giovedì, Novembre 5

Scontro Lega-FdI sul decreto immigrazione: il Carroccio non vota l’emendamento sui ricongiungimenti

Nuovo scontro tra Lega e Fratelli d’Italia sul decreto che interviene in materia di giustizia e immigrazione. Alla Camera, durante i lavori della Commissione Giustizia, i deputati del Carroccio hanno scelto di non partecipare al voto su un emendamento presentato da Fratelli d’Italia che amplia le possibilità di ricongiungimento familiare per alcune categorie di lavoratori stranieri qualificati.

La proposta, firmata dalle deputate Sara Kelany e Carolina Varchi, è stata approvata nonostante l’assenza della Lega. Il partito di Matteo Salvini aveva infatti presentato tre emendamenti di segno opposto, con l’obiettivo di rendere più restrittive le regole per il ricongiungimento dei familiari.

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La norma sui ricongiungimenti familiari

L’emendamento di Fratelli d’Italia prevede che alcune categorie di lavoratori extracomunitari qualificati possano richiedere il ricongiungimento con i familiari stretti senza dover attendere due anni di soggiorno in Italia. La possibilità riguarderebbe, tra gli altri, dirigenti, professori universitari, ricercatori e dipendenti specializzati.

La disposizione estende a queste categorie una possibilità già prevista per i titolari di protezione internazionale. La modifica ha però incontrato l’opposizione della Lega, che considera la norma troppo permissiva e aveva depositato proposte per inasprire le condizioni di accesso al ricongiungimento.

La Lega si sfila dal voto e rilancia i propri emendamenti

Al momento del voto sull’emendamento di FdI, la capogruppo leghista in Commissione Giustizia, Ingrid Bisa, ha annunciato che il suo gruppo non avrebbe partecipato. La proposta è comunque passata grazie ai voti degli altri componenti della maggioranza.

La posizione del Carroccio non si è però fermata all’astensione dal voto. La Lega ha manifestato l’intenzione di sostenere comunque i propri emendamenti restrittivi, nonostante il parere contrario espresso dal governo.

Le tre proposte, presentate a prima firma rispettivamente da Igor Iezzi, Jacopo Morrone e Massimiliano Panizzut, sono state per il momento accantonate. La loro votazione è stata rinviata alla settimana successiva, per evitare ulteriori divisioni nella maggioranza.

Gli altri emendamenti al decreto

Durante l’esame in Commissione sono state dichiarate inammissibili anche diverse altre proposte. Tra queste, un emendamento di Forza Italia firmato dal capogruppo alla Camera Enrico Costa, che chiedeva di ampliare i poteri disciplinari del ministro della Giustizia nei confronti dei magistrati.

Non sono passate neppure la proposta di Fratelli d’Italia per istituire un comitato tecnico incaricato di monitorare la spesa per le intercettazioni e quella della Lega per sperimentare l’utilizzo del taser da parte degli agenti di Polizia penitenziaria.

È invece destinato a proseguire, dopo una riformulazione, l’emendamento di Enrico Costa che introduce per i nuovi magistrati l’obbligo di svolgere una parte del tirocinio all’interno di un carcere.

Le tensioni nella maggioranza

Il confronto sui ricongiungimenti familiari mostra una nuova divergenza tra Lega e Fratelli d’Italia su un tema centrale per la politica migratoria del governo. Da una parte, FdI ha sostenuto una modifica che amplia le possibilità per alcune categorie di lavoratori qualificati; dall’altra, la Lega vuole mantenere una linea più restrittiva e intende portare al voto le proprie proposte.

La questione resta aperta in Commissione, dove la prossima settimana dovrebbero essere esaminati i tre emendamenti leghisti accantonati. Il loro destino potrebbe rappresentare un ulteriore banco di prova per gli equilibri della maggioranza sul decreto.