Fabio Roscioli
conquista il seggio alla Camera lasciato libero da Francesco Cannizzaro e consegna al centrodestra una netta vittoria nelle elezioni suppletive di Reggio Calabria. Il candidato di Forza Italia si è imposto sullo sfidante del centrosinistra Frank Benedetto, in una consultazione caratterizzata però da un dato inquietante: l’affluenza ferma al 22,34%, un crollo drammatico rispetto al 49,4% registrato nel medesimo collegio alle elezioni politiche del 2022.
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Lo spoglio ha delineato fin dalle prime sezioni un vantaggio consistente per Roscioli. Con 263 sezioni scrutinate su 487, il candidato del centrodestra era al 53,62%, mentre Benedetto si fermava al 36,04%. Più indietro Domenico Giannetta, candidato di Futuro Nazionale, al 9,02%, e Francesco Toscano di Democrazia Sovrana Popolare all’1,32%. Una gerarchia che lascia poco spazio a sorprese e che ribadisce la supremazia della coalizione di destra sul territorio calabrese.
Festa in sede centrodestra
Nel quartier generale del centrodestra sono così esplosi i festeggiamenti per la vittoria. A Reggio Calabria sono arrivati anche il presidente della Regione Roberto Occhiuto, Francesco Cannizzaro e la senatrice di Forza Italia Stefania Craxi. L’esito del voto era stato già rivendicato da Occhiuto mentre lo scrutinio era ancora in corso, un segnale della fiducia nella previsione del risultato.

Per Giorgia Meloni, il risultato premia una coalizione compatta e conferma la capacità del centrodestra di presentarsi unito sul territorio. La presidente del Consiglio si è congratulata con Roscioli, sottolineando il successo ottenuto contro il cosiddetto campo largo delle opposizioni, ribadendo una narrazione che vede la sinistra frammentata e incapace di competere.
Entusiasmo in Forza Italia
Entusiasmo soprattutto in Forza Italia, che considera il risultato una conferma del proprio radicamento in Calabria. Il vicepremier e leader azzurro Antonio Tajani ha parlato di una vittoria del partito e ha ringraziato, tra gli altri, Occhiuto e Cannizzaro per il lavoro svolto durante la campagna elettorale. Per gli azzurri, il risultato non è solo una vittoria numerica, ma una validazione politica in una regione dove Forza Italia mantiene un peso considerevole.
Il messaggio che esce dalla coalizione è chiaro: il centrodestra rimane il blocco di potere predominante in Italia, capace di mantenersi unito e di vincere le consultazioni elettorali. Ma questo messaggio, seppur forte, arriva da un’urna sempre più vuota.
Futuro Nazionale non decolla: nessun “effetto Vannacci”
La sfida di Reggio Calabria aveva anche un altro elemento politico di rilievo: la candidatura di Domenico Giannetta per Futuro Nazionale, il movimento legato a Roberto Vannacci. Il risultato ottenuto dal candidato, secondo i primi dati dello scrutinio, si è fermato intorno al 9%, un dato che ha subito innescato una lettura politica specifica.
Stefania Craxi ha parlato di un risultato che non confermerebbe un presunto effetto Vannacci, interpretazione politica espressa dalla dirigente di Forza Italia. In altre parole, la Craxi ha utilizzato il voto di Reggio Calabria come controprova del fatto che il movimento di Vannacci non rappresenta la forza dirompente che alcuni temevano o speravano. Una vittoria simbolica nella battaglia interna alla coalizione di centrodestra.
Il centrosinistra perde ancora
Il centrosinistra, invece, aveva puntato su una candidatura sostenuta dal campo largo. Frank Benedetto ha raccolto oltre un terzo dei voti nelle sezioni scrutinate, ma senza riuscire a colmare il divario con Roscioli. La distanza tra i due candidati è apparsa evidente già dalle prime fasi dello scrutinio, quasi a presagire uno scacco non particolarmente competitivo.
Per le forze di sinistra, il risultato rappresenta l’ennesima sconfitta in un contesto dove il centrodestra mantiene il controllo. La capacità di fare fronte comune nel campo largo non è stata sufficiente a competere, almeno non nel collegio calabrese, dove la geografia politica favorisce chiaramente il blocco di destra.
L’assenza della democrazia
Ma il dato che accompagna il risultato è quello che dovrebbe preoccupare tutti gli attori politici: la partecipazione al voto. A Reggio Calabria e negli altri Comuni del collegio ha votato appena il 22,34% degli aventi diritto. Un’affluenza particolarmente contenuta se confrontata con il 49,4% registrato nel collegio alle elezioni politiche del 2022, anche se si tratta di consultazioni differenti per modalità e contesto.
Questa è la vera notizia. Mentre il centrodestra esulta per la vittoria, più della metà degli elettori calabresi ha scelto di non partecipare al voto. Non è una scelta dovuta a vacanze estive o a circostanze esterne facilmente comprensibili. È una scelta di disimpegno, di sfiducia, di apatia politica. Un segnale di quanto sia diminuita la passione civile e la consapevolezza dell’importanza del voto anche per le consultazioni supplementari.
Una vittoria vuota?
Con la vittoria di Fabio Roscioli, il centrodestra mantiene quindi il seggio parlamentare del collegio di Reggio Calabria. Per Forza Italia è un risultato che rafforza il peso politico del partito in Calabria; per la coalizione rappresenta una nuova affermazione elettorale sul territorio.
Ma la vera fotografia del voto è quella di un’elezione segnata dalla scarsa partecipazione degli elettori. Un seggio conquistato, sì, ma da una consultazione che ha visto la cittadinanza disertare letteralmente le urne. E questo, per la democrazia italiana, non è certamente un motivo di celebrazione, indipendentemente dal colore politico di chi vince.