sabato, Ottobre 17

Milano, corteo contro il caro vita: scontri, lacrimogeni e danni in centro. Sala e Meloni intervengono

Il corteo contro il caro vita organizzato a Milano dal movimento “Italia in Piazza” è degenerato in scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. Nel pomeriggio di sabato 17 ottobre, il centro della città è stato teatro di lanci di pietre, bombe carta, cariche della polizia e danneggiamenti. Durante gli episodi sono rimasti feriti sia alcuni manifestanti sia agenti, mentre diversi giovani sono stati fermati e identificati.

La manifestazione era partita da piazza Duomo per contestare l’aumento del costo della vita e dei carburanti, i salari considerati troppo bassi e le carenze dei servizi pubblici. La situazione è però rapidamente degenerata in alcuni punti del percorso, con conseguenze sulla viabilità e sui trasporti cittadini.

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Gli scontri in via Broletto e i danni in centro

I primi disordini si sono verificati in via Broletto, all’altezza di via San Tomaso. Secondo la ricostruzione riportata, alcuni partecipanti hanno iniziato a lanciare sassi e altri oggetti contro gli agenti. Le forze dell’ordine sono intervenute con cariche di alleggerimento e il corteo si è frammentato in diversi gruppi.

Nel corso degli scontri sono state danneggiate alcune pensiline dell’Atm e le vetrate di edifici storici. Le tensioni hanno coinvolto sia i partecipanti alla manifestazione sia gli operatori impegnati a gestire l’ordine pubblico. Tra le persone coinvolte si registrano feriti, ma nell’articolo non vengono specificati il numero complessivo né la gravità delle lesioni.

Rogo in piazza Duomo e lacrimogeni: chiusa la metropolitana

La situazione è rimasta tesa anche in piazza Duomo, dove si sono verificati nuovi lanci di oggetti contro le forze dell’ordine. Gli agenti hanno effettuato ulteriori cariche e utilizzato lacrimogeni per gestire gli scontri.

Al centro della piazza è stato inoltre acceso un rogo, che ha provocato momenti di apprensione tra le persone presenti, alcune delle quali hanno cercato di allontanarsi dalle fiamme. Per ragioni di sicurezza è stata disposta anche la chiusura della stazione Duomo della metropolitana, servita dalle linee M1 e M3.

Alcuni giovani sono stati fermati e identificati. Non sono però riportati ulteriori dettagli sulle eventuali misure adottate nei loro confronti.

Sala: «Le ragioni della protesta comprensibili, le violenze ingiustificabili»

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, è intervenuto condannando gli episodi violenti e distinguendoli dalle motivazioni della protesta. «Le ragioni della protesta erano comprensibili. Le violenze contro le forze dell’ordine e i gravi danni alla città sono ingiustificabili», ha dichiarato.

Il primo cittadino ha quindi invitato la politica a non utilizzare quanto accaduto per alimentare ulteriori contrapposizioni, chiedendo invece di affrontare le difficoltà del momento con responsabilità. «La politica può decidere di strumentalizzare, alla ricerca di consenso elettorale. Oppure di affrontare con saggezza questo momento storico così difficile: spero sia questa la scelta», ha aggiunto Sala.

Meloni: «Le opposizioni condannino senza ambiguità»

Sugli episodi è intervenuta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, con un messaggio pubblicato sui social. Meloni ha espresso rispetto per chi ha manifestato pacificamente, richiamando al tempo stesso quanto accaduto a Milano e in altre città italiane.

Nel suo intervento ha citato anche i disordini a Torino, dove sarebbero state fermate persone in possesso di sanpietrini e martelletti frangivetro, e a Bologna, dove gli scontri avrebbero portato alla chiusura precauzionale della stazione ferroviaria.

«Manifestare è un diritto. Mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è», ha scritto la premier, chiedendo alle opposizioni di condannare senza ambiguità le violenze e di invitare a svolgere le mobilitazioni in modo pacifico. Meloni ha inoltre sostenuto che il rifiuto degli episodi violenti debba essere unanime.

Le reazioni politiche e la condanna di Confcommercio

Le reazioni sono arrivate anche da esponenti del centrodestra milanese. Matteo Perego, candidato sindaco sostenuto da Forza Italia, si è recato in piazza Duomo per esprimere solidarietà alle forze dell’ordine impegnate nella gestione dei disordini. Condanne sono state espresse anche da Stefania Craxi, Debora Dell’Acqua e Silvia Sardone.

Carmelo Burgio, candidato di Futuro Nazionale, ha invece attribuito alla sinistra la responsabilità politica degli episodi, parlando di «sfasci voluti dalla sinistra». Si tratta di una valutazione politica espressa dal candidato, non di una conclusione accertata sulla responsabilità dei singoli episodi.

È intervenuto anche Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio, che ha definito la violenza inaccettabile. Il diritto di manifestare, ha sottolineato, deve essere tutelato, ma non può trasformarsi in atti violenti. Barbieri ha espresso solidarietà alle forze dell’ordine, alle persone ferite e agli imprenditori che hanno subito danni.

La giornata milanese lascia così al centro due questioni distinte: le ragioni economiche e sociali alla base della mobilitazione e gli episodi di violenza verificatisi durante il corteo. Le autorità politiche hanno condannato i danneggiamenti e gli attacchi alle forze dell’ordine, ribadendo la distinzione tra il diritto di protesta e i comportamenti violenti.