Il caso di Chiara Poggi torna al centro del dibattito televisivo con le parole dei suoi genitori, Rita Preda e Giuseppe Poggi. I due sono intervenuti a Verissimo, il programma condotto da Silvia Toffanin su Canale 5, per commentare gli ultimi sviluppi della vicenda e raccontare anche il peso che questa lunga storia giudiziaria continua ad avere sulla loro vita.
Di fronte alle nuove ipotesi investigative e alle discussioni che si sono riaccese intorno alla condanna di Alberto Stasi, la posizione della famiglia Poggi resta, al momento, quella già espressa in passato. “Fino a quando la giustizia non ci consegnerà un altro, per noi il colpevole è Stasi”, hanno spiegato i genitori di Chiara, aggiungendo però che, qualora la giustizia dovesse arrivare a un’altra conclusione, ne prenderebbero atto.
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“Sono stanca, non posso continuare così”

Durante l’intervista, Rita Preda ha parlato anche dell’enorme attenzione mediatica che continua a circondare il caso. Una pressione diventata difficile da sostenere dopo quasi vent’anni dall’omicidio della figlia. La madre di Chiara ha raccontato di aver contato, in uno degli ultimi giorni, sette trasmissioni televisive che si occupavano della vicenda.
“Sembra che esista solo Garlasco come notizia”, avrebbe osservato la donna, spiegando di sentirsi ormai stanca e di non riuscire più a seguire tutto quello che viene trasmesso sull’inchiesta. Una situazione che avrebbe avuto conseguenze anche sulla quotidianità della famiglia e sulla stessa gestione della strada in cui vivevano i Poggi.
Secondo quanto raccontato nell’intervista, infatti, il Comune avrebbe dovuto vietare l’ingresso ai non residenti nella strada per evitare quello che la madre di Chiara ha definito un vero e proprio assedio da parte dei giornalisti.
La posizione su Alberto Stasi
Nonostante il nuovo interesse investigativo sul caso, Rita e Giuseppe Poggi hanno ribadito di non aver cambiato la propria posizione rispetto alla responsabilità di Stasi. Il loro ragionamento, tuttavia, lascia aperta la possibilità di accettare una diversa conclusione qualora fosse la giustizia a stabilirla.
“Fino a quando la giustizia non dirà un altro nome, per noi il colpevole è Stasi”, è stata la posizione ribadita durante l’intervista. Una frase che arriva in una fase particolarmente delicata del caso, mentre l’attenzione pubblica è tornata a concentrarsi sulle nuove attività investigative e sugli elementi portati all’attenzione degli inquirenti.
Il ricordo di Chiara
Nel corso dell’intervista non si è parlato soltanto dell’inchiesta. Rita Preda ha ricordato anche la figlia, raccontando alcuni aspetti della sua personalità e dei suoi progetti. Chiara sognava di diventare manager ed era descritta dalla madre come una ragazza particolarmente studiosa.
La madre ha ricordato anche il rapporto della figlia con Alberto Stasi. Chiara, secondo il suo racconto, aveva parlato in famiglia di quando aveva conosciuto Alberto, senza però arrivare a presentarlo ai genitori. “Non ce lo presentò”, ha raccontato, spiegando che lei e il marito le avevano detto che avrebbe potuto farlo quando si fosse sentita pronta.
Quasi vent’anni dopo la morte della figlia, per Rita Preda anche i gesti più semplici della quotidianità continuano a essere legati al ricordo di Chiara. La donna ha raccontato, per esempio, di aver continuato ad andare nello stesso supermercato dove si recava con la figlia, descrivendo la prima volta dopo la sua morte come un’esperienza estremamente difficile.
La questione del risarcimento
Durante l’intervista è stato affrontato anche uno degli argomenti più delicati delle ultime settimane: il risarcimento riconosciuto alla famiglia. In particolare, ai genitori di Chiara è stato chiesto di rispondere alle voci secondo cui la loro posizione nei confronti di Andrea Sempio, oggi coinvolto nelle nuove indagini, sarebbe legata alla volontà di non dover restituire il denaro.
Rita e Giuseppe Poggi hanno respinto implicitamente questa lettura, spiegando di essere pronti a rispettare qualsiasi eventuale decisione della giustizia. “Se la giustizia lo disporrà, restituiremo il risarcimento”, hanno dichiarato, chiarendo che il denaro si trova ancora su un conto corrente condiviso con il figlio.
La loro posizione è stata quindi molto netta: “I soldi sono lì” e, qualora fosse stabilito che debbano essere restituiti, la famiglia lo farà. Un chiarimento arrivato proprio mentre il tema del risarcimento è tornato a circolare nel dibattito pubblico insieme alle nuove ipotesi sul caso.
Un caso ancora al centro dell’attenzione
Le parole dei genitori di Chiara arrivano dunque in un momento in cui il caso Garlasco continua a occupare un’enorme quantità di spazio sui media. Da una parte ci sono le nuove iniziative della difesa di Stasi e gli elementi che potrebbero essere utilizzati nell’ambito di una possibile revisione; dall’altra, le nuove piste investigative che hanno riportato l’omicidio del 2007 al centro dell’attenzione.
Per la famiglia Poggi, però, il punto di riferimento resta la giustizia. La posizione espressa a Verissimo non lascia spazio a interpretazioni sulla convinzione attuale dei genitori di Chiara, ma allo stesso tempo riconosce che sarà un eventuale nuovo accertamento giudiziario a poter cambiare quella convinzione.
Intanto, a quasi vent’anni dalla morte di Chiara Poggi, la vicenda continua a produrre nuovi interrogativi, dichiarazioni e ricostruzioni. E mentre le indagini e le iniziative delle parti proseguono, la famiglia della vittima si trova ancora una volta a dover affrontare una pressione mediatica che, come raccontato dalla madre, è diventata ormai difficile da sostenere.