Perquisizione nella casa di Sebastiano Visintin: nuove indagini sul caso di Liliana Resinovich
Leggi anche:Baldissero d’Alba, ritrovato il bambino di 10 anni scomparso: sta bene dopo una notte di ricerche
Leggi anche:Lago di Vico, perché è stato così difficile ritrovare il corpo di Luigi Cavallari
Il misterioso caso della morte di Liliana Resinovich, la donna triestina scomparsa a metà dicembre 2021 e ritrovata priva di vita nel gennaio 2022, torna nuovamente al centro dell’attenzione giudiziaria e mediatica. Le autorità hanno effettuato nella mattinata di martedì 15 luglio 2025 una nuova perquisizione presso l’abitazione di Sebastiano Visintin, marito della vittima e attualmente unico indagato per l’omicidio della donna
Sopralluogo nella casa di Trieste: obiettivo i macchinari per affilare coltelli
L’intervento è stato disposto dalla Procura della Repubblica di Trieste ed eseguito dagli agenti della Squadra Mobile, supportati dalla polizia scientifica e da due consulenti tecnici incaricati. L’attenzione si è focalizzata sull’attrezzatura utilizzata da Visintin per affilare coltelli: si tratta di dispositivi professionali la cui attività e relativo consumo energetico sono ora al vaglio degli inquirenti.
L’operazione si è svolta presso la residenza dell’uomo, situata in via Verrocchio, dove erano già stati condotti accertamenti precedenti. In particolare, durante una prima perquisizione effettuata il 9 aprile 2025, erano stati sequestrati oltre 700 utensili, tra cui coltelli, forbici e cesoie. In quella occasione furono inoltre trovati un maglione di colore giallo e un paio di guanti in pile, ora considerati potenziali elementi utili ai fini delle indagini.
Liliana Resinovich e Claudio Sterpin: analisi su foto e video
Parallelamente alla perquisizione domiciliare, la Procura sta concentrando le proprie attenzioni su materiale informatico sequestrato in precedenza. Si tratta di cinque hard disk che Sebastiano Visintin avrebbe consegnato a un conoscente pochi giorni dopo la scomparsa della moglie. L’analisi forense di questi dispositivi ha portato alla luce immagini e filmati in cui Liliana Resinovich appare in compagnia dell’amico Claudio Sterpin.
Gli inquirenti ipotizzano che questo materiale possa provare che Visintin era a conoscenza della relazione tra Liliana e Sterpin, nonostante l’uomo abbia sempre dichiarato il contrario. Se confermata, questa consapevolezza potrebbe essere interpretata come un movente passionale, un elemento centrale nella costruzione dell’ipotesi accusatoria.
Nuove analisi scientifiche in arrivo: appuntamento all’8 settembre
Un altro passo rilevante nell’evoluzione dell’indagine riguarda la fissazione di nuovi accertamenti tecnico-scientifici, programmati per l’8 settembre 2025. In questa data prenderanno il via analisi genetiche, merceologiche e dattiloscopiche su vari reperti già esaminati e su nuovi materiali recentemente sequestrati. Tra questi ultimi figurano alcuni oggetti trovati nella casa di Visintin e altri che potrebbero fornire ulteriori indizi utili al chiarimento del caso.
Il compito di condurre queste analisi è stato affidato, nel corso di un’udienza di incidente probatorio, a un team di esperti nominati dalla Procura. L’obiettivo è garantire la massima accuratezza scientifica nel trattamento dei dati e nella ricostruzione degli eventi che hanno portato alla morte della donna.
La difesa contesta: richiesto un nuovo accertamento medico-legale
Nel frattempo, la difesa di Sebastiano Visintin non è rimasta a guardare. Gli avvocati dell’uomo hanno presentato un ricorso in Cassazione contro la decisione della giudice per le indagini preliminari di Trieste, Flavia Mangiante, la quale aveva rigettato la richiesta per una nuova perizia medico-legale sul corpo della donna.
Secondo la difesa, le consulenze eseguite fino a oggi presenterebbero incongruenze scientifiche tali da giustificare un ulteriore approfondimento. Gli avvocati chiedono pertanto l’intervento di un collegio di periti indipendenti, super partes, per ottenere una valutazione unitaria e obiettiva. Questa nuova perizia potrebbe, secondo la strategia difensiva, offrire elementi decisivi per scagionare Visintin dalle gravi accuse che lo vedono coinvolto.
Il caso Resinovich continua a scuotere l’opinione pubblica
La tragica vicenda di Liliana Resinovich ha avuto e continua ad avere una forte risonanza nell’opinione pubblica. Il clamore mediatico che circonda la morte della donna non si è mai affievolito, e la richiesta di verità e giustizia da parte dei cittadini, dei familiari e dei conoscenti di Liliana resta molto alta.
Il mistero legato alle circostanze della scomparsa e del ritrovamento del corpo – avvenuto in un’area boschiva vicino all’ex ospedale psichiatrico di San Giovanni – ha alimentato, nel tempo, ipotesi contrastanti: suicidio, omicidio premeditato, delitto d’impeto. Ad oggi, però, l’unica pista ufficialmente seguita dalla magistratura è quella dell’omicidio volontario, con il marito come principale indiziato.
Prospettive future: possibili svolte nei prossimi mesi
Le autorità giudiziarie hanno dichiarato che le indagini sono ancora in corso e che saranno necessarie altre settimane di lavoro per poter arrivare a una ricostruzione definitiva dei fatti. L’attività investigativa è intensa e si sta muovendo su più fronti: tecnologico, scientifico e psicologico.
Si attendono con particolare interesse gli esiti delle analisi previste per settembre e l’eventuale accoglimento del ricorso in Cassazione presentato dai legali di Visintin. In base a queste due importanti tappe, il procedimento giudiziario potrebbe prendere una direzione decisiva, verso il rinvio a giudizio oppure verso una riapertura degli scenari investigativi.
