giovedì, Novembre 5

Caso Garlasco, le ricerche online attribuite ad Andrea Sempio: cos’ha cercato 82 volte

Nuovi dettagli sulle attività online attribuite ad Andrea Sempio emergono da un servizio di Verità Nascoste, il programma condotto da Milo Infante e trasmesso su Rete 4. L’inchiesta televisiva, firmata da Arianna Giunti, ha ricostruito alcune delle ricerche che comparirebbero nei report degli investigatori e che sarebbero state effettuate dall’uomo, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi.

Secondo quanto riferito durante la trasmissione, tra le parole cercate figurerebbero numerosi termini legati alla pornografia e alla violenza sessuale. I dati riportati sono specifici: la parola «porn» sarebbe comparsa 822 volte, «rape» 82 volte e il termine italiano «stupro» in otto ricerche.

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Le ricerche su pornografia e violenza sessuale

Il servizio televisivo ha descritto anche alcuni dei contenuti che sarebbero stati cercati, facendo riferimento a materiali pornografici con scenari di aggressione e violenza sessuale. Tra le espressioni citate compare «raped by ghost», traducibile come «violentate da un fantasma».

Secondo la ricostruzione presentata in trasmissione, questa ricerca sarebbe stata collegata a una vicenda avvenuta in Bolivia tra il 2005 e il 2009. In quel periodo, oltre 130 donne e bambine sarebbero state narcotizzate e violentate da uomini del villaggio, che avrebbero attribuito gli abusi a presenze soprannaturali. Si tratta di un riferimento riportato dal programma, non di un elemento che dimostri un collegamento con il delitto di Garlasco.

Tra le ricerche anche alcuni casi di cronaca nera

Le attività online illustrate nel servizio non riguarderebbero soltanto contenuti pornografici. Nell’elenco comparirebbero anche ricerche su episodi di cronaca caratterizzati da violenze sessuali e aggressioni.

Tra i casi citati figurerebbero una violenza sessuale avvenuta a Piacenza, la vicenda di una madre che avrebbe accoltellato l’uomo accusato di aver violentato la figlia e quella di Franca Rame, attrice e drammaturga vittima di violenza sessuale.

Il servizio menziona inoltre il delitto di Desirée Piovanelli, la ragazza di 15 anni uccisa nel 2002 a Leno, in provincia di Brescia, dopo una vicenda di violenza sessuale di gruppo. Anche in questo caso, il dato riferito riguarda una presunta ricerca online e non consente, da solo, di stabilire quale fosse l’interesse dell’utente né di attribuirgli una responsabilità.

Che valore hanno queste ricerche nell’inchiesta?

Gli elementi illustrati da Verità Nascoste si inseriscono nel quadro degli accertamenti sul caso di Chiara Poggi. È però necessario distinguere il contenuto delle ricerche dal loro eventuale significato investigativo: consultare online parole, notizie o materiali violenti non dimostra automaticamente un coinvolgimento in un omicidio.

Per stabilire se questi dati abbiano una rilevanza concreta sarà necessario valutarli insieme agli altri elementi raccolti dagli inquirenti, chiarendone provenienza, contesto e possibile collegamento con i fatti contestati. Andrea Sempio è indagato e resta valido il principio della presunzione di innocenza.

I numeri e le ricerche citati nel servizio televisivo rappresentano dunque elementi da approfondire, non una prova autonoma di responsabilità. Sarà il percorso giudiziario a stabilire quale peso potranno eventualmente assumere nell’ambito dell’inchiesta.