«Aspettavo questa reazione da tempo e credo che siamo solo all’inizio. Con le buone non cambi le cose». Sono le parole con cui Marracash ha concluso un lungo post pubblicato su Instagram dopo i disordini che hanno interessato Milano il 17 e il 18 ottobre 2026. Il rapper, cresciuto nel quartiere Barona, ha affidato ai social una riflessione sulla protesta, sulle disuguaglianze e sul rapporto tra cittadini e potere.
Nel messaggio, il cantante ha rivendicato il legame tra il proprio percorso artistico e le battaglie sociali che, racconta, hanno accompagnato la sua vita. Un intervento che arriva in un momento segnato dalle tensioni in città e che ha riportato al centro del dibattito le sue posizioni sulla protesta e sulle periferie.
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Il messaggio di Marracash dopo i disordini di Milano

Nel post, Marracash ha scritto di aver dedicato la propria vita alla ribellione e di aver fatto delle disuguaglianze sociali una delle sue battaglie. Il rapper ha spiegato di credere nell’impegno dimostrato nel tempo, attraverso le scelte personali, il lavoro e i comportamenti quotidiani, piuttosto che nelle dichiarazioni pubblicate soltanto nei momenti di maggiore attenzione mediatica.
«Ho sempre creduto che l’impegno e l’autorevolezza si dimostrino e guadagnino nel tempo», ha scritto, sottolineando l’importanza dell’etica e della coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa.
Il cantante ha anche preso le distanze da quella che considera una forma troppo semplice di partecipazione alla protesta: affidare tutto ai social. «Non ho mai creduto nella protesta attraverso i social», ha spiegato, definendola «troppo facile, cheap, non costa niente».
Per Marracash, il contributo di un artista passa soprattutto dai testi, dalla musica, dai concerti e dalle interviste. «Chi mi conosce sa bene da che parte sto», ha aggiunto, prima di concludere il messaggio con una frase destinata a suscitare reazioni: «Il potere capisce solo il potere e che è ora che il popolo mostri il proprio».
Le immagini scelte per accompagnare il post
Il messaggio era accompagnato da immagini legate alle proteste: una ritrae un manifestante che corre tra i fumogeni sventolando la bandiera italiana, mentre un’altra mostra un tir con uno striscione che recita: «Non è solo lo sciopero del trasporto, ma anche del popolo».
Le fotografie si inseriscono nel contesto delle tensioni verificatesi a Milano nel fine settimana del 17 e 18 ottobre. Nel suo intervento, tuttavia, il rapper ha concentrato l’attenzione soprattutto sul significato politico e sociale della protesta e sul ruolo che, a suo avviso, possono avere la partecipazione e l’impegno collettivo.
Il legame con la Barona e il Marra Block Party
Il rapporto tra Marracash, all’anagrafe Fabio Bartolo Rizzo, e la periferia milanese è da tempo una parte importante della sua storia personale e artistica. Cresciuto alla Barona, il rapper ha più volte richiamato l’attenzione sulle condizioni dei quartieri e sulle disuguaglianze che attraversano la città.
Lo scorso aprile, proprio alla Barona, ha organizzato il Marra Block Party, un concerto con biglietti dal costo di 25 euro che, secondo quanto riportato, ha richiamato circa 7.500 persone. L’evento avrebbe generato oltre 230mila euro d’incasso, somma che il cantante ha donato al Municipio con l’obiettivo di reinvestirla nelle strutture pubbliche del territorio.
L’iniziativa rappresenta un esempio concreto dell’impegno che Marracash richiama nel suo messaggio: non soltanto dichiarazioni pubbliche, ma anche progetti legati al quartiere in cui è cresciuto.
Le parole del rapper riaccendono il dibattito sulla protesta
Il post di Marracash si inserisce in un contesto delicato, dopo gli episodi avvenuti a Milano nel fine settimana. Le sue parole collegano la protesta alle disuguaglianze sociali e alla necessità, secondo la sua interpretazione, che i cittadini facciano sentire maggiormente la propria voce.
La frase «Con le buone non cambi le cose» sintetizza il tono del messaggio, mentre il riferimento al potere e alla reazione popolare lascia aperta la discussione sul significato della protesta e sulle forme attraverso cui può esprimersi. Nel testo, il rapper non si limita a commentare gli avvenimenti: richiama anche la propria storia personale e il legame con la periferia milanese.