Vittorio Sgarbi è ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Agostino Gemelli di Roma. Il celebre critico d’arte, 74 anni, sarebbe in gravi condizioni secondo le informazioni circolanti.
Il ricovero è stato confermato dalla struttura ospedaliera stessa, ma al momento non sono state rese note pubblicamente le cause che hanno reso necessario il trasferimento d’urgenza in terapia intensiva, quel reparto dove vengono ricoverati i pazienti nelle condizioni più critiche e instabili. Il silenzio sulle cause, tipico in questi casi per rispetto della privacy medica, lascia però aperta la porta a diverse ipotesi e considerazioni, soprattutto alla luce della storia medica recente di Sgarbi.
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Per il critico d’arte 74enne si tratta di un nuovo ricovero al Gemelli dopo quello che lo aveva riguardato nel marzo dello scorso anno, quando era stato assistito per una profonda sindrome depressiva. In quel periodo difficile aveva attraversato una fase particolarmente delicata della sua vita, caratterizzata da isolamento sociale progressivo, forte perdita di peso e significative difficoltà nell’alimentazione. Era stato un momento buio per l’uomo che per decenni era stato una figura pubblica eminente, conosciuto per la sua vivacità, la sua eloquenza, la sua passione per l’arte e la cultura.
Le ultime apparizioni pubbliche

Nel febbraio del 2026, dopo essere uscito dalla fase acuta del ricovero del marzo precedente, Sgarbi era tornato a mostrarsi in pubblico alla Certosa di Ferrara, luogo di grande significato culturale nella sua vita. Ma le sue apparizioni erano state segnate da un evidenza fisica difficile da ignorare: il critico d’arte era apparso notevolmente debilitato dal punto di vista fisico e aveva mantenuto la compagnia costante della compagna Sabrina Colle, a suggerire che il percorso di recupero era ancora in corso.
Il giorno 8 maggio aveva poi festeggiato il suo 74esimo compleanno a Venezia, la città che aveva amato profondamente e dove era rimasto una figura di rilievo nel panorama culturale italiano. Era stato ricevuto a Ca’ Giustinian dal presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco, un gesto che indicava il mantenimento di certi legami e riconoscimenti nel mondo dell’arte, nonostante le difficoltà personali.
La vicenda giudiziaria familiare: l’amministratore di sostegno
Negli ultimi mesi il critico d’arte era finito anche al centro di una complessa vicenda giudiziaria familiare
che aveva attirato l’attenzione dei media e che rifletteva preoccupazioni concrete sulla sua condizione cognitiva e psicologica. La figlia Evelina Sgarbi aveva infatti presentato al tribunale civile di Roma un’istanza ufficiale per la nomina di un amministratore di sostegno, sostenendo in sede giudiziaria che il padre non fosse più in grado di occuparsi autonomamente della propria persona, dei propri interessi, della propria salute e della gestione del proprio patrimonio. Era un’azione legale che, per quanto formale e legalmente corretta, rappresentava un riconoscimento pubblico e legale delle difficoltà che affliggevano il 74enne.
La storia medica recente: dalla depressione al ricovero attuale
La storia medica recente di Sgarbi racconta di una persona che ha attraversato fasi molto difficili dal punto di vista sia fisico che mentale. Il ricovero del marzo 2025 per sindrome depressiva profonda era stato un momento critico dove la salute mentale era diventata una questione medica urgente. La sindrome depressiva non è una semplice tristezza, ma una condizione medica seria che può compromettere tutte le funzioni della persona: il sonno, l’appetito, la capacità di prendersi cura di sé, la motivazione, persino il desiderio di vivere. Gli effetti fisici della depressione profonda includono la perdita di peso significativa, l’indebolimento generale dell’organismo, la compromissione del sistema immunitario. Tutto questo era stato evidente in Sgarbi durante quel periodo e negli mesi successivi.
Il ricovero attuale: condizioni gravi e ignote motivazioni
Il ricovero attuale in terapia intensiva rappresenta un’escalation della gravità della situazione,
indipendentemente dalle cause specifiche non ancora comunicate. La terapia intensiva è riservata a pazienti in condizioni critiche: potrebbe trattarsi di un peggioramento della condizione fisica generale, di un episodio cardiaco, di complicazioni da precedenti patologie, di un nuovo episodio di crisi acuta. Senza ulteriori informazioni ufficiali, è impossibile per chiunque speculare sulla causa precisa, ma il trasferimento in terapia intensiva non è una procedura routinaria. È un segnale che le cose sono serie.
La carriera e il riconoscimento nonostante i problemi
All’inizio dell’anno il nome di Vittorio Sgarbi era tornato inoltre sulle cronache per un elemento positivo: la sua assoluzione dall’accusa di riciclaggio relativa al caso del dipinto “La cattura di San Pietro” di Rutilio Manetti, un’accusa che lo aveva tormentato a lungo. Era stato un momento di parziale redenzione nel mezzo di una fase difficile della sua vita. Ma al di là delle vicende giudiziarie, Sgarbi rimane una figura di rilievo nella storia culturale italiana, un critico d’arte la cui voce ha influenzato generazioni di persone nel modo di guardare, interpretare e apprezzare l’arte.