mercoledì, Ottobre 21

Roma, aggressioni dalla minicar: i due ragazzi si pentono

Avrebbero imitato alcuni video visti sui social, convinti che spingere passanti per strada non fosse così pericoloso. È quanto avrebbero raccontato agli inquirenti due ragazzi di 16 e 17 anni, indagati per una serie di aggressioni avvenute a Roma, tra Monteverde Vecchio e Testaccio, nelle serate del 4 e 5 ottobre.

I due minorenni sono stati interrogati per oltre tre ore dalla Procura minorile di Roma. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, entrambi avrebbero chiesto scusa e dichiarato di essersi pentiti, sostenendo di non aver avuto intenzione di fare del male a nessuno. Le accuse contestate comprendono il tentato omicidio, le lesioni aggravate e le percosse in concorso. L’ipotesi di tentato omicidio è accompagnata dall’aggravante dei futili motivi, legata alla presunta finalità di puro divertimento.

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Le aggressioni e il racconto dei due minorenni

Secondo la ricostruzione riportata dal quotidiano, i due amici sarebbero usciti la sera del 4 ottobre per trascorrere del tempo insieme. Durante gli spostamenti a bordo di una minicar nera, avrebbero iniziato a spingere persone incontrate per strada, scegliendole apparentemente a caso.

Il 17enne era alla guida del veicolo, mentre il 16enne si trovava sul sedile del passeggero. A quest’ultimo viene attribuita anche la spinta che avrebbe fatto perdere l’equilibrio all’attore Davide Iacopini, 42 anni, ancora ricoverato in terapia intensiva all’ospedale San Camillo.

Durante gli interrogatori, i ragazzi avrebbero ammesso tre episodi su quattro contestati formalmente. Avrebbero invece negato di essere responsabili dell’aggressione a una donna che, la sera del 4 ottobre, sarebbe stata colpita alla testa in via Foà, riportando una prognosi di cinque giorni.

Stando al loro racconto, i video circolati sui social li avrebbero convinti che quel comportamento non provocasse conseguenze gravi. I due avrebbero dichiarato di essersi resi conto della gravità della situazione soltanto dopo aver appreso le condizioni dell’attore attraverso le notizie. Si tratta, tuttavia, della versione fornita dagli indagati, che dovrà essere valutata nell’ambito dell’indagine.

Sei episodi segnalati e la targa coperta

Le persone che sarebbero state spinte o colpite nelle due serate sarebbero complessivamente sei. Al momento, secondo quanto riferito da Il Messaggero, gli episodi formalmente contestati sarebbero quattro, mentre per altri due mancherebbero le denunce. Gli ulteriori elementi potrebbero portare a una modifica delle contestazioni da parte del pubblico ministero.

Tra le aggravanti indicate nell’imputazione figurerebbe anche quella relativa alla targa della minicar, che sarebbe stata coperta durante gli spostamenti. Una circostanza che avrebbe ostacolato l’identificazione del veicolo attraverso le telecamere presenti lungo le strade interessate.

La Procura minorile potrebbe inoltre valutare la richiesta di misure cautelari nei confronti dei due ragazzi. La loro posizione resta al vaglio degli inquirenti e le accuse dovranno essere accertate nel corso del procedimento.

Le indagini e la minicar con gli adesivi a forma di cobra

A indirizzare i carabinieri verso i due amici sarebbe stato un particolare riconoscibile della vettura: alcuni adesivi rossi raffiguranti un cobra. La minicar sarebbe stata individuata parcheggiata a poca distanza dall’abitazione del 17enne.

Secondo la ricostruzione del quotidiano, nei giorni precedenti alle perquisizioni anche le madri dei ragazzi avrebbero sospettato un possibile coinvolgimento dei figli. Una delle due avrebbe consultato l’applicazione di geolocalizzazione installata sul telefono, verificando gli spostamenti effettuati nelle sere in cui si erano verificate le aggressioni.

Il quadro investigativo è quindi arrivato agli interrogatori, durante i quali entrambi i minorenni avrebbero ribadito il proprio pentimento e chiesto scusa. Resta da chiarire la responsabilità per ciascuno degli episodi segnalati e da ricostruire con precisione la dinamica delle aggressioni.