Una tragedia ha colpito il mondo del calcio viterbese questa mattina. Fabrizio Galasso, 49 anni, vice allenatore della Viterbese Calcio, è stato trovato senza vita in un B&B di via Saffi, nel centro storico di Viterbo. La scoperta è stata fatta dal collega e amico Andrea Bussone, allenatore della squadra, con il quale Galasso condivideva l’appartamento per la stagione calcistica 2026-27.
La notizia si è rapidamente diffusa in città tra i tifosi della Viterbese, generando una grande onda di dolore e sorpresa. Un uomo di 49 anni, ancora nel pieno dell’attività professionale, colpito da un improvviso malore notturno. È uno di quei momenti che ricorda quanto la vita sia fragile e imprevedibile.
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La scoperta del corpo: Andrea Bussone e i tentativi di rianimazione
Andrea Bussone
, allenatore della Viterbese e collega di lungo corso di Galasso, è stato il primo a scoprire il corpo del vice allenatore. Trovandolo ancora a letto, Bussone ha immediatamente praticato il massaggio cardiaco in attesa dell’arrivo dei soccorsi.
È un gesto di disperazione e di speranza tipico di chi si trova di fronte a un’emergenza medica. Non c’era tempo per pensare. Non c’era tempo per accettare quello che stava accadendo. C’era solo l’istinto di cercare di salvare una vita che, pur essendo già andata, meritava ancora un tentativo.
I sanitari del 118 sono intervenuti rapidamente sul luogo, ma per Galasso non c’è stato nulla da fare. Nonostante i lunghi tentativi di rianimazione, il 49enne è stato dichiarato morto poco dopo l’arrivo dei soccorritori. Un momento che deve essere stato straziante per Bussone e per tutti coloro che hanno assistito ai tentativi di salvarlo.
I carabinieri e gli accertamenti: l’ipotesi del malore improvviso

Sul luogo della tragedia sono intervenuti anche i carabinieri del comando provinciale di Viterbo, per gli accertamenti d’obbligo nei casi di morte improvvisa. Non c’è alcun elemento che suggerisca circostanze criminali o sospette. Quello che emerge è il profilo di un decesso naturale.
L’ipotesi più accreditata è quella di un malore improvviso, che lo avrebbe colpito mentre dormiva. Un attacco cardiaco. Un’insufficienza respiratoria. Un’embolia. Le cause possibili sono molteplici, ma tutte riconducono a un evento cardiaco o cerebrovascolare acuto.
Saranno gli accertamenti medico-legali a chiarire le cause definitive del decesso. L’autopsia, se disposta dalla procura, fornirà risposte più precise su cosa sia accaduto nelle ore notturne quando Galasso era solo nella sua camera del B&B.
La comunità calcistica di Viterbo si raccoglie nel dolore
La notizia si è rapidamente diffusa in città e tra i tifosi della Viterbese. In mattinata diversi sostenitori si sono recati davanti al B&B, rimanendo in silenzio contemplativo di fronte al luogo dove era accaduto l’inconcepibile.
Anche il patron della società, Piero Camilli, ha voluto essere presente e rendere omaggio al vice allenatore. È un gesto di rispetto verso un collega, verso un amico, verso una persona che aveva dedicato la propria vita al calcio e alla Viterbese.
Nel mondo del calcio, il rapporto tra allenatori, vice allenatori e staff tecnico è intimo. Passano insieme le ore migliori e le ore peggiori. Vivono insieme le vittorie e le sconfitte. Condividono l’appartamento, come nel caso di Galasso e Bussone, durante la stagione calcistica. Sono compagni di viaggio in un’avventura che li unisce profondamente.
Chi era Fabrizio Galasso: una vita nel calcio
Fabrizio Galasso era un uomo che aveva deciso di dedicare la propria vita al calcio. Non come calciatore illustre che finisce sui media nazionali, ma come professionista dello staff tecnico, come vice allenatore, come colui che lavora nell’ombra per contribuire al successo della squadra.
A 49 anni, Galasso era ancora attivo nella stagione calcistica 2026-27, il che suggerisce una buona salute apparente. Nulla faceva prevedere quello che sarebbe accaduto nella notte. Questa è una delle caratteristiche più terribili dei malori improvvisi: arrivano senza avviso, senza sintomi premonitori, senza la possibilità di prepararsi.
Le conseguenze per la Viterbese: un vuoto difficile da colmare
Per la Viterbese Calcio, la morte di Galasso rappresenta la perdita di una figura importante dello staff tecnico. Un vice allenatore non è solo una posizione amministrativa. È una persona che conosce i giocatori a fondo, che ha instillato loro certi principi e certi metodi di allenamento, che ha una relazione di continuità con il progetto della squadra.
Il suo vuoto dovrà essere colmato, naturalmente. La società dovrà cercare un sostituto. Ma per un certo tempo, durante la transizione, ci sarà un’assenza di continuità, una perdita di memoria calcistica incarnata in una persona che non c’è più.
Il ricordo: un uomo dedicato al calcio
Quello che rimane di Fabrizio Galasso è il ricordo di un uomo che ha dedicato la propria vita a una passione: il calcio. Non è diventato celebre. Non ha lasciato un’eredità clamorosa. Ma ha lasciato il segno su tutti coloro che lo hanno conosciuto professionalmente.
Per i giocatori della Viterbese, Galasso è stato una voce durante gli allenamenti, un volto durante le partite, una figura di autorità durante i momenti difficili. Ora quella voce è silenziata, quel volto non sarà più visto dal vivo, quella figura di autorità è diventata una memoria.