Una possibile lista guidata da Alessandro Di Battista supererebbe il 3% nelle intenzioni di voto. È quanto emerge da un sondaggio Ipsos Doxa commissionato dall’associazione Schierarsi, fondata dall’ex esponente del Movimento 5 Stelle, per valutare il consenso attorno all’organizzazione e alle sue proposte.
La rilevazione, riportata da Adnkronos il 6 novembre 2026, fotografa anche il livello di notorietà e fiducia nei confronti di Di Battista. Secondo i dati diffusi dall’associazione, il suo nome sarebbe conosciuto dall’85% degli italiani. Tra coloro che lo conoscono e si esprimono sul tema, il 41% dichiara di avere «molta» o «abbastanza» fiducia in lui.
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Il sondaggio: a quanto può arrivare

Il dato sulle intenzioni di voto riguarda un’ipotetica lista guidata da Di Battista, che secondo la rilevazione si collocherebbe sopra la soglia del 3%. Il sondaggio indica anche un potenziale elettorale complessivo che sfiora il 13%: si tratta di una misura distinta dal risultato stimato nelle intenzioni di voto e non significa che la lista raccoglierebbe già oggi quella percentuale.
Secondo quanto riferito da Schierarsi, il consenso potenziale sarebbe più alto nel Sud Italia e nelle periferie delle grandi città. La fiducia dichiarata nei confronti di Di Battista supererebbe invece il 50% in queste aree e tra le fasce economicamente più in difficoltà.
Il possibile bacino elettorale: soprattutto gli astenuti
Un altro elemento evidenziato dalla rilevazione riguarda la provenienza dei potenziali consensi. La lista potrebbe intercettare soprattutto persone che attualmente si astengono dal voto, secondo l’interpretazione dei dati diffusa dall’associazione.
Il sondaggio è stato commissionato da Schierarsi, l’organizzazione legata a Di Battista, proprio per misurare la forza dell’associazione e delle sue proposte. I risultati disponibili, tuttavia, non riportano nel dettaglio informazioni come la dimensione del campione, le date delle interviste e il margine di errore. È quindi opportuno considerarli come una fotografia indicativa, senza interpretarli come una previsione certa del risultato di un’eventuale lista.
Per ora il dato centrale è quello relativo a un possibile consenso superiore al 3%, accompagnato da un potenziale che arriva vicino al 13%. Numeri che riaccendono l’attenzione sull’ipotesi di un nuovo soggetto politico guidato dall’ex parlamentare del Movimento 5 Stelle, ma che da soli non chiariscono se e quando il progetto potrebbe tradursi in una candidatura elettorale.