lunedì, Settembre 21

Chi era Gjovalin Lazri: morto in una cascina durante un furto notturno nel Cuneese

È morto nella notte tra il 20 e il 21 settembre 2026. Gjovalin Lazri, 36 anni di origini albanesi, ha perso la vita in una cascina in ristrutturazione a Baldissero d’Alba, nel Cuneese, dopo essere stato raggiunto da un colpo di pistola. Quello che doveva essere un furto notturno si è trasformato in una vicenda nazionale.

Chi era il ladro

Chi era Gjovalin Lazri

. Viveva a Torino, nella zona nord, insieme alla sua compagna e al loro bambino. I tre conducevano una vita semplice ma dignitosa: gestivano insieme un bar in corso Taranto, dove Lazri lavorava regolarmente. Secondo quanto dichiarato dalla sua legale, l’avvocata Roberta Sisimbro, l’uomo stava cercando di lasciarsi alle spalle un passato difficile, segnato da problemi con la giustizia. “Stava cercando in ogni modo di reintegrarsi”, ha dichiarato la legale, descrivendo una famiglia “distrutta” dalla perdita.

Sul suo curriculum giudiziario risultano precedenti per reati contro il patrimonio, ma gli episodi specifici non sono ancora stati resi pubblici. Quello che emerge è il profilo di un uomo che, nonostante gli errori passati, stava tentando di costruire un presente più stabile per sé e per la sua famiglia.

La notte del furto e gli spari

Secondo la ricostruzione investigativa ancora in corso, Lazri non era solo quella notte. Un gruppo composto da quattro o cinque persone avrebbe raggiunto la cascina di Baldissero d’Alba con l’intenzione di rubare materiali e attrezzature edili. All’interno della struttura erano custoditi beni per diverse migliaia di euro: tegole, cemento, piastrelle, ponteggi e attrezzi vari.

Roberto Mollo, un autotrasportatore di 35 anni e proprietario della cascina, si trovava nel luogo proprio per sorvegliare i materiali. Quando ha sentito rumori sospetti, ha impugnato la sua pistola semiautomatica, regolarmente detenuta, e ha fatto fuoco. Uno dei colpi ha colpito Lazri in modo letale.

Le altre persone presenti sono riuscite a fuggire a piedi per poi allontanarsi presumibilmente con un mezzo. Dalla cascina non risulta essere stato portato via nulla: un dettaglio che gli investigatori stanno analizzando attentamente.

I soccorsi e il tentativo di salvataggio.

È stato lo stesso Mollo a chiamare immediatamente i soccorsi. All’arrivo del 118, i sanitari hanno tentato disperatamente di rianimare il 36enne, ma le sue condizioni erano già troppo gravi. Gjovalin Lazri non ce l’ha fatta.

La salma è stata trasferita all’Istituto di medicina legale di Torino, dove sarà eseguita l’autopsia. Questo esame sarà fondamentale per stabilire il numero esatto dei colpi, la loro traiettoria e le distanze, elementi cruciali per chiarire la dinamica della sparatoria.

L’inchiesta e la carica contro Mollo

Roberto Mollo risulta indagato per omicidio volontario. L’iscrizione nel registro degli indagati consente lo svolgimento degli accertamenti con tutte le garanzie difensive e non equivale a un’affermazione di responsabilità. Tra gli aspetti sotto esame degli inquirenti c’è anche la legittimità del possesso dell’arma all’interno della cascina in quella notte.

La pistola utilizzata era regolarmente denunciata, ma rimangono molte domande: la reazione di Mollo era proporzionata alla minaccia? Questo e altri interrogativi saranno al centro dell’inchiesta che avrà il compito di ricostruire ogni dettaglio di quella notte tragica.

Le difficoltà investigative

A complicare gli accertamenti è la posizione isolata della cascina, priva di qualsiasi telecamera di videosorveglianza. Gli investigatori non hanno quindi registrazioni dell’arrivo del gruppo, degli spari o della fuga. Dovranno basarsi su rilievi sul posto, esami balistici, dichiarazioni raccolte e altri elementi investigativi disponibili.

La ricerca dei complici di Lazri prosegue: gli inquirenti stanno tentando di identificare le altre quattro o cinque persone presenti quella notte nella cascina.

Un altro episodio nella stessa notte

A poche ore dalla morte di Lazri, a Baldissero d’Alba si è verificato anche un altro crimine: un’abitazione è stata svaligiata mentre il proprietario si trovava a messa. Sarebbero stati portati via alcuni gioielli. Al momento non risultano elementi che colleghino i due fatti, ma gli investigatori continueranno a verificare ogni possibile connessione.