giovedì, Ottobre 29

Meloni, scontro con la giornalista sullo Stato di diritto: «Lei ci crede?»

Botta e risposta tra Giorgia Meloni e una giornalista al termine della conferenza stampa sulla Manovra. Al centro dello scambio c’è lo Stato di diritto, tema tornato al centro del dibattito politico dopo le polemiche sulla decisione della giudice per le indagini preliminari di Milano che non ha convalidato il fermo di Youssef Siher, amministratore del canale Telegram «Movimento 17 ottobre».

Alla domanda della giornalista, la presidente del Consiglio ha risposto con una controdomanda: «Io ci credo sempre allo Stato di diritto, lei invece ci crede?» Una replica che si inserisce in una giornata segnata dalle critiche della premier alla decisione della gip milanese.

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La risposta di Meloni sullo Stato di diritto

Nel video diffuso da Adnkronos, Meloni ribadisce la propria posizione e spiega che cosa intenda per Stato di diritto: «Credo nello Stato di diritto, che vuol dire soprattutto difendere la gente perbene dalle persone violente».

La presidente del Consiglio collega così il tema delle garanzie giuridiche alla necessità di tutelare i cittadini dalla violenza. Il confronto con la giornalista si svolge dopo la conferenza stampa dedicata alla Manovra economica, ma il riferimento politico è anche alle polemiche esplose sulla vicenda giudiziaria di Youssef Siher.

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Le polemiche sulla scarcerazione di Youssef Siher

Nella stessa giornata, Meloni aveva criticato duramente la decisione della gip di Milano che non ha convalidato il fermo di Siher, definendola una «decisione vergognosa» in un video pubblicato sui social.

Siher, trentenne ricercatore bresciano, è indagato nell’ambito dell’inchiesta sugli scontri avvenuti a Milano il 17 e 18 ottobre 2026. La decisione della giudice ha provocato un acceso confronto tra esponenti politici e magistratura, soprattutto sul rapporto tra sicurezza pubblica, responsabilità individuali e garanzie previste dalla legge.

Le motivazioni dell’ordinanza, secondo quanto riportato nelle ricostruzioni della vicenda, riguardano la valutazione degli elementi contestati dalla Procura, compresa l’ipotesi di istigazione alla violenza e il rischio di fuga. La mancata convalida del fermo e la conseguente liberazione non equivalgono, da sole, a una sentenza definitiva sulle eventuali responsabilità dell’indagato.

Sicurezza e garanzie: il confronto politico continua

Le parole della premier riportano al centro una questione che attraversa il dibattito pubblico: come conciliare la tutela della sicurezza e dei cittadini con il rispetto delle procedure giudiziarie e dei diritti delle persone coinvolte in un’indagine.

Da una parte, Meloni insiste sulla necessità di difendere i cittadini dalle persone violente e contesta la decisione presa nel caso Siher. Dall’altra, la valutazione delle misure cautelari spetta all’autorità giudiziaria sulla base degli elementi disponibili e dei requisiti previsti dalla legge.

Il botta e risposta con la giornalista si inserisce quindi in un confronto più ampio sul significato dello Stato di diritto e sul ruolo delle istituzioni. La vicenda continua ad alimentare la discussione politica, mentre gli accertamenti sul caso Siher restano distinti dalle dichiarazioni espresse nel dibattito pubblico.