martedì, Ottobre 13

Salvini si dimette da segretario della Lega: congresso il 24 e 25 ottobre, cosa cambia

Matteo Salvini ha rassegnato le dimissioni da segretario della Lega in vista del congresso straordinario previsto a Milano il 24 e 25 ottobre 2026. Un passaggio definito tecnico, legato alle regole interne del partito, ma che arriva in una fase delicata per il Carroccio, alle prese con tensioni interne e con il confronto politico seguito all’uscita di scena di alcuni esponenti vicini alla linea del generale Roberto Vannacci.

La decisione è stata comunicata dopo il consiglio federale riunito in via Bellerio. Secondo quanto riportato dal Messaggero, tra i dirigenti leghisti ci sarebbe anche la preoccupazione che le dimissioni possano avere ripercussioni sui sondaggi, proprio mentre il partito cercava di recuperare terreno dopo una fase di difficoltà.

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Azzerati anche gli incarichi dei vicesegretari

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La riorganizzazione non riguarda soltanto Salvini. In vista del congresso, hanno lasciato i rispettivi incarichi anche i tre vicesegretari Claudio Durigon, Silvia Sardone e Alberto Stefani. Nel periodo che precede l’appuntamento congressuale, la gestione del partito sarà affidata al tesoriere Alberto Di Rubba, nominato vicesegretario vicario e considerato vicino al leader leghista.

Il congresso sarà presieduto da Lorenzo Fontana, presidente della Camera. L’appuntamento rappresenterà un passaggio formale per ridefinire gli assetti interni e discutere le proposte politiche con cui la Lega intende affrontare la prossima fase.

Salvini aveva già invocato il congresso straordinario dal palco di Pontida, presentandolo come un’occasione per superare le tensioni che hanno attraversato il partito durante l’estate. Tra le novità annunciate figurano anche la creazione di una segreteria politica e l’aggiornamento del simbolo.

La nuova segreteria politica e il simbolo della Lega

La futura segreteria politica dovrebbe rispondere alle richieste di una maggiore collegialità nelle decisioni. L’obiettivo, secondo quanto riferito, è condividere maggiormente responsabilità e scelte strategiche. La composizione e il funzionamento del nuovo organismo saranno discussi durante il congresso.

È previsto anche un aggiornamento del simbolo del partito, con la rimozione del riferimento a “Salvini premier”. La modifica viene collegata alla nuova legge elettorale, che prevede l’indicazione del nome del candidato alla presidenza del Consiglio. Anche su questo punto, tuttavia, i dettagli dovranno essere definiti durante l’appuntamento di Milano.

Al momento, Salvini non dovrebbe avere avversari nella corsa alla segreteria. I delegati saranno gli stessi che lo avevano già confermato al precedente congresso federale di Firenze. Una circostanza che, secondo le ricostruzioni riportate dal quotidiano, avrebbe contribuito alla scelta dei dissidenti di non presentare una candidatura alternativa.

Il confronto interno e il documento sul Nord

Nonostante l’assenza prevista di sfidanti, il confronto interno non sembra destinato a esaurirsi. Alcuni esponenti critici starebbero valutando la possibilità di presentare un documento con le proprie richieste, mettendo nero su bianco le ragioni del malcontento. Tra i temi al centro del dibattito c’è il ruolo del Nord nella strategia politica della Lega.

Salvini ha respinto l’etichetta di “nordisti” attribuita ai dissidenti, rivendicando il proprio legame con la tradizione leghista: ha ricordato di aver preso la tessera della Lega Lombarda nel 1990 e ha dichiarato di non considerare l’esistenza di dissidenti nel partito.

Il congresso sarà inoltre l’occasione per discutere le priorità politiche in vista della prossima manovra economica e per delineare le proposte da portare nella futura campagna elettorale.

La partita per Milano divide Lega e Forza Italia

Un altro fronte aperto riguarda le prossime elezioni comunali di Milano. La Lega continua a sostenere l’ipotesi delle primarie del centrodestra per scegliere il candidato sindaco, mentre Forza Italia si oppone alla proposta. Salvini continua a indicare Silvia Sardone come una possibile candidata, ma ha ribadito che, in assenza di un accordo tra i partiti, la scelta potrebbe essere affidata ai cittadini attraverso le primarie.

Il leader leghista ha richiamato l’eredità politica di Silvio Berlusconi e la tradizione del centrodestra unito, sostenendo che non ci sarebbe motivo di dividersi proprio a Milano. Forza Italia, tuttavia, non sembra intenzionata ad accogliere la proposta dei gazebo.

Il congresso del 24 e 25 ottobre dovrà quindi affrontare due questioni parallele: la riorganizzazione della Lega dopo le dimissioni formali di Salvini e la definizione della strategia politica in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Resta da vedere se le nuove strutture annunciate riusciranno a rispondere alle richieste di maggiore partecipazione e a ricomporre le tensioni emerse negli ultimi mesi.