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Fratoianni: «La patrimoniale dovrà esserci». Avs valuta la partecipazione alle primarie

La patrimoniale sulle grandi ricchezze, il rafforzamento della sanità pubblica, maggiori investimenti nell’istruzione e nella transizione ecologica. Sono alcune delle priorità che Nicola Fratoianni, co-leader di Alleanza Verdi e Sinistra, vorrebbe inserire nel programma del centrosinistra. In un’intervista a Repubblica, il leader di Sinistra Italiana ha ribadito che la tassazione dei patrimoni più elevati dovrà far parte del progetto politico della coalizione, lasciando però aperta la possibilità che Avs non partecipi alle eventuali primarie.

Fratoianni: «La patrimoniale dovrà esserci»

«La patrimoniale dovrà esserci», afferma Fratoianni, facendo riferimento alla proposta di Oxfam che riguarda i patrimoni personali netti superiori a 5,4 milioni di euro. Secondo il leader di Avs, la misura coinvolgerebbe circa 50 mila italiani, pari allo 0,1% della popolazione. Fratoianni contesta l’idea che discutere di una tassazione delle grandi ricchezze possa danneggiare elettoralmente il centrosinistra: «Trovo curioso che si continui a sostenere che parlarne faccia perdere le elezioni, quando tutti i sondaggi registrano un ampio consenso».

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Tra le priorità indicate ci sono anche gli stipendi, che secondo Fratoianni rappresentano la prima emergenza del Paese. Il leader di Avs parla di milioni di persone in difficoltà, strette tra salari e inflazione, e sostiene che negli ultimi anni una parte consistente delle risorse generate dal lavoro sia stata trasferita a rendite e profitti.

Un altro punto centrale è il finanziamento della sanità pubblica. Fratoianni richiama il dato di sei milioni di persone che, secondo quanto afferma nell’intervista, rinunciano a visite ed esami perché non possono permetterseli. Chiede inoltre di rimettere al centro l’istruzione, stabilizzare i precari dell’università e della ricerca e investire nella transizione ecologica, che definisce una questione legata anche al lavoro, allo sviluppo industriale e alla competitività.

Ucraina, armi e politica estera

Sul piano internazionale, Fratoianni chiede di fermare la corsa agli armamenti, contestando in particolare l’impegno del 5% del Pil per la spesa militare promesso dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Donald Trump.

Riguardo alla guerra in Ucraina, il leader di Avs precisa che il sostegno a Kiev e la responsabilità della Russia nell’aggressione non sono in discussione. Contesta però una strategia basata esclusivamente sulle armi e chiede un maggiore investimento nella diplomazia, con un ruolo più incisivo dell’Europa nei negoziati.

Fratoianni interviene anche sulle mobilitazioni e sugli scioperi degli ultimi giorni, giudicando positivamente la partecipazione e il conflitto sociale. Annuncia inoltre che Avs intende cancellare i decreti che, secondo la sua valutazione, sono stati pensati per limitare la partecipazione.

Primarie, Fratoianni non esclude che Avs possa non partecipare

Nel confronto interno al centrosinistra resta aperta la questione delle primarie e della composizione della coalizione. Giuseppe Conte ha chiesto a Elly Schlein di garantire per Matteo Renzi. Fratoianni risponde che non dovrebbe essere una singola persona a garantire per gli altri: a suo giudizio, è l’intera coalizione a dover presentare un programma credibile.

Il leader di Avs si dice invece d’accordo sulla necessità di affrontare il tema del conflitto d’interessi, che considera un obiettivo mancato più volte dal centrosinistra. Sul voto ai sedicenni, si limita a osservare che ogni iniziativa capace di coinvolgere maggiormente i giovani nella vita politica è positiva.

Quanto alle primarie, Fratoianni non prende posizione tra turno unico e doppio turno: la scelta, spiega, dipenderà anche dal numero delle candidature. E soprattutto non esclude che Avs possa decidere di non partecipare. «Se Avs parteciperà, avrà una sua candidatura. Altrimenti potrebbe anche non partecipare e dedicarsi a far vivere il programma della coalizione nel Paese», afferma.

Calenda: «Il Campo largo è destinato a una sconfitta clamorosa»

Da una posizione esterna alla coalizione interviene anche Carlo Calenda, intervistato dal Corriere della Sera. Il leader di Azione prevede una pesante sconfitta elettorale per il Campo largo e critica il modo in cui viene gestito il rapporto con Matteo Renzi, sostenendo che l’ex presidente del Consiglio non venga coinvolto nei vertici e nelle interlocuzioni tra gli alleati.

Calenda sostiene inoltre che sia Giuseppe Conte a dettare l’agenda politica della coalizione, perché, a suo giudizio, sarebbe l’unico ad aver presentato un programma. Il leader di Azione ne contesta diversi punti, tra cui il rilancio del reddito di cittadinanza, le proposte sull’energia e la posizione sul sostegno all’Ucraina. Secondo Calenda, queste distanze renderebbero difficile una convergenza con le forze centriste.

Azione, ribadisce, non entrerà in nessuno dei due schieramenti. Calenda propone invece la costruzione di una lista autonoma di centro, che possa diventare determinante nella formazione del governo dopo le elezioni. Tra le realtà che cita ci sono Spazio comune di Pina Picierno, i popolari, gli europeisti e l’area riformista dei liberal-democratici.

Sull’Ucraina, infine, Calenda chiede che il governo approvi entro un mese il pacchetto di aiuti destinato a Kiev. In caso contrario, sostiene, le posizioni espresse da Meloni in sede europea non corrisponderebbero alle decisioni effettive dell’esecutivo, la cui agenda sarebbe invece dettata da Matteo Salvini.

Le dichiarazioni di Fratoianni e Calenda fotografano due questioni ancora aperte nel centrosinistra: da una parte la definizione del programma comune, con distanze significative su fisco, politica estera ed economia; dall’altra la forma e la composizione della coalizione, comprese le modalità delle primarie e il ruolo delle forze centriste.