domenica, Novembre 8

Caso Federica Torzullo, il marito bruciava il cellulare e i teli: «Sto facendo pulizia»

«Sto facendo un po’ di pulizia». Sarebbe stata questa la risposta data da Claudio Carlomagno a un elettricista che gli aveva segnalato una colonna di fumo nero provenire dalla sua azienda di movimentazione terra ad Anguillara. Secondo quanto emerge dagli atti dell’inchiesta, in quel momento l’uomo stava bruciando il cellulare della moglie Federica Torzullo e i teli utilizzati per ripulire il sangue dopo l’omicidio.

Nuovi dettagli sulla vicenda emergono dalle circa 6.200 pagine del fascicolo processuale, relativo al procedimento in cui Carlomagno è accusato di femminicidio premeditato, soppressione e vilipendio di cadavere. Le ricostruzioni contenute negli atti descrivono i tentativi che, secondo l’accusa, l’uomo avrebbe compiuto per cancellare le tracce del delitto e disfarsi del corpo della moglie, di 41 anni.

Leggi anche:“Marco, ti devo dire una cosa…”. Garlasco, le parole escono dalla bocca di Andrea Sempio

Leggi anche:Incidente mortale nella notte: morta 17enne, era col fidanzato

Leggi anche:Aereo disperso in Italia, il terribile annuncio è appena arrivato

La colonna di fumo e la risposta all’elettricista

Il figlio di Federica Torzullo è tornato a scuola dopo il femminicidio. Proseguono le indagini su Claudio Carlomagno e sull’ipotesi di un complice.

Uno degli episodi ricostruiti riguarda la mattina del 9 gennaio 2026. L’elettricista Lorenzo Bernardini, amico della famiglia, ha raccontato ai pubblici ministeri di aver notato intorno alle 7:50 una colonna di fumo nero provenire dalla sede dell’azienda di Carlomagno. Inizialmente aveva pensato che potesse essersi incendiato un mezzo e aveva quindi avvisato il titolare.

«Visto il colore intenso del fumo, ho pensato che un mezzo potesse aver preso fuoco», ha riferito Bernardini. La risposta ricevuta, secondo la sua testimonianza, era stata rassicurante: Carlomagno gli avrebbe detto che stava semplicemente «facendo un po’ di pulizia».

Stando alla ricostruzione riportata negli atti, il fumo sarebbe stato provocato dalla combustione del telefono di Federica e dei teli usati per pulire il sangue. L’uomo avrebbe inoltre raccontato che, dopo aver caricato il corpo su un mezzo della ditta, le fiamme si erano estese anche alla salma e che aveva cercato di spegnerle con sabbia e una pala.

La versione di Carlomagno sulla morte della moglie

Durante l’interrogatorio del 19 maggio, Carlomagno ha descritto l’omicidio come il risultato improvviso di una lite. Secondo la sua versione, il delitto sarebbe avvenuto la mattina del 9 gennaio, mentre la moglie si trovava in bagno e stava per fare la doccia.

L’uomo ha raccontato di aver preso un coltello da un mobile del bagno, sostenendo inizialmente di aver voluto soltanto spaventare Federica. «Lei è venuta verso di me e io l’ho colpita», ha dichiarato, aggiungendo di ricordare due coltellate e che la moglie si era accasciata già dopo la prima.

Nel corso dell’interrogatorio, il procuratore Alberto Liguori gli ha chiesto se non si fosse fermato neppure davanti al sangue. Carlomagno ha risposto che tutto sarebbe avvenuto rapidamente e di non aver capito più nulla dopo aver visto la donna a terra.

Ha poi raccontato di aver coperto il corpo con asciugamani e un tappetino da bagno, prima di trasportarlo fuori dall’abitazione e caricarlo in auto. Successivamente sarebbe tornato in casa per recuperare il materiale rimasto sul pavimento. Quando il padre si era presentato per restituirgli delle chiavi, non avrebbe risposto al citofono, spiegando in seguito di aver avuto un blackout elettrico.

Il contrasto sulla data del delitto

La data indicata da Carlomagno non coincide con la ricostruzione degli investigatori. L’uomo colloca l’omicidio nella mattina del 9 gennaio, mentre gli inquirenti ritengono che Federica sia stata uccisa la sera precedente.

A sostegno di questa ipotesi vengono richiamati gli esami autoptici: nello stomaco della donna sarebbero stati trovati residui vegetali ritenuti compatibili con la cena, anziché con la colazione. Anche il tasso alcolemico rilevato sarebbe stato compatibile, secondo la ricostruzione riportata negli atti, con il consumo di una birra.

Dopo aver portato il corpo nella sede della sua azienda, Carlomagno avrebbe deciso di nasconderlo in una buca. Nel suo racconto ha detto che la salma sarebbe caduta all’interno, ma secondo la ricostruzione accusatoria sarebbe stato lui a gettarla nella fossa e a ricoprirla.

I messaggi e il movente legato alla separazione

Per l’accusa, il movente del delitto sarebbe legato alla decisione di Federica di separarsi, che il marito non avrebbe accettato. Nel fascicolo sono stati acquisiti anche alcuni messaggi scambiati dalla coppia negli anni precedenti.

Il 29 settembre 2025 Carlomagno avrebbe inviato alla moglie un messaggio vocale dal tono minaccioso: «Da stasera vedi come ti devi confrontare con me, perché visto che fino ad adesso, come dici te, calma apparente… Io non la mantengo più».

In un altro messaggio avrebbe utilizzato l’espressione «a me mi metti sottoterra». Due anni prima, durante una fase già difficile del rapporto, Federica gli aveva scritto di non riconoscersi più nella vita familiare che aveva immaginato: «Questa non è la famiglia che volevo, non è la vita che sognavo con un figlio e un marito».

In un ulteriore messaggio la donna aveva parlato di una relazione ormai svuotata, spiegando di aver dato al marito diverse possibilità e di aver cercato di mantenere vivo il loro rapporto. Elementi che, secondo l’accusa, contribuiscono a ricostruire il contesto della crisi coniugale e il possibile movente del delitto.