Si è votato domenica 20 settembre per rinnovare le assemblee regionali dei Länder di Berlino e Meclemburgo-Pomerania, in Germania.
Dopo le elezioni di inizio settembre in Sassonia-Anhalt, il voto rappresentava un ulteriore test per la tenuta del governo del cancelliere Friedrich Merz, il cui partito, la CDU, è sceso a livelli storicamente bassi nei sondaggi nazionali.
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I primi dati da Berlino
Secondo i primi exit poll relativi alla capitale, al primo posto si colloca la Linke con il 24,5% dei voti, seguita dalla CDU al 20% e dall’AfD al 16%.
La SPD si ferma al quinto posto con il 12%, superata anche dai Verdi. Rispetto a tre anni fa, la Linke risulta in crescita del 12,3%, mentre la CDU perde 8,2 punti.
Lo scenario in Meclemburgo-Pomerania

Nel secondo Land il quadro è completamente diverso. L’AfD risulta al primo posto con il 37%, seguita dall’SPD al 35,5%.
La CDU si ferma al 5,5%, superata anche dalla Linke al 6%. Secondo le proiezioni, una possibile coalizione di governo potrebbe vedere insieme SPD, Linke e Verdi.
La reazione del cancelliere
Merz è intervenuto subito dopo la diffusione dei primi dati, parlando dalla Adenauer Haus di Berlino: «Oggi abbiamo due elezioni con due risultati molto diversi».
Sul primo dei due non ha usato giri di parole: «In Meclemburgo il risultato è un disastro, non possiamo abbellirlo».
Il cancelliere ha comunque annunciato l’intenzione di proseguire, indicando nelle riforme la risposta alla situazione: «Mi assumo la responsabilità», ha dichiarato in qualità di cancelliere e presidente del partito.
L’esultanza nella capitale
Elif Eralp
, candidata della Linke a Berlino, ha commentato i dati parlando di un risultato storico: «Abbiamo scritto la storia oggi a Berlino».
E ha aggiunto: «Il segnale dell’amore e della giustizia hanno vinto contro l’odio».
«Una catastrofe»: l’ammissione della SPD
Di tenore opposto il commento di Steffen Krach, principale candidato socialdemocratico nella capitale, che ha definito «catastrofico» il risultato del proprio partito.
«È un momento cruciale per l’SPD di Berlino. Per anni, decenni, siamo stati il partito di Berlino, e oggi non si può certo dire che lo siamo più», ha osservato.
Cosa succede ora
Va ricordato che si tratta di exit poll e primi dati: i risultati definitivi potranno discostarsi, anche in misura significativa, dalle rilevazioni iniziali.
A Berlino si votava sia per il rinnovo dell’Abgeordnetenhaus, il parlamento regionale, sia per le assemblee municipali, con il sindaco-governatore uscente Kai Wegner che non si è ricandidato.
Nelle prossime ore si capirà quali equilibri emergeranno dai dati consolidati e quali percorsi di coalizione risulteranno concretamente praticabili nei due Länder.