mercoledì, Ottobre 21

Silvia Salis attacca Meloni a Otto e mezzo: «Decreti senza risultati»

Nuovo confronto politico sulla sicurezza dopo i disordini che hanno interessato diverse città italiane nel fine settimana. Ospite di Otto e mezzo, su La7, la sindaca di Genova Silvia Salis ha criticato la risposta del governo guidato da Giorgia Meloni, contestando il ricorso a nuovi decreti e chiedendo interventi che affianchino alla repressione della violenza politiche sociali rivolte soprattutto ai giovani.

«Meloni ha dato la solita risposta, cioè nuovi decreti. Un messaggio sbagliato che parla alla pancia del Paese. Sono reati già previsti dalla legge», ha dichiarato Salis, riferendosi al nuovo decreto legge approvato dall’esecutivo dopo i disordini. Secondo la sindaca, il ricorso frequente a questo strumento rischia anche di ridimensionare il ruolo del Parlamento, senza garantire risultati concreti.

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Sicurezza, Salis chiede interventi anche sul disagio giovanile

Nel suo intervento televisivo, la prima cittadina di Genova ha riconosciuto la necessità di una risposta immediata contro gli episodi di violenza, sottolineando però che la sicurezza non può essere affrontata esclusivamente attraverso misure repressive.

«È evidente che ci debba essere una risposta nell’immediato e repressiva della violenza, ma bisogna strutturare soluzioni per i giovani», ha spiegato Salis. Tra gli interventi indicati ci sono scuole aperte e attività sportive, strumenti che, nella sua prospettiva, potrebbero contribuire a contenere il disagio e favorire un maggiore senso di inclusione.

La sindaca ha inoltre invitato il centrosinistra a discutere apertamente del ruolo delle forze dell’ordine, senza considerare la questione della sicurezza incompatibile con le politiche sociali. L’obiettivo, secondo Salis, dovrebbe essere quello di costruire risposte più articolate, capaci di intervenire anche sulle condizioni che alimentano il malessere giovanile.

Il piano per il centro storico di Genova

Salis ha ricordato anche il lavoro avviato a livello locale, citando la visita del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a Genova e il piano di sicurezza predisposto per il centro storico della città.

«Non ho problema di parlare di sicurezza, ma al centrosinistra non bastano gli slogan», ha affermato. Per la sindaca, le politiche per la sicurezza devono comprendere sia l’attività delle forze di polizia sia gli interventi sociali. Al centrosinistra spetterebbe quindi il compito di presentare proposte alternative e soluzioni concrete, evitando che il confronto si esaurisca in contrapposizioni politiche.

Le dichiarazioni segnano una presa di posizione sul rapporto tra ordine pubblico, prevenzione e inclusione sociale. Salis non ha contestato la necessità di intervenire contro la violenza, ma ha sostenuto che le misure immediate dovrebbero essere accompagnate da strategie di più lungo periodo.

Salis e la politica nazionale: «Ho altri quattro anni a Genova»

Durante la trasmissione, la sindaca è stata interpellata anche sulle possibilità di un suo futuro coinvolgimento nella politica nazionale. La risposta è stata improntata alla continuità con il mandato amministrativo: «Ho altri quattro anni di mandato a Genova. Se ci sarà un giro per me in politica nazionale, non sarà il prossimo».

Salis ha quindi escluso, almeno nell’immediato, un passaggio sulla scena nazionale, ribadendo che la priorità resta l’impegno alla guida del Comune. Le sue parole arrivano mentre nel centrosinistra prosegue il confronto sulle modalità con cui consolidare la coalizione e individuare la propria leadership.

Primarie del centrosinistra, il commento su Schlein e Renzi

Sul tema delle primarie, Salis si è espressa a favore del loro svolgimento, sostenendo che potrebbero permettere alla coalizione di superare una fase di discussione interna e passare a un successivo consolidamento.

La sindaca ha evitato di indicare pubblicamente una preferenza per uno dei possibili candidati: «Non sarebbe corretto per i partiti che mi sostengono dire per chi voterei. Mi riconosco nel Pd, ma sosterrò chi vincerà».

Parlando di Elly Schlein, Salis ha osservato che un’eventuale sconfitta della segretaria del Partito Democratico rappresenterebbe un colpo significativo, anche alla luce della distanza nei consensi rispetto al Movimento 5 Stelle citata nel suo intervento. Ha inoltre riferito di essere in contatto frequente con Schlein, precisando che la segretaria non le avrebbe chiesto formalmente di assumere il ruolo di federatrice, pur sostenendola a Genova come esponente del Pd.

Infine, Salis ha auspicato una coalizione ampia, capace di coinvolgere sensibilità politiche diverse, compreso Matteo Renzi. «Credo si vinca ovunque, anche al centro che ha un peso come l’estrema sinistra. Per me tutti dentro, anche Renzi: l’obiettivo è vincere», ha concluso.

Dal confronto televisivo emergono così due temi centrali per Salis: da una parte la richiesta di affiancare alle misure sulla sicurezza politiche sociali strutturali; dall’altra la necessità di costruire un centrosinistra più coeso, nel quale il confronto sulle primarie lasci spazio a una strategia comune.