martedì, Ottobre 27

Jannik Sinner si racconta: «Vorrei cancellare il giorno in cui sono andato via di casa»

Jannik Sinner si prepara a tornare in campo dopo il periodo di stop legato ai problemi fisici. Nell’intervista a Repubblica del 27 ottobre 2026, il campione italiano ha raccontato come sta vivendo questa fase lontano dai tornei, parlando dell’infortunio, delle rinunce necessarie per la carriera e dei momenti più difficili del suo percorso personale.

Il rientro è stato annunciato per il 27 dicembre a Riad, in occasione del Six Kings Slam. Nel frattempo, Sinner ha continuato ad allenarsi e a lavorare con i fisioterapisti, senza allontanarsi dal tennis. «Pazienza è la parola giusta per questo periodo», ha spiegato, ricordando che il corpo impone limiti che anche un atleta abituato a superare ogni ostacolo deve imparare a rispettare.

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«Il corpo è l’unico avversario che non puoi battere, quando ti dice stop devi accettarlo e seguire i consigli degli specialisti», ha dichiarato. Un messaggio che riassume il suo approccio al recupero: continuare a lavorare, ma senza ignorare le indicazioni di chi lo segue dal punto di vista medico e atletico.

La vita lontano dai tornei e la voglia di tornare

Durante la pausa, Sinner ha trovato spazio anche per attività diverse dal tennis. Ha raccontato di essere andato a Monza per assistere alla Formula 1 e a Milano per una sfilata di Gucci. Ha giocato più spesso ai videogiochi e ha iniziato a leggere Io uccido, il romanzo di Giorgio Faletti di circa 600 pagine.

Il periodo di lontananza dalle competizioni, tuttavia, non è stato una rinuncia al lavoro. Il tennista ha precisato di aver continuato ad allenarsi sia in palestra sia in campo, oltre a seguire il programma di recupero con i fisioterapisti. Non considera quindi questo stop un motivo per allontanarsi dallo sport che gli ha dato tanto.

Il consiglio che darebbe al Sinner adolescente

Ripensando alla strada percorsa, il campione ha sottolineato quanto siano importanti il talento, l’impegno e le persone che si scelgono di avere accanto. «Il talento senza lavoro non è niente», ha detto, spiegando che ogni obiettivo richiede decisioni consapevoli e la capacità di valutarne le conseguenze.

Se potesse parlare al se stesso più giovane, non gli consiglierebbe di cambiare strada. Gli direbbe piuttosto di vivere pienamente quei momenti e di scegliere con attenzione le persone di cui circondarsi. Sinner ha anche ricordato il sostegno ricevuto dalla famiglia, citando il padre e la sua abilità in cucina.

Ha parlato anche della madre, spiegando che oggi riesce a vivere con maggiore tranquillità le sue partite. La scelta di non sedersi nel Royal Box di Wimbledon, ha raccontato, dipende dal disagio di essere osservata dalle telecamere durante gli incontri e dalla tensione che accompagna le competizioni.

Il ricordo più doloroso: l’addio al padre a 13 anni

Tra i passaggi più personali dell’intervista c’è il ricordo del giorno in cui Sinner lasciò casa per proseguire il proprio percorso tennistico. Aveva appena 13 anni e mezzo quando si trasferì a Milano, separandosi dal padre e dalla quotidianità familiare.

«Vorrei cancellare ciò che ho provato il giorno in cui sono andato via di casa», ha confessato. Il ricordo è quello di un distacco doloroso, vissuto con le lacrime da entrambe le parti: «Piangevo io per lo strappo, ma anche lui». Un momento che il campione descrive come un’emozione troppo forte, al punto da desiderare di poterlo cancellare.

La scelta di lasciare la famiglia così giovane è stata parte del percorso che lo ha portato ai vertici del tennis mondiale, ma non per questo è stata priva di sacrifici. Le sue parole mostrano il lato personale di una carriera costruita attraverso disciplina, rinunce e lontananza dagli affetti.

Sinner e Alcaraz, una rivalità che spinge oltre i limiti

Nell’intervista c’è spazio anche per Carlos Alcaraz, il rivale con cui Sinner condivide una delle sfide più attese del tennis contemporaneo. Il campione italiano ha descritto la differenza tra le rispettive personalità e il modo in cui vengono percepiti dal pubblico: lui come atleta disciplinato e ostinato, lo spagnolo come più mediterraneo e imprevedibile.

Per Sinner, questa diversità è un valore: avere un avversario capace di spingerlo al limite è uno degli aspetti più stimolanti dello sport. Ha ricordato alcune delle grandi rivalità della storia del tennis, da Björn Borg e John McEnroe a Pete Sampras e Andre Agassi, fino all’epoca dei tre campioni Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic.

Ora l’obiettivo è recuperare al meglio e tornare a competere. Il periodo di stop ha costretto Sinner a rallentare, ma non ha modificato il suo rapporto con il tennis: il lavoro continua, mentre la pazienza diventa parte integrante della preparazione al rientro.