lunedì, Giugno 29

Va a cercare funghi, finisce in tragedia: sbranato da animali, morto in ospedale

Tragedia nel Parco del Vesuvio: 78enne muore mentre va a cercare funghi

Una drammatica vicenda si è consumata nel pomeriggio di sabato 13 settembre, all’interno del Parco nazionale del Vesuvio. Protagonista involontario è stato Angelo Cutolo, pensionato di 78 anni residente a Ottaviano (Napoli), che ha perso la vita in circostanze ancora poco chiare durante una delle sue uscite alla ricerca di funghi, attività che praticava abitualmente.

Leggi anche:Roccella, insulti social sul marito disperso: l’indignazione di Meloni e La Russa. FdI: “Barbarie”

Leggi anche:Roccella, ancora disperso il marito Luigi Cavallari nel lago di Vico: in arrivo un drone sottomarino da Milano

Leggi anche:San Benedetto del Tronto, molesta una 22enne in spiaggia: inseguito e bloccato dai bagnanti

 L’uscita che non ha più avuto ritorno

Dopo essere uscito da casa da solo nel primo pomeriggio, il signor Cutolo non ha fatto più ritorno. Solo in serata, non vedendolo rincasare e preoccupati per la sua assenza, i familiari hanno dato l’allarme. È stato il figlio a trovarlo, dopo ore di apprensione, in un terreno boschivo non distante da via Boscariello, nei pressi della sua abitazione. Il corpo era riverso a terra, in condizioni gravissime.


I segni e l’arrivo in ospedale

All’atto del ritrovamento, il pensionato presentava ferite importanti e segni evidenti di morsi su varie parti del corpo, compatibili con un’aggressione da parte di animali. Il Fatto Quotidiano+2Virgilio.it+2 Senza esitazione, il figlio lo ha caricato in auto e lo ha trasportato d’urgenza alla clinica Santa Lucia di Ottaviano. I medici hanno fatto il possibile, ma nonostante i tentativi di rianimazione, la situazione era ormai disperata. Angelo Cutolo è morto poco dopo l’arrivo in ospedale.

 Le ipotesi sull’aggressione

Al momento, le autorità stanno valutando diverse piste per cercare di ricostruire con precisione quanto accaduto:

  • Cani randagi o cinghiali selvatici potrebbero essere i responsabili diretti dell’aggressione; i segni sul corpo di Cutolo sono considerati compatibili con i morsi di questi animali.  Non è escluso che l’uomo possa essere stato colto da un improvviso malore, che lo ha lasciato incosciente a terra, rendendolo vulnerabile agli attacchi successivi degli animali. Il Fatto Quotidiano+1

  • Un’altra possibilità è che sia stato un attacco improvviso a provocare la caduta o la perdita di coscienza, con conseguenze fatali, prima che il corpo riportasse i morsi.

 Indagini in corso e autopsia

È la Procura della Repubblica di Nola che ha disposto l’apertura di un’inchiesta per appurare la dinamica dell’accaduto. La salma è stata trasferita all’ospedale di Castellammare di Stabia, dove verrà eseguita l’autopsia. Corriere Napoli+2Il Fatto Quotidiano+2 Gli agenti del commissariato di San Giuseppe Vesuviano sono impegnati nell’indagare il caso, raccogliendo testimonianze nella zona, verificando se vi siano stati segnali recenti di branchi pericolosi, oppure segnalazioni di animali selvatici aggressivi. Virgilio.it+1

 La zona dell’accaduto e il contesto ambientale

L’aggressione è avvenuta in un’area boschiva del Parco nazionale del Vesuvio, nei pressi di via Boscariello, un luogo che Cutolo conosceva bene. Frequentava spesso quei sentieri per raccogliere funghi, attività che lo legava profondamente al territorio. Virgilio.it+1 Nella zona sono presenti fauna selvatica, tra cui i cinghiali, e il fenomeno del randagismo è anch’esso motivo di preoccupazione per le autorità.

 Reazioni della comunità

La notizia della morte improvvisa di Angelo Cutolo ha scosso profondamente la comunità di Ottaviano. Conosciuto come una persona riservata, abitudinaria, legata alla terra e ai boschi, il pensionato lascia un vuoto tra i suoi concittadini. Corriere Napoli+2Ottopagine+2 C’è dolore, ma anche domanda di chiarezza: la comunità attende che le indagini, l’autopsia e le verifiche delle autorità possano portare ad avere risposte certe su cosa realmente sia successo.

 Perché questo caso solleva interrogativi

Questo episodio non è solo una tragica vicenda personale, ma solleva questioni più ampie:

  1. Sicurezza nei boschi — Gli ambienti naturali frequentati per attività come la raccolta di funghi possono diventare pericolosi se la fauna selvatica aggressiva o il randagismo non sono controllati.

  2. Protezione della fauna vs tutela delle persone — L’equilibrio tra conservazione dell’ambiente naturale e protezione delle persone che vivono vicino o all’interno di aree boschive è fragile.

  3. Prevenzione — Diventa fondamentale per le istituzioni locali informare e mettere in atto misure preventive, come segnaletica, allarmi, interventi di controllo del randagismo, presenza di guardie forestali.