La Camera dei deputati ha approvato l’articolo 8 del disegno di legge sulle professioni sanitarie, che prevede la possibilità di reintegrare i medici radiati dall’Albo durante l’emergenza Covid per non aver rispettato gli obblighi vaccinali. Il voto, arrivato il 27 ottobre 2026, ha immediatamente acceso lo scontro politico tra maggioranza e opposizioni.
Secondo i dati riportati da ANSA, il provvedimento è passato con 126 voti favorevoli e 113 contrari. Il margine ristretto e l’assenza di alcuni deputati di Forza Italia hanno alimentato le polemiche sul ruolo dei gruppi parlamentari che hanno sostenuto la norma.
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Gli otto voti di Futuro Nazionale decisivi per il risultato
A rivendicare il peso del proprio gruppo è stato Rossano Sasso, esponente di Futuro Nazionale, che ha sottolineato come gli otto deputati vannacciani abbiano contribuito in modo determinante all’approvazione. Secondo il suo ragionamento, senza quei voti il risultato sarebbe stato diverso e l’articolo non sarebbe passato.
La votazione diventa così anche un segnale nei rapporti tra Futuro Nazionale e la coalizione di governo. Il gruppo ha fatto pesare il proprio sostegno, lasciando intendere che il suo contributo potrebbe assumere un ruolo rilevante anche in altri passaggi parlamentari e nelle eventuali future intese politiche.
La norma, introdotta durante l’esame in commissione su proposta di Fratelli d’Italia, riguarda i professionisti sanitari che erano stati radiati dall’Ordine durante il periodo della pandemia. Il testo approvato alla Camera apre alla possibilità del loro reintegro, ma l’iter legislativo non si esaurisce con questo singolo voto.
Le opposizioni attaccano: «Uno schiaffo ai medici che hanno seguito le regole»
Le forze di opposizione hanno criticato duramente il provvedimento. Elena Bonetti, di Azione, ha sostenuto che il reintegro riguardi medici che, a suo giudizio, non avrebbero rispettato le responsabilità previste dalla deontologia professionale. Ha inoltre sollevato interrogativi sulle possibili conseguenze di queste posizioni nel rapporto con le nuove prospettive della ricerca medica.
Ancora più dura la reazione di Marianna Ricciardi, del Movimento 5 Stelle, che ha definito il voto uno «schiaffo» ai sanitari che hanno rispettato le regole durante la pandemia e alle vittime del Covid. Nel suo intervento ha contestato anche le pratiche e le convinzioni attribuite ad alcuni dei medici coinvolti nelle radiazioni.
Devis Dori, di Alleanza Verdi e Sinistra, ha definito la decisione un insulto ai medici e agli operatori sanitari che hanno svolto il proprio lavoro durante l’emergenza. La deputata del Partito Democratico Ilenia Malavasi ha invece parlato di un precedente pericoloso, sostenendo che la norma rischi di alterare la memoria di un periodo particolarmente difficile per il Paese.
Scontro in Aula anche sulla Federazione medico sportiva
Il dibattito ha coinvolto anche Maurizio Casasco, deputato di Forza Italia e presidente della Federazione medico sportiva italiana. Il dem Mauro Berruto, responsabile nazionale Sport del Partito Democratico, ne ha chiesto le dimissioni, contestando il suo voto favorevole al reintegro.
Berruto ha espresso la propria contrarietà con un intervento dai toni accesi, richiamando provocatoriamente il tema dell’antidoping e delle sostanze vietate nello sport. L’episodio ha aggiunto un ulteriore elemento di tensione a una seduta già segnata dalle divisioni sul ruolo dei medici radiati durante la pandemia.
Mattarella: «L’opposizione pregiudiziale ai vaccini è sconcertante»
Nella giornata del 28 ottobre, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto sul tema dei vaccini durante l’evento dei Giorni della Ricerca al Quirinale. Le sue parole sono arrivate a poche ore dalla votazione alla Camera, in un contesto di rinnovata discussione pubblica sulle posizioni contrarie alle vaccinazioni.
«L’opposizione pregiudiziale ai vaccini è uno dei sintomi più sconcertanti», ha dichiarato Mattarella, richiamando l’attenzione sui casi in cui adulti o bambini rischiano la vita o la perdono per malattie che, secondo il presidente, avrebbero potuto essere prevenute. Mattarella ha quindi sottolineato l’esigenza di contrastare la diffusione di informazioni che possono influenzare negativamente l’opinione pubblica sui vaccini.
Le parole del capo dello Stato si inseriscono nel dibattito aperto dal voto parlamentare, che continua a dividere le forze politiche. Al centro della controversia restano il reintegro dei medici radiati, le responsabilità professionali durante l’emergenza sanitaria e il ruolo delle vaccinazioni nella tutela della salute pubblica.