lunedì, Settembre 28

Carburanti 28 settembre, Eni cala prezzi: tetto benzina 1,99, gasolio 2,19, ma accisa gasolio sale

Lunedì 28 settembre parte il tetto ai prezzi di Eni e IP sui carburanti, ma la mattina di oggi è caratterizzata da grande confusione nei prezzi alla pompa. Benzina e gasolio risultano in calo rispetto a ieri, ma il gasolio è in forte aumento rispetto a venerdì per via del rialzo dell’accisa entrato in vigore sabato. Il risultato è un effetto calmierante limitato, soprattutto su scala nazionale.

Staffetta Quotidiana segnala una situazione caotica stamattina sui prezzi dei carburanti, tra il tetto annunciato venerdì da Eni e in vigore da questa mattina, l’annuncio di ieri da parte di Socar-IP, ancora non tradotto in numeri concreti, e il rialzo dell’accisa sul gasolio entrato in vigore sabato.

I prezzi di Eni: 1,99 euro benzina, 2,19 euro gasolio

Eni ha annunciato un tetto ai prezzi della benzina a 1,990 euro per litro e del gasolio a 2,190 euro per litro per un mese a partire da questa mattina alle 8. Il taglio si applica a tutti i quasi 3.900 punti vendita Eni della rete nazionale.

Secondo i calcoli della Staffetta, Eni ha applicato il tetto portando i prezzi consigliati a 1,990 euro per litro per la benzina (un ribasso di 15,8 centesimi rispetto alla media del prezzo self service della benzina Eni rilevato ieri) e 2,190 euro per litro per il diesel (in calo di 20,9 centesimi rispetto alla media dei prezzi self del diesel Eni rilevato ieri).

Per gli altri marchi maggiori (IP, Q8, Tamoil), l’adeguamento al rialzo dell’accisa sul gasolio ha avuto un impatto di sei centesimi netti sui prezzi consigliati. Per IP si registra inoltre un rialzo di un centesimo sulla benzina, per Q8 di due centesimi, sempre sulla benzina.

L’effetto dell’accisa sabato: +6,1 centesimi sul gasolio

Sabato l’aliquota di accisa sul gasolio è salita di 6,1 centesimi per litro. Il rialzo del prezzo medio del gasolio rispetto a venerdì è però di soli 3,1 centesimi, praticamente dimezzato rispetto al rialzo dell’accisa. Questo significa che il tetto di Eni ha avuto effetto anche su altri marchi, comprimendo i margini.

La confusione di questa mattina nasce da questa situazione cumulativa: c’è il rialzo dell’accisa di sabato, c’è il tetto di Eni da stamattina, e c’è l’annuncio di IP ancora da tradurre in numeri concreti sulle pompe.

Prezzi medi nazionali: cali marginali

Questa mattina il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,152 euro per litro per la benzina (-7 millesimi rispetto a ieri, -2 rispetto a venerdì), 2,369 euro per litro per il gasolio (-8 millesimi rispetto a ieri, +31 rispetto a venerdì), 0,747 euro per litro per il Gpl (-1) e 1,884 euro per chilogrammo per il metano (-2).

Sulla rete autostradale il prezzo medio self è di 2,214 euro per litro per la benzina (-33 millesimi), di 2,420 euro per litro per il gasolio (-1), 0,885 euro per litro per il Gpl (invariato) e 1,802 euro per chilogrammo per il metano (-1).

I dati per modalità dettagliata mostrano: benzina self service a 2,160 euro per litro (compagnie 2,163, pompe bianche 2,154), diesel self service a 2,384 euro per litro (compagnie 2,392, pompe bianche 2,348). Benzina servito a 2,289 euro per litro (compagnie 2,330, pompe bianche 2,195), diesel servito a 2,511 euro per litro (compagnie 2,560, pompe bianche 2,382).

Friuli Venezia Giulia vince, ma l’effetto è limitato

Secondo uno studio dell’Unione Nazionale Consumatori, la regione che registra il miglior abbassamento dei prezzi è il Friuli Venezia Giulia, dove la rete Eni è molto vasta: -2,6 centesimi al litro per il gasolio, -2,4 per la benzina.

Medaglia d’argento il Lazio per entrambi i carburanti: -1,5 centesimi per il gasolio, -1,3 per la benzina. Medaglia di bronzo l’Abruzzo: rispettivamente -1,4 e -1,1. In queste tre regioni la presenza di stazioni Eni è molto consistente.

La Sardegna è la pecora nera per il gasolio a fronte di una presenza molto ridotta delle stazioni Enilive. In Lombardia, però, l’effetto sulla media è stato molto limitato nonostante una presenza massiccia di Eni.

Unc: iniziativa positiva ma insufficiente, governo deve agire

Secondo Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, l’iniziativa di Eni è lodevole ma gli effetti sono limitati. In autostrada da ieri a oggi, il prezzo medio del gasolio è sceso di 3,9 centesimi (pari a 1,95 euro per un pieno di 50 litri, -1,59%), mentre la benzina è diminuita di 4 centesimi (-2 euro a rifornimento, -1,77%).

Nelle regioni il calo è stato ancora minore: meno di 1 centesimo per entrambi i carburanti. Nonostante la vasta rete di distribuzione di Eni, l’effetto sulle medie nazionali è stato decisamente ridotto.

Dona sottolinea che i prezzi medi del gasolio restano astronomici: sopra 2,4 euro in autostrada e sopra 2,3 nelle strade normali. La benzina, abbandonata al suo destino dal 4 luglio, si paga oltre 2,2 in autostrada e oltre 2,1 nella rete stradale.

Per Dona, urge che il Governo ridia agli automobilisti i soldi che ha incassato in più grazie all’Iva dovuta ai rincari dei carburanti, senza i calcoli delle accise mobili che nascondono quanto l’erario ha realmente incassato in questi mesi rispetto allo scorso anno.

IP annuncia seguito, ma numeri ancora non definiti

IP ha annunciato ieri un proprio tetto ai prezzi da applicare partendo da questa mattina, ma al momento i numeri non sono ancora definiti sulle pompe. L’annuncio di IP suggerirebbe una competizione tra le compagnie sul fronte dei prezzi, ma l’effetto concreto rimane ancora da verificare.

Dona conclude che bisognerà aspettare qualche giorno per verificare se il presumibile calo delle vendite delle altre insegne muoverà il mercato e invoglierà anche le altre compagnie a ridurre i prezzi ulteriormente.