La politica italiana sembra vivere un eterno duello tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein. Le polemiche degli ultimi giorni — dagli scontri sulla democrazia alla bagarre sui media — hanno occupato le prime pagine e infiammato il dibattito televisivo. Ma quanto pesano davvero sugli orientamenti di voto? L’ultimo sondaggio Swg per il TgLa7 prova a rispondere, fotografando un Paese spaccato, ma anche più stabile di quanto sembri.
Il clima di tensione politica non ha scoraggiato gli elettori. Anzi, ha galvanizzato i sostenitori dei due principali schieramenti. Nelle ultime settimane, i sondaggi hanno registrato una netta concentrazione del consenso verso due figure: la premier e la segretaria del Pd. Tutti gli altri, sembrano arrancare tra incertezze e cali costanti.
Un’Italia sempre più polarizzata
La fotografia che emerge dal sondaggio è chiara: il fronte politico si è ristretto a due protagoniste. A destra, Giorgia Meloni continua a incarnare stabilità e forza di governo. A sinistra, Elly Schlein si pone come punto di riferimento per l’opposizione, spinta anche dalle recenti tensioni con la premier e dalla forte esposizione mediatica internazionale.
I partiti di centro, invece, sembrano incapaci di intercettare lo scontento o di proporre una visione alternativa. I dibattiti tra Carlo Calenda e Matteo Renzi non incidono sull’opinione pubblica, mentre l’asse ecologista di Sinistra Italiana e Verdi perde energia dopo mesi di stallo. E il Movimento 5 Stelle? Pur restando la terza forza, mostra segnali di logoramento.
I numeri del sondaggio Swg
Solo nella seconda parte del report arrivano i dati precisi. Fratelli d’Italia resta in testa con il 31% delle preferenze, in lieve crescita rispetto alla settimana precedente (+0,2%). Subito dietro, il Partito Democratico guadagna terreno e sale al 22,1% (+0,3%), accorciando la distanza anche se di poco.
Alle loro spalle, il Movimento 5 Stelle scende al 13,2%, perdendo due decimi, mentre la Lega si ferma all’8,5% perdendo due decimi anch’essa. Forza Italia resta stabile al 7,9%, ma non riesce a sfondare oltre la soglia simbolica dell’8%. In calo anche Verdi e Sinistra Italiana, che insieme totalizzano il 6,6%.
Il centro in crisi di identità
Il fronte centrista continua a navigare a vista. Azione di Carlo Calenda perde due decimi e si attesta al 2,9%, mentre Italia Viva di Matteo Renzi scende al 2,3%. +Europa non supera l’1,8% e Noi Moderati resta ferma all’1%. Numeri che, sommati, non arrivano a un decimo dell’elettorato e certificano la difficoltà di un polo liberal-democratico competitivo.
Gli effetti delle polemiche e i possibili scenari
Secondo gli analisti, la crescita di Meloni e Schlein è la conseguenza diretta del clima di scontro. Entrambe, seppur da fronti opposti, hanno saputo trasformare le polemiche in visibilità e rafforzamento del proprio zoccolo duro. Al contrario, il Movimento 5 Stelle e la Lega pagano la mancanza di un messaggio chiaro e un’identità riconoscibile.
Il Paese sembra così dividersi sempre più tra due blocchi contrapposti, mentre le aree di mezzo si svuotano. La vera sfida sarà capire se la polarizzazione attuale si tradurrà in una nuova forma di bipolarismo o se emergerà un terzo attore capace di rompere l’equilibrio.
Per ora, la linea è tracciata: Meloni e Schlein restano le uniche leader in grado di spostare consensi.


