sabato, Ottobre 31

Gas, prezzi oltre 104 euro: l’Italia rischia rincari per i ritardi di Germania e Olanda

L’Italia arriva all’inverno con gli stoccaggi di gas oltre il 90% della capacità, ma questo potrebbe non bastare a evitare nuovi rincari. A preoccupare è soprattutto la situazione di altri Paesi europei, in particolare Germania e Olanda, che si presentano all’inizio della stagione fredda con riserve decisamente più basse. La necessità di acquistare altro metano sul mercato potrebbe contribuire a spingere verso l’alto le quotazioni, con effetti che rischiano di coinvolgere anche i consumatori italiani.

Il prezzo del gas al Ttf di Amsterdam, il principale riferimento europeo per il mercato della materia prima, ha superato i 104 euro per megawattora per i contratti con consegna a dicembre. Un livello che riporta al centro il tema della sicurezza energetica e dei possibili aumenti sulle bollette di famiglie e imprese.

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Germania e Olanda, le riserve di gas sono ancora indietro

A evidenziare le criticità è Agostino Scornajenchi, amministratore delegato di Snam, la società che gestisce l’infrastruttura nazionale del gas. L’Italia, secondo quanto riportato, ha superato il 90% di riempimento degli stoccaggi, rispettando gli obiettivi previsti in vista dell’inverno.

La situazione è diversa in Germania e Olanda. I depositi tedeschi risultano pieni per circa il 61%, mentre quelli olandesi si attestano intorno al 65%. Percentuali sensibilmente inferiori a quelle italiane, che potrebbero rendere più complessa la gestione di eventuali picchi della domanda durante i mesi più freddi.

Con l’avvicinarsi dell’inverno, i due Paesi devono quindi reperire ulteriori quantità di metano. Una parte degli acquisti avviene sul mercato spot, dove le forniture vengono negoziate per consegne ravvicinate. La maggiore domanda può esercitare pressione sulle quotazioni e contribuire a far salire il prezzo del gas anche negli altri mercati europei.

Perché i rincari possono arrivare anche in Italia

Il fatto che l’Italia abbia riempito i propri depositi non significa che sia completamente al riparo dalle oscillazioni dei prezzi. Il mercato energetico europeo è interconnesso e le tensioni negli approvvigionamenti di un Paese possono ripercuotersi anche sugli altri.

È questo il punto evidenziato da Scornajenchi: eventuali consumi particolarmente elevati in Germania e negli altri Stati europei potrebbero avere conseguenze sull’equilibrio complessivo del mercato. Di conseguenza, anche l’Italia rischia di subire gli effetti di una maggiore pressione sulla domanda, pur partendo da una situazione delle scorte più favorevole.

Il problema riguarda anche il rapporto tra il costo del metano e quello dell’elettricità. In Italia il gas viene utilizzato in misura significativa per produrre energia elettrica. Quando la materia prima diventa più cara, possono aumentare anche i costi di produzione delle centrali a gas, con possibili ripercussioni sui prezzi dell’elettricità all’ingrosso.

Per famiglie e imprese il rischio è quindi duplice: da una parte il costo del gas, dall’altra l’eventuale aumento della componente energetica delle bollette elettriche. L’entità degli effetti dipenderà dall’andamento delle quotazioni e dalle condizioni del mercato nei prossimi mesi.

Il governo prepara un tetto al prezzo del gas dal 2027

Per contenere il costo dell’energia, il governo sta lavorando a un possibile intervento sul prezzo del metano. L’obiettivo è introdurre un tetto a partire dal 2027, attraverso il nuovo decreto Bollette. Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha annunciato che il provvedimento dovrebbe arrivare nei prossimi giorni.

La misura è ancora in fase di definizione. Uno degli aspetti più delicati riguarda il modo in cui applicare il tetto senza creare distorsioni nel mercato. Se il gas disponibile in Italia avesse un prezzo sensibilmente inferiore rispetto a quello degli altri Paesi, gli operatori esteri potrebbero essere incentivati ad acquistarlo sul mercato italiano.

In questo caso, una parte delle forniture potrebbe essere destinata anche alla domanda proveniente dall’estero, riducendo il vantaggio previsto per i consumatori nazionali. È proprio questo uno dei rischi che i tecnici del governo dovranno valutare nella definizione del provvedimento.

Bollette, resta l’incognita dei prossimi mesi

L’Italia si prepara dunque ad affrontare l’inverno con livelli di stoccaggio superiori a quelli di alcuni importanti Paesi europei, ma in un mercato esposto alle tensioni internazionali. La disponibilità di riserve rappresenta un elemento di sicurezza, ma non impedisce che le quotazioni del gas aumentino a causa della domanda e delle condizioni complessive degli approvvigionamenti.

Molto dipenderà dall’evoluzione dei consumi durante la stagione fredda, dagli acquisti dei Paesi con scorte più basse e dalle misure che verranno adottate a livello nazionale ed europeo. Nel frattempo, il governo lavora al possibile tetto al prezzo del gas, cercando di individuare una soluzione che possa contenere i costi senza compromettere la disponibilità delle forniture.