martedì, Giugno 30

Torino, il Pd ritira le firme sulla cittadinanza a Francesca Albanese: caos nella sinistra

Spaccatura nella sinistra torinese sulla proposta di conferire la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu per i diritti umani nei Territori Palestinesi. Dopo giorni di dibattito, il Partito Democratico ha deciso di ritirare le proprie firme dalla mozione, provocando un vero e proprio terremoto politico all’interno della maggioranza cittadina.

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Il ritiro delle firme e la motivazione del Pd

La mozione, depositata dalla consigliera del Movimento 5 Stelle Valentina Sganga con il sostegno iniziale del Pd, prevedeva di riconoscere alla giurista italiana il contributo “al dialogo internazionale per la pace e i diritti umani”. Tuttavia, durante la conferenza dei capigruppo, il clima è improvvisamente cambiato.

Quando i pentastellati hanno chiesto di anticipare la discussione e inserire il documento all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale, è arrivato il no secco dei consiglieri dem.

In una nota ufficiale, Ludovica Cioria, Tony Ledda, Simone Tosto e Abdullahi Ahmed hanno spiegato le ragioni del passo indietro: “Per sostenere e difendere il prezioso lavoro di Francesca Albanese pensiamo che sia sbagliato portare in votazione una proposta di cittadinanza onoraria che oggi non avrebbe i numeri per essere approvata. Una proposta che nasceva come un dialogo rischia di diventare una battaglia di parte. Non vogliamo alimentare polemiche né offrire terreno a chi tenta di delegittimare il lavoro indipendente della relatrice dell’Onu”.

La reazione del Movimento 5 Stelle

Durissima la replica dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, Valentina Sganga e Andrea Russi, che hanno parlato di un “errore politico e morale gravissimo”. “Dopo le sanzioni imposte dagli Stati Uniti, che impediscono a Francesca Albanese persino di accedere ai servizi bancari, e dopo che la rappresentanza israeliana all’Onu l’ha pubblicamente definita una ‘strega’, ci chiediamo cos’altro debba accadere perché la sinistra si mostri compatta nel sostegno a una donna coraggiosa che ha solo detto la verità”, hanno scritto in una nota congiunta.

 

I due consiglieri hanno poi aggiunto: “Questo voto non riguarda solo una cittadinanza onoraria, ma una prova di verità per capire se le istituzioni hanno ancora il coraggio di difendere chi si batte per i diritti umani”.

Una frattura che pesa nel centrosinistra torinese

L’episodio ha aperto una spaccatura evidente all’interno della coalizione di centrosinistra che guida Torino, mettendo in difficoltà anche i rapporti tra Pd, M5S e la lista di Sinistra Ecologista. Questi ultimi, pur non avendo appoggiato la mozione nell’immediato, hanno giustificato la scelta con motivazioni tecniche, sottolineando che “le preferenze della maggioranza e dei 5 Stelle non bastavano per approvare il documento”.

Il caso Albanese continua a dividere l’opinione pubblica e la politica, tra chi la difende come simbolo di libertà accademica e chi la accusa di parzialità nelle sue posizioni sul conflitto israelo-palestinese. A Torino, intanto, la sinistra esce indebolita da uno scontro interno che potrebbe avere ripercussioni anche a livello nazionale.