venerdì, Ottobre 30

Elicottero italiano precipitato in Bosnia, 4 morti: le due ipotesi sulle cause dello schianto

Un’esercitazione di routine, poi la perdita di controllo e lo schianto. Un elicottero CH-47F Chinook dell’Esercito Italiano è precipitato a Gorica, nel distretto di Brčko, in Bosnia-Erzegovina, durante un’attività addestrativa legata alla missione europea Eufor Althea. Il bilancio riportato è di quattro morti e undici feriti. Le autorità stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’incidente e, soprattutto, di capire che cosa abbia provocato la caduta.

Al momento, secondo le prime informazioni riportate dalla stampa, gli investigatori stanno valutando due ipotesi principali: un possibile guasto tecnico al sistema dei rotori oppure un eventuale impatto con i cavi dell’alta tensione presenti nella zona. Nessuna delle due piste risulta confermata: saranno gli accertamenti sul relitto e sui dati del volo a contribuire alla ricostruzione definitiva.

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L’incidente durante la missione Eufor Althea

Il velivolo coinvolto è un CH-47F Chinook, elicottero da trasporto dell’Esercito Italiano. L’incidente è avvenuto a Gorica, in Bosnia-Erzegovina, durante un’attività addestrativa prevista nell’ambito della missione internazionale Eufor Althea.

Secondo le informazioni diffuse, le vittime sono due militari dell’Esercito e due operatori del Corpo Militare della Croce Rossa. Altre undici persone sono rimaste ferite. I superstiti sono stati estratti dall’aeromobile dopo l’impatto, in un intervento di soccorso descritto da fonti governative come un salvataggio «quasi per miracolo».

Il volo da Viterbo e lo schianto dopo il decollo

Il Chinook era arrivato in Bosnia da Viterbo, con uno scalo tecnico a Pratica di Mare. Il volo era legato a una missione pianificata, ma durante le manovre qualcosa sarebbe andato storto. Gli investigatori stanno verificando che cosa sia accaduto nei momenti precedenti alla caduta e se un problema improvviso abbia compromesso il controllo dell’elicottero.

Le prime ricostruzioni indicano che le condizioni meteorologiche non sembrerebbero aver avuto un ruolo determinante. L’attenzione si concentra quindi sulla dinamica del volo e sulle possibili anomalie tecniche o interferenze esterne. Si tratta, tuttavia, di elementi ancora da verificare attraverso le perizie.

Le virate e la possibile perdita di controllo

Nei filmati circolati dopo l’incidente, l’elicottero sembrerebbe compiere diverse virate prima di entrare in una rapida rotazione. La discesa sarebbe diventata incontrollabile in pochi istanti, con una perdita di quota molto rapida.

La sequenza è ora al vaglio degli investigatori, ma le immagini da sole non consentono di stabilire con certezza che cosa abbia provocato la perdita di controllo. Per comprendere la dinamica sarà necessario confrontare i filmati con gli altri elementi raccolti, compresi i dati disponibili sul volo e le condizioni del relitto.

Il relitto spezzato e il rischio di esplosione

L’impatto con il terreno è stato particolarmente violento. Secondo le informazioni disponibili, la fusoliera si è spezzata in tre parti e il relitto è stato ritrovato in una zona disabitata nei pressi dell’insediamento di Gorica. L’assenza di persone nelle immediate vicinanze ha evitato il coinvolgimento di altri civili.

Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco, impegnati nella messa in sicurezza dell’area. Dal serbatoio sarebbe fuoriuscita una quantità considerevole di cherosene, facendo temere possibili esplosioni e rendendo necessarie ulteriori precauzioni durante le operazioni di soccorso.

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La prima ipotesi: un guasto al sistema dei rotori

Una delle piste investigative riguarda un possibile problema tecnico. Gli accertamenti si concentrano anche sul sistema di rotazione del Chinook, che dispone di due rotori. Un’anomalia a una componente essenziale del sistema potrebbe, in determinate circostanze, compromettere la stabilità e il controllo dell’aeromobile.

La rotazione osservata nei filmati ha portato a ipotizzare un’avaria grave, ma non è ancora possibile stabilire se vi sia stato un blocco di un rotore o un malfunzionamento di altri componenti. Saranno le analisi tecniche a chiarire se il sistema abbia presentato guasti e se questi possano essere collegati alla caduta.

L’altra pista: l’eventuale impatto con i cavi dell’alta tensione

Gli investigatori stanno considerando anche la possibilità che l’elicottero abbia urtato un ostacolo esterno durante le manovre, in particolare i cavi dell’alta tensione presenti nella zona. Un eventuale contatto potrebbe aver danneggiato parti del velivolo o compromesso il controllo durante il volo.

Anche questa ricostruzione resta, per ora, un’ipotesi. Per confermarla sarà necessario individuare eventuali tracce compatibili con un impatto e confrontarle con la traiettoria dell’elicottero e con gli altri elementi raccolti sul luogo dell’incidente.

Le indagini dovranno chiarire la causa dello schianto

Il quadro resta quindi aperto. Da una parte c’è la possibilità di un guasto tecnico al sistema dei rotori, dall’altra quella di un contatto con infrastrutture esterne. Le autorità dovranno verificare entrambe le piste senza escludere eventuali ulteriori elementi che dovessero emergere durante gli accertamenti.

Le immagini delle ultime manovre, le condizioni del relitto e i dati disponibili sul volo potranno contribuire a ricostruire gli istanti precedenti all’impatto. Fino alla conclusione delle verifiche, però, non è possibile indicare con certezza la causa della tragedia che è costata la vita a quattro persone e ha lasciato undici feriti.