Caso Garlasco, caos a Zona Bianca: scontro in diretta e microfoni chiusi da Brindisi
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Il caso dell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, avvenuto nel 2007, è tornato sotto i riflettori in maniera esplosiva durante la puntata del 23 luglio 2025 di Zona Bianca, su Rete 4. Nel corso della trasmissione condotta da Giuseppe Brindisi, un acceso confronto ha scatenato il caos in studio. Il protagonista della tensione è stato l’avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, l’uomo condannato per il delitto.
Nel corso del talk show, nuovi elementi e dichiarazioni hanno alimentato dubbi, ipotesi e polemiche, al punto che Brindisi è stato costretto a chiudere i microfoni in diretta, per tentare di riportare la calma. Un momento televisivo tanto drammatico quanto rivelatore, che dimostra come, a quasi vent’anni dal delitto, la verità sul caso Garlasco sia ancora avvolta da ombre.
L’impronta 33 e il dibattito sull’incidente probatorio
Uno degli elementi più controversi discussi in puntata è stato quello dell’“impronta 33”, una presunta traccia individuata sulla scena del crimine. Secondo alcuni legali, si tratterebbe di un’impronta potenzialmente decisiva per l’accertamento della verità.
L’avvocato dei Poggi, Massimo Tizzoni, ha insistito sulla necessità di un nuovo incidente probatorio, per analizzare più a fondo questa prova. Tuttavia, si è scoperto che l’impronta non è fisicamente conservata, ma esiste soltanto sotto forma di fotografia.
Da qui è nato il primo grande scontro in studio: De Rensis ha respinto ogni tentativo di minimizzare la questione, sottolineando come questa nuova analisi non serva a scagionare Stasi, ma a fare chiarezza su un possibile errore giudiziario. Il suo messaggio è stato chiaro: “Non si tratta di difendere il mio assistito, ma di cercare la verità”.
Spunta il DNA di Ignoto 3: possibile riapertura del caso?
Il vero punto di svolta è arrivato con una rivelazione sorprendente: nella bocca di Chiara Poggi sarebbe stata trovata una traccia di DNA appartenente a una persona mai identificata, chiamata per ora Ignoto 3. La scoperta è stata definita “clamorosa” dagli esperti presenti in studio, e potrebbe aprire nuovi scenari investigativi.
La presenza di questo DNA solleva domande cruciali: si tratta di una contaminazione o di una prova finora ignorata? Se dovesse emergere l’identità del soggetto a cui appartiene, Alberto Stasi potrebbe essere completamente scagionato.
Secondo De Rensis, la garza su cui è stato rilevato il DNA era rimasta a lungo non analizzata. Il legale ha parlato di una grave negligenza nelle indagini iniziali, affermando con forza: “Un errore così non dovrebbe mai accadere”.
Scontro in studio tra De Rensis e gli altri ospiti
La tensione ha raggiunto livelli altissimi quando il giornalista Stefano Zurlo ha minimizzato il valore dell’impronta 33, definendola una semplice “fotografia” e quindi non rilevante ai fini giudiziari. A quel punto, De Rensis ha perso la pazienza e ha accusato i media di contribuire alla confusione e alla distorsione della realtà processuale.
La discussione si è fatta talmente accesa che Giuseppe Brindisi è stato costretto a chiudere i microfoni in diretta, per evitare che il dibattito degenerasse ulteriormente. Un gesto raro in una trasmissione televisiva, ma necessario per contenere l’escalation verbale.
Il caso Sempio e il verbale “aperto”
Altro elemento controverso della serata è stato l’interrogatorio di Andrea Sempio, amico di Chiara Poggi. Secondo De Rensis, nel verbale dell’interrogatorio ci sarebbero anomalie, in particolare il fatto che fosse stato lasciato “aperto” per ore prima della firma finale.
Quando Zurlo ha suggerito che potesse trattarsi di una “banale dimenticanza”, l’avvocato è sbottato: “Un orrore. Questo non deve succedere”. A quel punto la tensione era palpabile, e il clima in studio si è fatto ancora più teso.
La chiamata all’ambulanza e le condizioni di Sempio
Un altro dettaglio che ha generato clamore riguarda la chiamata all’ambulanza per Andrea Sempio. La sua avvocata, Angela Taccia, ha spiegato che il giovane non era in grado di sostenere l’interrogatorio a causa di una forte reazione a due tachipirina da 1.000 mg, che gli avevano causato uno stato di confusione.
Secondo Taccia, l’intervento dell’ambulanza fu solo a scopo precauzionale, ma per De Rensis rappresenta l’ennesima anomalia che dimostrerebbe un approccio troppo superficiale da parte degli inquirenti nei confronti di altre piste investigative.
La posizione di Sabrina Scampini: “Difendiamo la famiglia Poggi”
A schierarsi con forza dalla parte della famiglia Poggi è stata la giornalista Sabrina Scampini, che ha difeso l’operato dell’avvocato Tizzoni e ha chiesto rispetto per il dolore della famiglia. Scampini ha anche criticato i continui tentativi, a suo dire, di “revisionismo processuale”, che non farebbero altro che alimentare confusione e accanimento
