.

Contemporaneamente, Futuro Nazionale dell’ex generale Roberto Vannacci continua la sua ascesa e si attesta all’8,8 per cento (+1,7 per cento in due mesi), posizionandosi ormai come il terzo partito più votato dopo Fratelli d’Italia e il Partito democratico. È un risultato che modifica radicalmente la geometria politica italiana e rappresenta una sfida ai paradigmi consolidati della politica contemporanea.

Il sondaggio è stato commentato da Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos Italia, e fornisce uno spaccato del panorama politico italiano a pochi mesi dalle prossime elezioni. I dati suggeriscono che la mappa politica del paese sta subendo una trasformazione significativa, con elementi di fragilità per la coalizione al governo e di rilancio per il campo progressista.

Meloni rimane stabile: Fratelli d’Italia al 26,4%

Fratelli d’Italia rimane stabile al 26,4 per cento rispetto all’ultimo ciclo che risale a luglio 2026

. È un dato rassicurante per il governo Meloni, che vede il suo partito di riferimento mantenere una posizione di solidità nel panorama politico italiano.

Tuttavia, la stabilità di Meloni contrasta nettamente con l’indebolimento degli altri partner di coalizione. Meloni rimane la figura politica più solida all’interno della maggioranza, ma la sua capacità di governare dipende sempre più dal mantenimento di una coalizione che si sta progressivamente sgretolando.

La leadership di Meloni all’interno della coalizione appare consolidata, ma il suo potere contrattuale rispetto ai partner si è indebolito. In una logica di negoziazione interna alla coalizione, Meloni ha meno da perdere e più da guadagnare da una potenziale riconfigurazione della maggioranza.

Il crollo della coalizione di governo: scende sotto il 40%

La coalizione che ha trionfato nel 2022 è ora in seria difficoltà. Complessivamente, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega raccoglierebbero il 39,4 per cento

, scendendo sotto la soglia psicologica del 40 per cento per la prima volta.

Questo dato è significativo dal punto di vista della governabilità. In un sistema elettorale maggioritario, una coalizione che non supera il 40 per cento rischia di non avere una maggioranza sufficiente per governare. La coalizione di centrosinistra, al contrario, si attesta al 44,5 per cento (includendo +Europa e Italia Viva), una cifra superiore e potenzialmente sufficiente per governare.

È un dato che inverte drammaticamente il panorama politico italiano rispetto alle elezioni del 2022. Quattro anni fa, il centrodestra aveva vinto con un margine ampio. Oggi, a quattro anni di distanza, il centrosinistra potrebbe avere una posizione più solida.

Forza Italia crolla: perde l’1% (scende al 7,3%)

Forza Italia, il partito di Antonio Tajani, è il grande sconfitto di questo ciclo di sondaggi. Il partito ha perso l’1 per cento e si attesta al 7,3 per cento

. È un arretramento significativo che potrebbe avere implicazioni per la stabilità della coalizione.

Forza Italia rappresenta la componente moderata e liberale della coalizione di centrodestra. La sua erosione suggerisce che l’elettorato moderato sta migrando verso altre opzioni. Potrebbe migrare verso il centro-sinistra (verso il Partito democratico o verso i centristi di +Europa), oppure verso Futuro Nazionale (verso un progetto più populista e anti-establishment).

La perdita di un punto percentuale per Forza Italia significa che il partito sta perdendo circa 600mila voti. È una cifra significativa che non può essere ignorata dalla leadership azzurra.

La Lega sotto il 5%: il tracollo della Lega di Salvini

La Lega di Matteo Salvini si attesta al 4,7 per cento, scendendo ulteriormente sotto la soglia del 5 per cento

. Il partito ha perso lo 0,4 per cento rispetto al ciclo precedente, ma il dato più significativo è che rimane costantemente sotto il 5 per cento.

Per la Lega, questo rappresenta una crisi esistenziale. Il partito era stato fondamentale nel successo del 2022, raccogliendo voti significativi da un elettorato anti-establishment e populista. Oggi, quella stessa base elettorale sembra migrare verso Futuro Nazionale di Vannacci.

Vannacci rappresenta una forma di destra populista e anti-establishment più radicale rispetto alla Lega, e l’elettorato leghista sembra preferirlo. È un fenomeno di migrazione interna all’area di destra populista, che favorisce il nuovo arrivato rispetto al consolidato Salvini.

Il Movimento 5 Stelle rimane stabile: 14,5%

Il Movimento 5 Stelle, guidato da Giuseppe Conte, rimane fermo al 14,5 per cento, mantenendo così una posizione solida all’interno del panorama della sinistra e del centro-sinistra

. È un dato che suggerisce una stabilizzazione del M5s dopo anni di volatilità.

