Il delitto di Garlasco, avvenuto il 13 agosto 2007 con l’omicidio di Chiara Poggi, è tornato recentemente al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria a causa di nuove scoperte scientifiche.
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Una consulenza genetica commissionata dalla Procura di Pavia ha rivelato la presenza di DNA maschile sotto le unghie della vittima, compatibile con quello di Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara.
Le nuove analisi genetiche
Il genetista Carlo Previderé, incaricato dalla Procura, ha analizzato numerosi reperti raccolti sulla scena del crimine. La sua relazione di 60 pagine evidenzia la presenza di cinque differenti aplotipi Y, ovvero profili genetici maschili, sui frammenti delle unghie di Chiara Poggi. In particolare, uno di questi aplotipi è risultato perfettamente compatibile con il DNA attribuito ad Andrea Sempio, ottenuto da oggetti personali come un cucchiaino, una tazzina e una bottiglietta d’acqua.
Implicazioni per le indagini
Questa scoperta ha portato alla riapertura delle indagini su Sempio, precedentemente archiviato nel 2017. La presenza del suo DNA sotto le unghie di Chiara suggerisce un contatto diretto con la vittima poco prima del decesso, escludendo la possibilità che il materiale genetico sia stato trasferito indirettamente attraverso oggetti.
L’incidente probatorio
Per approfondire queste nuove evidenze, il giudice per le indagini preliminari di Pavia ha autorizzato un incidente probatorio. Questo procedimento prevede l’analisi comparativa del DNA di Sempio con le tracce genetiche trovate su vari reperti, inclusi oggetti mai esaminati in precedenza come il tappetino del bagno e utensili da cucina.
La posizione di Alberto Stasi
Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara, è stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per l’omicidio. Tuttavia, le nuove scoperte genetiche non hanno evidenziato tracce del suo DNA sotto le unghie della vittima, riaccendendo il dibattito sulla sua colpevolezza e sollevando interrogativi sulla possibilità di una revisione del processo.
La presenza di un “Ignoto 2”
Oltre al DNA di Sempio, le analisi hanno identificato un altro profilo genetico maschile, denominato “Ignoto 2”, la cui identità rimane sconosciuta. Questo elemento aggiunge ulteriore complessità al caso, suggerendo la possibile presenza di un altro individuo sulla scena del crimine.


