martedì, Ottobre 13

Papa Leone XIV ricoverato al Gemelli: chi governa il Vaticano durante l’assenza del Pontefice

Il ricovero di Papa Leone XIV al Policlinico Gemelli di Roma, previsto per martedì 13 ottobre 2026, riporta l’attenzione su una domanda importante: chi guida la Chiesa cattolica quando il Pontefice è in ospedale? La risposta è chiara: il ricovero non sospende il pontificato e non trasferisce automaticamente i poteri a un’altra autorità.

Il Papa dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico per la rimozione di un nodulo al polmone, individuato durante alcuni controlli medici di routine. Lo stesso Leone XIV ha spiegato che la formazione è stata rilevata in una fase iniziale ed è ben localizzata. La degenza postoperatoria dovrebbe durare circa una settimana.

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Nel frattempo, l’agenda papale è stata modificata. Mercoledì, al termine dell’incontro internazionale dedicato ai dieci anni dalla pubblicazione di Amoris Laetitia, sarà il cardinale Luis Antonio Tagle a presiedere la celebrazione eucaristica nella Basilica di San Pietro.

Chi prende il posto del Papa durante gli impegni ufficiali

Quando il Pontefice non può partecipare a un appuntamento, alcune attività possono essere affidate a cardinali o ad altri rappresentanti della Chiesa. È quanto accadrà con la celebrazione in programma a San Pietro, che sarà presieduta da Tagle al posto di Leone XIV.

Si tratta, però, di sostituzioni relative a singoli impegni e non di un passaggio complessivo dei poteri. Il Papa può affidare compiti specifici ai propri collaboratori, mentre gli appuntamenti che richiedono la sua presenza possono essere rinviati o svolti da altri quando previsto.

La distinzione è fondamentale: l’impossibilità di partecipare alle celebrazioni pubbliche o agli incontri istituzionali non significa che un’altra persona assuma automaticamente tutte le prerogative del Pontefice. Anche durante un intervento chirurgico o una degenza prolungata, il Papa resta in carica.

Da Giovanni Paolo II a Francesco: i precedenti dei ricoveri

Nella storia recente della Chiesa cattolica non mancano precedenti di Pontefici ricoverati in ospedale senza che questo comportasse una sospensione del pontificato.

Il caso più noto è quello di Giovanni Paolo II, ricoverato al Gemelli dopo l’attentato del 13 maggio 1981. Il Papa polacco fu sottoposto a un delicato intervento chirurgico e tornò più volte nella stessa struttura negli anni successivi, anche a causa del progressivo peggioramento delle sue condizioni fisiche.

Anche Benedetto XVI fu ricoverato il 17 luglio 2009 all’ospedale regionale Umberto Parini di Aosta. Era caduto nella residenza estiva di Les Combes, riportando una frattura scomposta del polso destro che rese necessario un intervento.

Papa Francesco affrontò diversi ricoveri durante il suo pontificato. Nel luglio 2021 fu operato al colon al Policlinico Gemelli, mentre nel 2025 trascorse un lungo periodo in ospedale per una polmonite bilaterale. In nessuno di questi casi il ricovero determinò, di per sé, la sospensione del pontificato o il trasferimento generale dei poteri.

Che cosa fa il camerlengo se il Papa è malato

Tra le figure che possono venire in mente quando si parla della gestione della Santa Sede c’è il camerlengo. Il suo ruolo, tuttavia, non consiste nel sostituire il Pontefice durante una malattia o un ricovero.

Le sue funzioni riguardano soprattutto l’amministrazione dei beni temporali della Santa Sede e gli adempimenti previsti quando la sede pontificia diventa vacante. Non è quindi una sorta di vice-Papa che assume automaticamente il governo della Chiesa se il Pontefice viene ricoverato o non può partecipare ad alcuni impegni.

Un precedente storico aiuta a comprendere la differenza tra una delega circoscritta e un trasferimento generale di poteri. In vista del viaggio apostolico in Polonia, dal 2 al 10 giugno 1979, Giovanni Paolo II affidò al cardinale Paolo Bertoli alcune facoltà per far fronte a eventuali necessità durante la propria assenza. Si trattava di competenze specifiche, non di una delega generale dell’ufficio pontificio.

Il pontificato continua anche durante il ricovero

Il principio che vale anche per Leone XIV è quello della continuità del pontificato. Un ricovero può comportare una riduzione degli impegni pubblici, la modifica dell’agenda e la delega di determinate attività a collaboratori e cardinali, ma non cambia automaticamente chi è a capo della Chiesa cattolica e dello Stato della Città del Vaticano.

La gestione degli appuntamenti può dunque essere organizzata per garantire la continuità delle attività, mentre il Pontefice resta titolare del proprio ufficio. È questa la differenza tra affidare a un collaboratore una celebrazione o una funzione specifica e trasferire il governo della Santa Sede: il secondo passaggio non avviene automaticamente per il semplice fatto che il Papa sia in ospedale.