Per il M5s, la stabilità rappresenta una forma di successo relativo. Il movimento ha attraversato fasi di crisi identitaria, divisioni interne e rivalità con il Partito democratico. La permanenza al 14,5 per cento suggerisce che il movimento ha trovato una base di elettori fedeli.

Tuttavia, l’ascesa del Partito democratico al 19,5 per cento (anche se in calo) suggerisce che il M5s non sta recuperando terreno rispetto al PD. La distanza tra i due rimane di circa 5 punti percentuali.

Avs rimane stabile: il verde italiano al 6,3%

Alleanza Verdi Sinistra si mantiene stabile al 6,3 per cento

, confermando una base di elettori fedeli ai temi ambientali e di sinistra radicale. È un risultato che riflette la consolidazione di questa alleanza all’interno del panorama progressista italiano.

Per Avs, la stabilità è una forma di successo in un panorama dove molte altre forze politiche stanno subendo erosioni significative. Il partito ha trovato un suo spazio nel panorama italiano e sembra in grado di mantenerlo.

Vannacci e Futuro Nazionale: l’ascesa del terzo partito

La vera sorpresa del sondaggio è l’ascesa di Futuro Nazionale, che si attesta all’8,8 per cento (+1,7 per cento in due mesi)

. Il partito dell’ex generale Vannacci è ormai il terzo partito più votato dopo Fratelli d’Italia e il Partito democratico.

Questo risultato ha implicazioni significative per la geometria politica italiana. Vannacci rappresenta una forma di destra populista e nazionalista che sta conquistando l’elettorato che tradizionalmente votava Lega e Forza Italia. Ma rappresenta anche una sfida al paradigma bipartisan di centrosinistra e centrodestra che ha caratterizzato la politica italiana degli ultimi trent’anni.

La crescita di Vannacci suggerisce che esiste un elettorato che non si riconosce nelle due coalizioni storiche. È un elettorato che cerca alternative, che è attratto dal carisma personalistico del leader, che è sospettoso delle istituzioni europee e che preferisce una forma di nazionalismo economico.

Il PD sotto il 20%: il simbolo della crisi

La discesa del Partito democratico sotto il 20 per cento rappresenta un momento simbolicamente importante

. Il PD è sceso di 0,6 per cento rispetto al ciclo precedente e ora si attesta al 19,5 per cento.

Per il PD, scendere sotto il 20 per cento significa ritornare ai livelli che il partito aveva raggiunto alle elezioni della Camera nel 2022. È un dato che riflette le difficoltà di Elly Schlein nel consolidare la propria leadership e nel riuscire a federare il centro-sinistra intorno a una visione coerente.

Le cause della crisi del PD sono complesse. Parte dell’elettorato centrista ha migrato verso +Europa e verso altre forze di centro. Parte dell’elettorato di sinistra preferisce il M5s o Avs. Il PD si trova così in una “terra di mezzo” difficile da difendere.

Il campo largo progressista sale al 44,5%: una coalizione più forte

Complessivamente, il campo largo progressista (PD, M5s, Avs, +Europa e Italia Viva) si attesta al 44,5 per cento, superando la coalizione di centrodestra che rimane al 39,4 per cento

. È un dato che suggerisce una possibile alternanza di governo alle prossime elezioni.

Per il centrosinistra, questo risultato rappresenta una speranza. Se le elezioni si tenessero oggi, il campo progressista avrebbe una maggioranza sufficiente per governare. Tuttavia, il percorso per arrivare alle elezioni è ancora lungo, e molte cose potrebbero cambiare.

Il fatto che il campo largo progressista sia al 44,5 per cento suggeriamo che esiste una base elettorale sufficiente per costituire un governo alternativo a quello Meloni. Però rimane la questione di come federare queste diverse anime politiche (dal PD al M5s a Avs a +Europa) intorno a un programma comune.

Le implicazioni per le prossime elezioni

I dati di Ipsos Doxa suggeriscono uno scenario complesso per le prossime elezioni. Nessuna coalizione ha una posizione di assoluta dominanza. Il centrosinistra è leggermente avanti, ma il centrodestra rimane significativo. Futuro Nazionale è ormai una forza da non sottovalutare.

Questo panorama frammentato potrebbe portare a diverse possibili conclusioni elettorali. Un governo di coalizione ampia nel centrosinistra, un governo del PD con alleanze trasversali verso il centro, una coalizione di centrodestra rinnovata, oppure scenari ancora più complessi sono tutti possibili.