Nuovo sviluppo nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella sua abitazione di Garlasco, in provincia di Pavia. Il 3 novembre 2026 la Procura di Pavia ha chiesto il rinvio a giudizio di Andrea Sempio, 38 anni, accusato di omicidio volontario aggravato.
La richiesta è stata comunicata dal procuratore Fabio Napoleone con una nota ufficiale. I magistrati hanno confermato le due aggravanti già contestate durante le indagini: la crudeltà e i motivi abietti. Questi ultimi vengono ricondotti, nell’ipotesi accusatoria, all’odio che sarebbe maturato dopo il presunto rifiuto di un approccio sessuale da parte della vittima.
Leggi anche:Fiumicino, due falsi allarmi bomba in un’ora: decollano i caccia
Leggi anche:Caso Garlasco, il nome di Giovanni Ferri nei diari di Andrea Sempio: spunta anche un misterioso «Ale»
Leggi anche:Udinese, esonerato Runjaic: Paolo Zanetti sarà il nuovo allenatore, accordo fino a giugno
La richiesta arriva dopo che la Procura ha valutato anche gli ultimi atti depositati dalla difesa di Sempio. Non si tratta ancora di un rinvio a giudizio disposto dal giudice: la richiesta dovrà essere esaminata nell’ambito dell’udienza preliminare.
Le due aggravanti contestate dalla Procura

Nel capo d’imputazione i pubblici ministeri contestano innanzitutto l’aggravante della crudeltà, collegandola al numero e all’entità delle ferite riportate da Chiara Poggi. Secondo la ricostruzione contenuta nella nota della Procura, la vittima avrebbe riportato almeno dodici lesioni al cranio e al volto.
La seconda aggravante riguarda i motivi abietti. Secondo l’accusa, il delitto sarebbe stato commesso per odio nei confronti di Chiara Poggi, maturato in seguito al rifiuto di un approccio sessuale. Si tratta della ricostruzione del movente formulata dagli inquirenti e non di un fatto già accertato in giudizio.
La ricostruzione dell’aggressione secondo i magistrati
Il comunicato della Procura descrive l’aggressione in diverse fasi. Secondo l’ipotesi accusatoria, dopo una prima colluttazione Sempio avrebbe colpito Chiara Poggi con un corpo contundente, inizialmente alla fronte e allo zigomo destro, facendola cadere a terra.
La ricostruzione prosegue con il presunto trascinamento della vittima verso la porta che conduce alla cantina. Quando Poggi avrebbe tentato di reagire mettendosi carponi, l’aggressore l’avrebbe colpita nuovamente alla testa con almeno tre o quattro colpi, facendole perdere i sensi.
Secondo la Procura, il corpo sarebbe stato poi spinto lungo le scale della cantina. Qui, nonostante la vittima fosse già incosciente, sarebbero stati inferti altri quattro o cinque colpi nella zona posteriore del cranio. Le lesioni cranio-encefaliche avrebbero provocato la morte.
Questa sequenza costituisce la ricostruzione accusatoria riportata nel capo d’imputazione. La stessa Procura ha precisato che la valutazione complessiva degli elementi probatori sarà esposta davanti ai giudici competenti.
Il caso Garlasco e la condanna definitiva di Alberto Stasi
La nuova richiesta giudiziaria si inserisce in una vicenda già segnata dalla condanna definitiva di Alberto Stasi a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Chiara Poggi. È un elemento centrale per comprendere la complessità del caso: la nuova accusa nei confronti di Sempio riguarda lo stesso delitto per il quale Stasi è già stato condannato.
Per questo motivo è importante non confondere la ricostruzione della Procura con una decisione definitiva sulle responsabilità. La richiesta di rinvio a giudizio non equivale a una condanna e non cancella la precedente sentenza nei confronti di Stasi. Nel testo del comunicato diffuso il 3 novembre, inoltre, la Procura non dichiara che Stasi sia stato escluso da ogni responsabilità: una simile affermazione non va quindi attribuita ai magistrati.
Cosa succede adesso
Dopo la richiesta di rinvio a giudizio, la parola passa al giudice per l’udienza preliminare. Sarà il GUP a valutare gli atti presentati dalla Procura e dalla difesa e a decidere se disporre il processo oppure adottare una diversa decisione prevista dalla legge.
Il procedimento entra così in una nuova fase, a oltre diciannove anni dall’omicidio. Le accuse, il movente ipotizzato e la ricostruzione dell’aggressione dovranno essere sottoposti alla valutazione dell’autorità giudiziaria, nel rispetto della presunzione di innocenza di Andrea Sempio.
Fonte: comunicato della Procura della Repubblica di Pavia del 3 novembre 2026; ANSA.